Ottava edizione delle Mises en espace - Magazine

Teatro Magazine Teatro Duse Giovedì 8 maggio 2003

Ottava edizione delle Mises en espace

Mises en espace
Nuovi autori per il Teatro europeo


13-17 Una stazione di servizio, (Une station service), di Gildas Bourdet (Francia)
versione italiana Roberto Buffagni
interpreti Viviana Mattei, Marta Bettuolo, Emanuela Guaiana, Arianna Comes, Massimo Mesciulam, Andrea Pierdicca, Alex Sassatelli, Matteo Alfonso, Francesco Ferrieri, Paolo Pilosio


20-24 Coltelli nelle galline, ( Knives in hens), di David Harrower (Inghilterra)
versione italiana Alessandra Serra
interpreti Federica Bonani, Roberto Serpi, Davide Lorino


27-31 Uccelli assettati, (Durstige Vőgel), di Kristo Šagor (Germania)
versione italiana Luisa Gazzero Righi
interpreti Fiammetta Bellone, Franco Ravera, Emiliano Iovine, Pietro Tammaro, Rosario Lisma, Sara Cianfriglia, Francesco Ferrieri, Tarek Chebib, Roberta Andreoni, Cristina Pasino


Teatro Duse, ore 20.30
Ingresso Libero

È ormai un appuntamento fisso. Ma l'"ormai" non indica stanchezza.
Non è una di quelle ricorrenze che fanno sbuffare. L'usanza consolidata delle mises en espace, proposta dal , crea un contenitore in cui la pochezza della confezione (assenza di scenografie e costumi), viene compensata dalla ricchezza dei contenuti in termini di novità d’offerta drammaturgica e freschezza d’interpretazione. I testi sono selezionati all’interno della vivace e prolifica vena europea di scrittori teatrali. Si tratta quasi sempre di autori completamente sconosciuti in Italia o a cui è stata dedicata scarsissima attenzione, ma attivissimi e riconosciuti in patria. Sono spesso molto giovani e dunque testimoni di tematiche e linguaggi aggressivamente attuali. L’interpretazione è affidata ai ragazzi dell’ultimo anno della scuola di recitazione, stimolati nel lavoro attoriale quest’anno dai registi Massimo Mesciulam, Alberto Giusta (componente della compagnia Progetto U.R.T.) e Andrea Nicolini. L’attenzione sull’attore, che caratterizza le mises en espace genovesi è, in certo modo esaltata, dall’assenza di scenografie e costumi che determina una forte concentrazione sulla relazione tra attori e testo. Come ha fatto notare oggi, alla presentazione della rassegna, Fiammetta Bellone, la prima attrice di Uccelli Assettati, (terzo dei lavori in programmazione): un testo che alla prima lettura risulta “freddo e intellettualistico”, nel corso delle prove può rivelarsi pronto per essere “riempito di carne e sangue”.
I testi, peraltro, sono scelti proprio in funzione delle possibilità concrete d’espressione che offrono agli allievi della scuola, come ha spiegato Aldo Viganò, sono testi che portano l’attore al centro della scena.
Quest’anno le tre proposte rappresentano - come di consueto - tre nazioni diverse (Francia, Inghilterra e Germania), ma anche tre generazioni diverse a confronto con alcune possibili tipologie di isolamento spaziale.

Esordisce il francese Gildas Bourdet, un autore non più giovanissimo di cui Carlo Repetti ricorda come oggetto d’attenzione da parte dello Stabile già da quando c’era Ivo Chiesa. Una stazione di servizio non è propriamente una novità, Bourdet lo scrive a metà anni Ottanta e lui stesso è già stato in Italia, ospite per esempio del Festival di Parma. È un testo che ha detta del regista Mesciulam offre molti spunti per il lavoro dell’attore presentando esseri umani in preda ad un crollo della loro identità; esseri umani in assenza di un centro; esseri umani grotteschi che vivono in un luogo privo di contiguità con ciò che lo circonda. Bourdas sarà l’unico autore che verrà a Genova per un incontro con il pubblico: venerdì 16 maggio.

Coltelli nelle galline dello scozzese David Harrower, che è ormai drammaturgo stabile presso il National Theatre di Londra, è ambientato nel XV secolo ma propone una riflessione su tematiche estremamente contemporanee, quali l’emancipazione della donna in una società rurale e il rapporto tra ignoranza e cultura.

Infine, Uccelli assetati, del tedesco Kristo Šagor, è incentrato sulle relazioni che si instaurano tra tre vagabondi a vario titolo, che fanno della menzogna e della reticenza le basi della comunicazione: tanto più profonda è ala relazione con l’altro tanto maggiori saranno le menzogne.

Alcuni link per conoscere meglio gli autori:
In francese
In inglese

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