Good bye, Lenin! - Magazine

Cinema Magazine Venerdì 9 maggio 2003

Good bye, Lenin!

Magazine - REGIA: Wolfgang Becker
ATTORI PRINCIPALI: Daniel Brühl, Katrin Sass
SITO UFFICIALE: www.good-bye-lenin.de/intro.php
IN SALA A GENOVA: consulta

E se viene giù il Muro di Berlino? Niente paura, lo si ritira su. Good Bye Lenin, film ironico, surreale, tragicomico di Wolfgang Becker parte da un paradosso: quello che per tutti è stato un evento storico, una liberazione, per un ragazzo diventa una dannazione: sua madre, fervente socialista, cade in coma poco prima della caduta del Muro. Si risveglia dopo otto mesi. Come dire, in un altro mondo. Ma poiché i medici hanno raccomandato ad Alexander di non sottoporre la madre a emozioni troppo forti, il ragazzo deve industriarsi a nascondere la verità alla madre.

Ecco allora che il Muro che non c’è più rinasce nelle bugie, nei sotterfugi amorevoli, nell’abbraccio protettivo alla madre. Dentro quella stanza non è cambiato nulla, non deve cambiare nulla. Metafora di una certa Germania dell’Est che non ne vuole saperne di arrendersi all’evidenza, e più in generale di tutti i nostalgici incapaci di guardare avanti, il film è stato un grandissimo successo in Germania, ed è stato giudicato il miglior prodotto europeo al Festival di Berlino.

Nel complesso si tratta di una commedia divertente, nonostante qualche scivolata nella comicità di bassa lega, ma con alcuni lampi di puro genio e una citazione (involontaria?) da La dolce vita: la statua di Lenin trasportata per il cielo di Berlino in elicottero ricorda il Cristo volante del capolavoro di Fellini. Becker si dimostra all’altezza della situazione, mescolando stili differenti e giocando con il mezzo con grande abilità. Un plauso anche agli attori (Daniel Bruhl e Katri Sass i protagonisti), che hanno mietuto meritati premi e consensi.

(a cura di donald.datti)

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