Concerti Magazine Leonardi V-Idea Martedì 22 aprile 2003

Ninnananna di Mirto

Magazine - Musicista a tutto tondo, i suoi suoni incantano. , genovese, già su mentelocale.it, ha appena dato alla luce Mirto. Un cd dalle sonorità mediterranee, punto d’incontro tra tradizione popolare, sperimentazione vocale e rigore. Un lavoro tutto al femminile con la voce di Simona, il piano di Irene Vannucci e dietro le quinte la produttrice tedesca Birgit Ellinghaus.
Per ascoltarlo dal vivo basta andare alla galleria Leonardi V-idea, in piazza Campetto: l'appuntamento è per martedì 10 giugno alle 21.00. E se volete cantare insieme a Simona ci sarà un workshop sabato 24 giugno dalle ore 13.00 alle ore 19.00, sempre alla Leonardi.

Musiche da ascoltare per partire verso terre solari, calde e quando si ha bisogno di ritrovarsi.

Perché Mirto? Da dove nasce questo bel titolo caldo e Mediterraneo?
Mirto è un piccolo paese della Sicilia. Anche i titoli delle altre canzoni hanno nomi di città. Il nome di ogni canzone è stato scelto esattamente per il suo fascino: Antillo, Aidone, Contessa Entellina, e non in seguito a un viaggio o a un'ispirazione particolare legata al luogo.
Ma Mirto ha anche altri significati. Uno dei più rilevanti si lega ai temi della vita sociale nel Sud Italia, quella vissuta nelle società tradizionali. È la paura del male e il suo porvi rimedio attraverso simboli di protezione: foglie di mirto, alloro, pane, olio d’oliva. Una mia zia mi ha raccontato che mettere questi elementi sull’addome era un'antica funzione rituale o scaramantica che serviva per allontanare la malattia. Molti dei simboli e delle espressioni rituali erano un modo per sublimare le ansie e i drammi del quotidiano: Mirto rappresenta anche il trapasso dalla vita alla morte.

Da dove nasce l’idea?
Nell'album la canzone Mirto è una ninnananna eseguita nello stile di una tarantella, ma il titolo del Cd non è riferito espressamente al brano, ho pensato all’idea di “rigenerazione” che stava attorno ai rituali antichi, e la convivenza costante con il senso più intimo e precario che ruota intorno ai drammi e alle gioie della vita.
Molti dei brani girano attorno a quest'idea. Ogni personaggio descritto arriva a una specie di riappacificazione con la vita, nonostante innumerevoli perdite e sconforti. Ogni brano è uno scongiuro: c’è una perdita, una richiesta, la lotta contro gli eventi, e l’idea “di un amore sconfinato che supera la morte...”.

La casa di produzione a cui ti sei legata è tedesca, perché hai dovuto rivolgerti all'estero per incidere?
Il cd è stato prodotto da Birgit Ellinghaus per la Heaven & Earth, etichetta discografica di Colonia. Birgit Ellinghaus segue da un anno questo lavoro musicale, e l’idea di aprirlo al pubblico è arrivata da una sua proposta. Gran parte del lavoro, legato soprattutto all’immagine del cd, proviene da lei, e io credo sia molto interessante anche perché è una visione visione distaccata, da ascoltatore.

Canti in siciliano, la tua musica è italiana. Come ti vivono e come ti ascoltano all’estero?
Negli ultimi concerti la presenza di una parte vocalizzata e sperimentale è molto forte, supera il 70% dell’intero concerto. È vero la musica è italiana, i testi in dialetto, ma penso che in questo caso si tratti più di un tipo particolare di melodia e intonazione, i testi hanno una funzione strumentale. Il pubblico lo riconosce e descrivendo, per esempio, alcune reazioni dell’ultimo concerto in Germania, per radio Bremen, il pubblico aspettava le parti improvvisate e i giochi sul testo, il dialogo con il pianoforte, suonato in concerto e nel CD da Irene Vannucci, e soprattutto la vocalizzazione che caratterizza le canzoni.
Credo che questa sia davvero, la realtà più vicina legata ai concerti, insieme alla malinconia, anche molto narrativa delle canzoni.

E tu come ti trovi fuori dall’Italia?
Fuori dall’Italia mi trovo benissimo, ovunque a casa. Credo che potrei sentirmi così davvero ovunque, perché il desiderio di confondermi in mezzo a realtà, caratteri e aspettative diverse è ogni giorno più forte. Certo, le differenze sono enormi. Sono soprattutto relative ad una maggiore “serenità” nei confronti dell’espressione artistica. Credo che questa “serenità” potenziale dovrebbe diffondersi un po’ di più.

Progetti?
Concerti in Italia, tra cui uno a Roma in un edificio occupato, e all’estero. E poi un nuovo percorso musicale e vocale, già iniziato durante gli ultimi concerti, che da spazio ad una parte di esplorazione sulla voce molto più forte.
Un lavoro sui suoni d’ambiente, iniziato nel Cd grazie al contributo creativo di Ulrike Klaussmann che ha registrato le voci delle strade di Palermo.

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