Magazine Mercoledì 23 aprile 2003

Il diario di Francesca

Martedì 27 maggio Laura Guglielmi presenta Diario di una blogger, l'ultimo romanzo di Francesca Mazzucato (nella foto). Appuntamento al forum Fnac alle 18

In questo articolo ricorrerà una parola che tanti di voi sentono per la prima volta, ma con la quale siamo destinati a familiarizzare: “blog”. Cos’è un blog? Le spiegazioni sono tante, ognuna aggiunge qualcosa: esiste tutta una letteratura specialistica che spiega il mondo dei diari virtuali in Rete venuti dall’America a conquistare il popolo degli internauti. Definizione terra-terra: il blog è il luogo dove una persona scrive quello che gli passa per la testa, dando la possibilità ad eventuali lettori di interagire. Si crea così la community di bloggers, una comunità democratica, senza filtri, dove la comunicazione non è mediata.

Una definizione più complessa e meno consolante ce la fornisce Francesca Mazzucato nel suo ultimo romanzo, Diario di una blogger, appena uscito da Marsilio. “I blog sono una forma subdola e autorisonante di autoaiuto psichiatrico”: la frase è di Yaub, un blogger che la Mazzucato cita. La scrittrice è un’appassionata navigatrice, ama il web e lo frequenta da sempre. Dapprima scrivendo su diversi siti, tra cui, lo ricorda lei stessa a pagina 50 del libro, mentelocale.it.. Ora, da poco più di un anno, gestendo (al momento non disponibile) e, soprattutto, tenendo il suo diario virtuale, .

Nel romanzo la Mazzucato recupera le dinamiche del blog, ne ricalca la lingua fatta di emoticons (;-)) e post, di considerazioni sull’andamento del mondo e sulla cena della sera prima. La lingua del navigatore coincide con quella della scrittrice, in un abile gioco mimetico. L’andamento è diaristico, o meglio blogghistico: ogni paragrafo è datato, salvo essere intervallato da inserti in flashback. È questa la parte più “letteraria”, il romanzo che entra in contatto con la quotidianità virtuale, la contamina e in parte la “giustifica”. C’è una storia d’amore: non è sullo sfondo, e neppure in primo piano. Potremmo dire che è una storia “linkata”: ogni tanto si apre una finestra sul desktop del blog e compare Francis, pittore parigino amato per un giorno e mai più dimenticato, tanto da diventare quasi un’ossessione. E l’ossessione per l’uomo si trova a sovrapporsi con quella per l’amata creatura, il nonsense-blog (“il blog è oppiaceo, mi sento avvolta nelle sue spire, non riesco ad andare a dormire, ogni notte vorrei rimirarlo come i parenti rimirano un neonato nella culla”). La Mazzucato padroneggia i due registri, riesce a non creare squilibrio tra l’ipertrofia del blog e l’intimità della storia d’amore.

Eppure questo non è un romanzo equilibrato, non vuole e non deve esserlo. Non è nella natura del blog, non è nella natura dell’autrice. La quale dichiara di aver dato vita a un “fazioso cofferatiano schieratissimo blog”, che è anche un “blog samurai”. La Mazzucato racconta con ironia e autoironia le sue peripezie internautiche: spiega di utilizzare il web per smuovere le acque, per provocare reazioni, per toccare i punti deboli. Ecco, quindi, che entra in contatto con bloggers di estrema destra, si scambia commenti infuocati, viene ricoperta di insulti, salvo poi giungere a una pacificazione. Crea personalità alternative e addirittura un blog fantasma per fare il verso a una compassata signora: MaliceCeltic contro FeliceBaltic, leccamitutta contro leggimitutta. Immaginate voi dietro quali di questi nomi si nasconde Francesca. Partecipa alla vita della comunità, si lascia andare a piccoli-grandi atti di sabotaggio usando il nickname di altri bloggers. Insomma, si diverte un sacco, ma soprattutto esplora un mondo a molti sconosciuto. Ci fa capire la psicologia del blogger molto meglio di quanto non riuscirebbe a fare una intera biblioteca di saggi. Forse per questo il libro ha suscitato tante reazioni nel mondo dei web log: molte sono stizzite, addirittura in forma di invettiva, e la Mazzucato le ha raccolte nel suo sito (vedi www.geocities.com/mazzucato2002/invettive.html ). C’è chi suggerisce di boicottare il libro, chi si lascia andare a veri e propri insulti. Un simile vespaio può significare una sola cosa: che la Mazzucato ha colpito nel segno, ha toccato un punto vivo.

E chiudiamo con una citazione dal blog di Francesca. È un post del 20 aprile: “sono a Genova e non posso non ricordare un sito a cui voglio molto bene www.mentelocale.it che ha sede dentro al Palazzo Ducale, e le finestre che si affacciano su De Ferrari. Informazioni locali con un occhio al mondo. Postato da francescamazzucato alle 2:09. Che dire, sono parole che ci fanno piacere, come ci fa tanto piacere di aver fatto questo pezzo di strada insieme a lei.
di Donald Datti

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