Magazine Martedì 22 aprile 2003

Un pellirossa al Beigua

Corvi bianchi, ombre cinesi rovesciate dietro una grigia nebbia settembrina che avvolge la vetta del monte.

Volano in silenzio o forse il loro gracidare non si sente qui in basso dove in cerchio, attorno al fuoco acceso, aspettiamo Samuel l’indiano.
Fa freddo! Più giù in fondo alla valle, oltre la barriera grigia che tutto avvolge, la gente è in spiaggia, il sole è sorto da un’altra parte.
Lepri e cinghiali spiano dalle loro tane, la fila di auto che ferisce la montagna, gas di scarico e profumo di muschio.
È mezzogiorno, ma potrebbe essere mezzanotte, solo il fuoco sulla cima del monte rischiara e riscalda come la pasta e i fagioli della Croce Rossa, ci sono pure le trenette al pesto.
Anche Samuel le mangia, sono lontane le mandrie di bisonti in fuga.
Un tapee montato sulla cresta della rupe sfida la costruzione in cemento dell’albergo-rifugio.
È l’ora, i corvi non volano più, tacciono le auto, tacciono i bambini, solo lo sbattere di un telo sollevato dal vento annuncia l’inizio dello spettacolo.
Anche la nebbia rispetta Samuel il pellirossa alzandosi all’improvviso, restituendo la luce agli occhi degli spettatori.

Gli occhi neri di Samuel che dovrà cantare, ballare col suono del computer portatile. Suoni antichi, tam-tam di guerra racchiusi in un programma DVD, misteri, canti, saperi del popolo dei piedi neri.

Indossa jeans Nike e polo Ralph Lauren, in una valigia il costume di scena e un meraviglioso copricapo di piume d’aquila.
Sale lontano il suono dei tamburi, fantasmi, riprese di film proiettate sullo schermo di nebbia.
Inizia la danza, prova a cantare Samuel, ma il microfono ha le pile scariche, gracchia risvegliando i corvi dal loro torpore. Narra di grandi migrazioni, di caccia al bisonte, della vita in riserva, di freccie contro i fucili, dell’ascia di pietra contro i cannoni come Abdu che scaglia le pietre contro i cingolati, come Thao che sfuggì al napalm vivendo sottoterra, come Paola e Andrea che a mani alzate sfidarono lacrimogeni e manganelli.

Inizia la danza dei cerchi, il cerchio vitale…seme, pianta, germoglio, frutto, seme, feto, bimbo, adulto, cerchi che non sempre si chiudono…

Vibra il corpo di Samuel, volteggiano i cerchi, come i corvi nel cielo.
Samuel il pellirossa che vive a Rimini che non ha più la sua terra.

Gianni Morando
di Enrico Ratto

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