Concerti Magazine Lunedì 12 maggio 2003

I fantasmi di Brian Molko

Magazine - Ci sono artisti e gruppi nel panorama musicale che nascono e muoiono nel giro di un paio di album. A farne un elenco potremmo spendere settimane, anche se ci limitassimo agli ultimi due-tre anni. Questa sorta di maledizione sembra interessare anche i Placebo: il trio ha pubblicato due buoni dischi facendosi conoscere ed apprezzare anche in Italia, sfruttando la riscoperta della musica e del periodo Glamour (vi ricordate il film Velvet Goldmine con Ewan McGregor, dove i Placebo parteciparono con una cover dei T-Rex?).

Al terzo disco, uscito nel 2000 e intitolato Black Market Music, i Placebo hanno cercato in parte di smarcarsi da quel genere musicale con alcune divagazioni elettroniche e rap. Il tentativo ha avuto uno scarso riscontro commerciale, anche se il gruppo si guadagnò (!?) una partecipazione al Festival di Sanremo versione Carrà. Ci si ricorda di quella esibizione perché il cantante, Brian Molko sfasciò una chitarra sul palco dell’Ariston sotto gli occhioni atterriti di Megan Gale.

Con l’ultimo album, Sleeping With Ghosts, i Palcebo sembrano tornare alle origini della loro musica dura e cruda, pur conservando una giusta dose di elettronica. Il singolo che ha anticipato l’uscito del disco, The Bitter End, più che invogliare all’ascolto delle altre canzoni, rischia di scoraggiare anche i loro fans più agguerriti, proponendo uno stile prevedibile al limite della noia.

Come al solito le cose migliori vanno ricercate nei brani che meno affascinano al primo ascolto, come ad esempio la stessa Sleeping With Ghosts o I’ll Be Yours, canzoni cupe dove il gruppo sembra più a suo agio. Ma gli episodi davvero degni di nota sono pochi, perché tutto il resto è una sorta di rivisitazione e prolungamento del solito riff di chitarra proposto sin dagli esordi.

Il titolo dell’album è quanto mai azzeccato quindi per descrivere il periodo poco felice del gruppo, e se Olsdal, Hewitt e l’androgino Molko non si libereranno dai loro ‘fantasmi’, e forse anche da qualche vincolo discografico di troppo, per i Placebo si prospetta una deriva verso il dimenticatoio dello show business.

Nicola Calabria

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