Magazine Martedì 15 aprile 2003

Il falò di San Benedetto

Magazine - Bedè u brütu scrutava con aria serena il nitido tramonto. Seduto sul gradino lastricato d’ardesia cotta dal sole di generazioni, aspirava con evidente soddisfazione il fumo della sua sigaretta di trinciato forte, precedentemente arrotolata tra le grosse e callose dita.
Le fresche raffiche di grecale che soffiavano da nord-est, increspavano le onde e spazzolavano le spiagge deserte giù alla marina prima d’arrampicarsi per i valloni delle Perriane e di S. Lucia frustando le cime degli ulivi. Seguivano fascia (1) dopo fascia, il profilo della collina, partendo dalle rovine del castello di Taggia, su fino alla Zotta e oltre, alla fontana dell’Albareo e in cima alla costa, per poi declinare verso Beuzi e il fondovalle Armea.
Il vento portava con sé fragranze di mare, frammiste all’odore della terra appena magagliata (2). Qualche fascia più a valle, i tordi volavano da un ramo all’altro, alla ricerca di qualche oliva dimenticata e mentre il sole si coricava a ponente, dietro il promontorio di Cap Ferrat, incendiando il cielo di rosso, Bedè, in silenzio, ascoltava dentro di sè la soddisfazione dell’uomo operoso che è a buon punto nel suo lavoro.
Il raccolto delle olive era stato abbondante e la frangitura aveva dato una buona resa; la campagna era tutta magagliata e la terra era pronta alla semina che, in pochi mesi, avrebbe dato i suoi frutti. I maxéi, gli antichi muri di contenimento in pietra a secco, che erano serviti a terrazzare le alture prospicienti Taggia e un pò tutto l’entroterra ligure, erano solidi e ritti; la vigna cominciava a vegetare e le piante d’olivo erano quasi tutte potate e concimate. Aveva piantato mezzo quintale di patate da semina, in ordinati solchi, nelle due fasce dietro la vasca d'irrigazione e...
Il nitrito di Frida che giù nella stalla reclamava biada, interruppe i suoi pensieri: si alzò lentamente e stirandosi la schiena stanca, si accinse a preparare la razione serale di cibo per tutti gli animali. Era a metà della piccola e tortuosa scala, tagliata nel maxé, che scendeva alla stalla, quando vide salire dalla mulattiera Gianni u Castelin. Aveva il passo spedito e un sorriso ironico illuminava il viso contornato dai lunghi capelli lisci e folti.
- Ti séi muntàu a-agiutame, gàina? -(3) chiese sfottendo Bedè e ridendo gli porse un bicchiere di nostralino.
- A l’amu truvàu u camiun - esclamò Gianni - nui a sému prunti a partì pè andà in Piemunte a caregà e legne p’ù faö: tu ch’ò ti fai, ti vegni? -(4)
Dopo alcune vane ricerche, finalmente il camion per trasportare il legname era stato trovato e sarebbero partiti subito per Garessio dove, l’indomani all’alba, avrebbero caricato i tronchi già tagliati e accatastati, lasciati lì sul ciglio della strada dalle squadre della Forestale, dopo l’ultima pulizia del bosco. I tronchi e le fascine sarebbero serviti, ritornati a Taggia, per preparare i falò da bruciare in onore di S. Benedetto, patrono del paese.

Nel febbraio del 1626 le truppe franco-savoiarde d’invasione, lasciano Taggia senza arrecare alcun danno alle persone ed alle cose dopo “soli” tre mesi di invasione.
Il Podestà, gli anziani ed il popolo taggiasco onorano il voto fatto qualche mese prima a S. Benedetto Revelli (826-900), patrono del borgo, perchè questi intercedesse presso l’Altissimo affinchè loro e le loro cose fossero salve. Oltre alla solenne processione votiva, nelle ore notturne vengono accesi grandi falò in ogni rione del borgo medievale (B. Boeri “Taggia e la sua podesteria” vol. 1).

1) Appezzamento di terreno ottenuto innalzando un muro di contenimento e formando così un terrazzamento. 2) Da magaglio: zappa a tre punte usata per lavorare in profondità il terreno. 3) Sei salito ad aiutarmi, fannullone. - 4) Abbiamo trovato il camion: noi siamo pronti a partire per andare in Piemonte a caricare la legna per il falò; tu cosa fai, vieni? -

di Daniela Carucci

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Il testimone invisibile Di Stefano Mordini Thriller 2018 Adriano Doria è "l'imprenditore dell'anno" nella nuova Milano da bere. Guida una BMW, porta al polso un Rolex vistoso, ha una moglie e una figlia adorabili e un'amante bella come Miss Italia. Ma ora si trova agli arresti domiciliari, accusato di... Guarda la scheda del film