Attualità Magazine Lunedì 30 gennaio 2017

I Bastardi di Pizzofalcone, dal libro alla tv. De Giovanni si racconta

Magazine - Maurizio de Giovanni si lascia ad una lunga chiacchierata con i suoi lettori in un video postato sulla pagina Facebook del suo fan club. Il post è il primo di un filo diretto con il suo seguito per rispondere alle tante domande e curiosità.

Lo scrittore si racconta dietro la sua scrivania di casa tra rumori di vita. Di seguito i principali argomenti trattati, molti sulla fortunata serie televisiva de I Bastardi di Pizzofalcone ora in programmazione su Rai Uno e basata sulla serie di romanzi I Bastardi (Einaudi) dello scrittore napoletano

Tra autobiografia e finzione – Lo scrittore ricorda di aver cominciato a scrivere tardi, a quarantotto anni, e che quindi molta della sua esperienza di vita va a finire nei suoi personaggi e scrittura. In particolare, la figura di Ricciardi rassomiglia al padre, una persona taciturna, silenziosa, di antica famiglia e nato anche lui il primo giugno, un gemelli - figura duplice tra realtà e sogno.

Ricciardi sul piccolo schermo – Il progetto di una serie televisiva è in fase avanzata. Anche il regista è stato individuato, ma per il momento non si non può svelarne il nome.

Le prossime uscite in libreria – Tre Ricciardi ancora da scrivere, mentre i Bastardi torneranno in inverno con un episodio che farà parte della seconda serie televisiva assieme a Cuccioli e Pane.

La sceneggiatura e i romanzi – Due lavori molto diversi. È come tradurre una cosa da una lingua all’altra, spiega de Giovanni. Nei romanzi si possono raccontare emozioni e sentimenti, lasciando spazio alla fantasia del lettore, mentre la sceneggiatura si basa soltanto sulle frasi ed espressioni. Da un lato si perde la descrizione dei personaggi, ma dall’altro si guadagna la capacità degli attori di portare qualcosa di loro, aggiungendo così ricche sfumature. Ora i Bastardi hanno un volto – de Giovanni dovrà tenerne conto nella scrittura, ma senza farsi influenzare troppo.

Ricciardi e i Bastardi, il legame – De Giovanni scrive di delitti passionali, tratti non da fatti di criminalità organizzata o altro, ma da tormenti personali. Ed è questo che accumuna Ricciardi e i Bastardi.

Le copertine dei libri – Allo scrittore piace intervenire nella scelta delle copertine dei suoi libri, che - dice - non devo essere belle, ma riflettere l’atmosfera del romanzo. Per i Bastardi, sono un singolo oggetto, a volte un po’ kitsch, per Ricciardi, invece, delle scene.

Napoli – Ennesima dichiarazione d’amore per la sua città. Ripete che non avrebbe potuto scrivere una parola se non fosse stato napoletano. Napoli, con i suoi mille contrasti, è continuamente protagonista e fondamentale per le storie scritte fino ad adesso. Due storie che lo allontanano da Napoli gli frullano però per la testa. La prima nasce da un’idea che ha fin da ragazzo su una storia ambientata in un paese del Sud Italia e la seconda, più recente, in una città anonima, grigia e fredda - di probabile interesse televisivo.

Il concetto di restituzione – Racconta quanto gli artisti, dagli scrittori ai cantanti, abbiano preso qualcosa dalla città, che quindi è necessario restituire – una sorta di baratto, in cui gli artisti dedichino tempo e parole positive su Napoli.

Il Napoli – Il tifo per il Napoli è una malattia inguaribile. Il risultato di una partita di calcio può cambiare l’atteggiamento nei confronti della settimana. Una follia – se ne rende conto, ma c’amma fa? È una caratteristica a cui è affezionato, quindi sempre Forza Napoli!

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