Magazine Mercoledì 9 novembre 2016

«Ho paura a lasciare la mia ragazza»

Ragazzo
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Magazine - Salve,

mi chiamo Gianluca e ho 19 anni. Da un po’ di tempo ho qualcosa che mi frulla per la testa, ma non riesco a capire e di conseguenza a scegliere cosa fare. Le spiego. Mi sono fidanzato con una ragazza 6 anni fa. Ci conoscevamo ed eravamo amici da molto tempo. Poi un giorno, io avevo 13 anni, lei ha fatto il primo passo dichiarandosi a me e, provando anche io qualcosa per lei, ci siamo messi insieme.

Da allora ci siamo conosciuti sempre di più, io ho scoperto e apprezzato alcune sfaccettature di lei che non conoscevo e viceversa lei su di me. Per la lontananza, però, non ci vediamo tutti i giorni (1 o 2 volta a settimana o talvolta ogni due settimane).

Nonostante ciò, ci siamo sempre fatti forza l'uno sull'altra e l'ho sempre sostenuta nei suoi momenti più difficili. Le voglio bene, la amo... Ma vacillo proprio su quest'ultima parola. Mi rendo conto di tenere a lei, ma crescendo ho riscontrato come io sia più attratto fisicamente da persone del mio stesso sesso.

Con lei non ho ancora mai avuto rapporti sessuali. Sento perciò alla base una mancanza di esperienza anche per giudicare se effettivamente io possa definirmi gay, o semplicemente bisessuale (la prima mia esperienza risale a quand'ero più piccolo e per gioco io e mio cugino ci scambiavamo baci, toccandoci e strusciandoci l'uno sull'altro); ma d'altro canto, essendo fidanzato, non sono mai andato oltre alla semplice chiacchierata con alcuni ragazzi per i quali al tempo stesso avevo una cotta.

Mi masturbo e provo piacere pensando a rapporti omosessuali o guardando porno con tale sfondo sessuale; avviene anche con porno etero, ma il piacere che provo varia. Personalmente potrei definirmi bisessuale, ma in qualche modo mi sento un po’ incatenato. E questa situazione talvolta mi provoca ansia e dubbi sia sulla nostra relazione, sia su me stesso (sul mio effettivo orientamento sessuale, appunto). Potrei parlargliene, ma ho paura.

Penso di essere diventato per lei quasi come un'ancora: è un po’ depressa e non ha una situazione facile in casa. Se si dovesse arrivare a troncare la relazione penso sarebbe come lasciarla annegare e io non voglio, ma al tempo stesso ho bisogno di capire se sono io che per mancanza di qualcosa tendo ad infatuarmi momentaneamente di altri ragazzi (sui quali poi mi masturbo, rievocandoli nei porno), o se a 13 anni ho semplicemente fatto un errore non essendo ancora consapevole di questa mia inclinazione.

Mi scuso per essermi dilungato tanto e attendo una sua risposta,

Gianluca

Buongiorno Gianluca,
ho letto la sua esposizione dei fatti e la cosa che più mi ha colpito è che la sua storia si snoda su un arco temporale di 6 anni, che già di per sé, è un periodo molto lungo.

Ma non è la lunghezza ad essere un problema, quanto il fatto che, questi sei anni vanno dai suoi 13 ai suoi 19, ovvero un periodo che comprende sia la preadolescenza che buona parte della sua adolescenza. Due momenti di crescita, che vengono universalmente considerati, periodi di grande e profonda evoluzione personale e che segnano il difficile passaggio da bambino ad adulto.

In questo periodo di transizione si sviluppano e si intrecciano gli aspetti fisici, fisiologici, emotivi, cognitivi, mentali e psicologici.
Di conseguenza si evolvono anche i legami affettivi e le relazioni, e inevitabilmente, avvengono anche importanti trasformazioni della sessualità. Nel suo racconto compaiono molti dubbi e molti sensi di colpa, ma, in questo inevitabile periodo di trasformazione, quali sicurezze pretende da se? Lei punta molto sul sesso, ma forse non è l’unico aspetto da prendere in considerazione e infatti anche lei mischia aspetti sessuali, sentimentali, relazionali. E paure. Paure non tanto per sé (forse) quanto per la ragazza, con cui ha condiviso questi 6 anni.

E temo che questa paura le impedisca di vedere le cose con più chiarezza.
Mi spiego meglio: a 13 anni si fanno scelte da 13enni. Come mai lei pensa che debbano essere le stesse scelte adatte ad un 19enne?

Sa cosa mi viene da pensare? Che lei dia troppa importanza alle sue divagazioni di carattere sessuale, mentre la spiegazione potrebbe essere anche un’altra. Lei, che adesso di anni ne ha 19, non si trova più bene, ma non vuole lasciare la sua ragazza dei 13 anni, perche ha paura che, lei, affogherebbe. (Davvero pensa che la paura sia un bel motivo per continuare a stare assieme?)

E quindi, per avere un buon motivo che giustifichi la sua disaffezione, cerca delle cause omosessuali.
Se le cose stessero così, allora, forse, tutte la sue divagazioni omosessuali ed autoerotiche potrebbero essere solo dei tentativi, più o meno maldestri per non tradirla e per non farla soffrire lasciandola.

Così, per giustificare il suo cambiamento, invece che prendere seranamente atto che le cose, le persone e le relazioni, col tempo, cambiano, preferisce pensare che forse allora era omosessuale e non lo sapeva. Lo trovo un ragionamento un po’ tirato per i capelli. Ma anche questa mia proposta, potrebbe essere una interpretazione più o meno esatta.

Allora torniamo al sesso. Ecco ci sarebbe da capire come mai non lo avete ancora fatto. Per caso non vi piace l'intimità? È perche siete entrambi poco interessati al sesso? O perche siete troppo giovani? O troppo bravi ragazzi? Forse è per questo che preferite l'autoerotismo all'attività sessuale di coppia?

Scusi le domande scomode, ma trovo difficile da capire come mai lei arriva a pensare di essere bisessuale quando, in realtà, di attività sessuale (almeno in coppia), ne fa davvero molto poca. Ma queste sono solo ipotesi, che hanno un valore, solo se le si verificano, confrontandole con dei dati più concreti.

Quindi, alla fine, credo che dovrà trovare il coraggio di parlare alla sua ragazza e dirle che la vostra relazione è ad una svolta.

E poi sentirsi più libero di agire la sua sessualità e le sue relazioni sentimentali in modo più adatto alla sua età (ed al fatto che siamo nel 2016).

E sottolineo agire perche le fantasie sono, appunto, fantasie.
Ad un certo punto bisogna passare ai fatti.
E se mi permette, può essere che passare ai fatti possa essere più faticoso e difficile del previsto, ma non per via delle sue, più o meno definite, inclinazioni ma molto più semplicemente perche le relazioni con gli altri/e non sono facili e bisogna imparare a conquistare il nostro posto nel mondo.

E imparare significa non aver paura delle delusioni e delle inevitabili difficoltà.

Buon viaggio
Saluti
Dott.Marco Emilio Ventura
Psicologo - Psicoterapeuta - Mental Coach
Genova

di Marco Ventura

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