Magazine Martedì 6 maggio 2003

Duecento di questi incubi

Magazine - Un ponte lungo 200 albi tra quello che siamo e quello che eravamo, ovvero Dylan Dog.
La storia del fumetto di Tiziano Sclavi, pubblicato da Bonelli dal 1986, è anche la nostra storia: è fatta di albi comprati la mattina e letti avidamente sull’autobus andando a scuola o dietro i libri, assuefatti dall’odore acre della carta stampata, aperti a 15 gradi per proteggerli perché rimanessero immutati come fotografie, letti sotto il sole d’estate e rimessi gelosamente nell’invicta svuotato dei libri e riciclato per la spiaggia. Albi da sabato notte, perché se devono fare paura è più bello di notte.

Il numero uno nasceva a soli due mesi dalla tragica notte dell’Haysell, a cento giorni dal terrore ucraino di Chernobyl: la sfida dell’autore era portare la paura nei fumetti per esorcizzare il timore di un mondo in cui i ragazzi si dividevano tra fan dei Duran Duran e fan degli Spandau Ballet. E intanto Sting diceva che anche i russi amano i loro figli.

Tutta la storia dei nostri anni è stata scandita dalle uscite mensili di un fumetto. Nelle edicole usciva Accadde Domani mentre Berlino si svegliava da un incubo lungo 30 anni; molti ragazzi avevano con sé Il marchio rosso mentre manifestavano contro la Prima Guerra del Golfo. Alcuni di quei ragazzi hanno manifestato con i colori della pace, è storia di ieri, mentre nelle edicole c’era La legge della giungla.

Il numero 180, Notti di caccia è il numero che ho interrotto perché in tv c’era la diretta di un orrore di 400 metri di vita che crollavano. Era l’11 settembre… Poi c’è la storia con la esse minuscola quella che non è sui libri ma che sui diari, nei ricordi. Chi, come me, leggendo le avventure del malinconico dongiovanni londinese, ricorda cosa leggeva tra una serata con gli amici e una grande delusione, tra una grande vittoria e una cocente sconfitta; un numero è stato quello dell’amore eterno, un altro quello della sua fine.
E così mentre cresciamo cresce anche la nostra collezione, noi diventiamo più grandi mentre lei occupa sempre più spazio con la sue costine nere con scritte bianche e gialle. E, tra una pagina e l’altra, noi continuiamo a crescere tra un’avventura assurda Dopo Mezzanotte e una Storia di nessuno, che la leggo ma non capisco cosa vuol dire, ci commuoviamo con Jonny Freak o ridiamo a denti stretti per le surreali battute di un surreale assistente.

Oggi Dylan Dog occupa quasi tre scaffali della mia libreria, 200 mesi della storia dei nostri anni in cui l’uscita il 27 del mese, il guardaroba fisso, e il galeone che non finisce mai sono gli elementi fissi di un paesaggio che cambia, la nostra vita.

di Francesco Cascione

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