Concerti Magazine Mercoledì 8 febbraio 2017

Sanremo 2017: la prima serata. I 10 momenti migliori

Fiorella Mannoia a Sanremo 2017

Magazine - Ecco il pratico (e agile) manualetto di auto aiuto per chi non abbia guardato il Festival, ma non voglia farsi trovare impreparato. Utile per non trovarsi esclusi dalle conversazioni aziendali o privati della vita sociale per cinque giorni lunghissimi. Del resto resistere ieri è stata una grande prova per tutti coloro che hanno animato i social.

1. La noia, quindi. Conviene mostrarsi possibilisti: era la prima serata, le prove non sono la stessa cosa, può essere che i coconduttori (non ridere sul cocò) debbano prenderci un pochino la mano e affiatarsi. Non si può sparare a zero da subito. Anche i critici improvvisati come voi, che non avete visto un fotogramma, devono impratichirsi.

2. Sarà opportuno invece assumere un atteggiamento critico nel sottolineare le anomalie di questa edizione: niente scalone, solo scaletta, manca il brivido della discesa; è Maria che offre il fiore e non il contrario; e non scende neppure la scaletta. Insomma, se il Festival è il trionfo della tradizione, forse le rivoluzioni non portano tanto bene.

3. La meglio vestita, da Etro, era senz'altro Elodie. Il taglio ricorda quello di Jean Seberg in A bout de souffle (All'ultimo respiro). La seconda meglio vestita era Fiorella Mannoia. La terza: non pervenuta.

4. Maria de Filippi, vestita da Givenchy, stava bene, prima in nero, poi in bianco. Basta così, non addentratevi, potreste farvi scoprire. Ma non fatevi cogliere impreparati: l'abito nero è pressoché identico a quello indossato da Kirsten Dunst agli Emmy nel settembre scorso.

5. Le cose fondamentali da sapere sugli ospiti: la prima reazione alla presenza dei soccorritori di Rigopiano è stata una raffica di battute sulla guardia di finanza a Sanremo: oddio, adesso scappano tutti. Non va tanto bene. Ma forse il pubblico si è stancato della lacrima facile. Reazioni politicamente scorrette anche per Ricky Martin: un esercito di donne a lamentarsi per la scelta di genere del cantante, perdita grave - scrivono - per quello femminile. Non tanto bene neanche qui. Adorati Paola Cortellesi (bisogna aspettare gli ospiti, per sentire qualcuno cantare come Dio comanda) e Antonio Albanese. Ovazioni pure per Crozza, sottotono o, più probabilmente, costretto a mantenersi entro limiti piuttosto ristretti e rigidi, ma salutato come un liberatore dalla noia. Su Bova il popolo si è diviso nettamente tra: il più bello del mondo, che occhi! e: talmente inespressivo da far rimpiangere Garko.

6. Musica. Citare Ron: al Dopofestival ha asserito che la musica a Sanremo non è la cosa più importante. Non dimenticare la frase, verrà buona per tutta la settimana. Forti del giudizio di Rosalino Cellamare, evitare di esporsi. Sì, dài, la Mannoia trionferà, anche se non dovesse vincere; Al Bano, porello, non è il caso di infierire; Samuel lo aspettavano tutti, ma era giusto accettabile e solo perché non c'è stato nessuno veramente interessante; alla fine ognuno ha interpretato se stesso e va bene così.

7. Polemica 1: Sanremo costa troppo, si sottraggono fondi ai terremotati ecc. Ecco, fermi, non entrate nel merito, troppi pro e troppi contro, troppe implicazioni politiche. Troppi ”troppo”. Queste sono polemiche da affrontare solo con una preparazione solida. Ascoltate e sorridete, casomai spostate la conversazione sulla

8. Polemica 2: ci stanno solo gay. L'anno scorso tutti con i nastri arcobaleno e questo è il risultato. Pure le sentinelle in piedi a fare la veglia di preghiera e ostentare quella solida aggressività passiva tipica dei cattolici integralisti. Erano ostili soprattutto a Tiziano Ferro e Ricky Martin. Su questo bisogna prendere posizione: uscire dall'oscurantismo è imperativo.

9. Casomai potrete tirare il fiato rilanciando la più sicura delle polemiche, il cavallo di battaglia di ogni Festival, quelli di Fazio compresi: dove sono finiti i fiori? (cit. inconsapevole, trovatela da voi, suvvia.) Maria che porge una rosa bianca, qualche bouquet, ma il palco inondato di colore è ormai solo un ricordo.

10. Ecco, ora fate uno sforzo: mandate a memoria i nomi dei tre cantanti che rischiano l'eliminazione: Ron, Clementino, Giusy Ferreri e sarete pronti a affrontare i commenti della giornata.

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