Concerti Magazine Lunedì 14 aprile 2003

Il ritorno di Puccini

Magazine - “Che gelida manina, se la lasci riscaldar”. Anche chi non è un appassionato melomane conosce questi versi. Forse i più famosi dell’intero repertorio operistico italiano (se la giocano con il rossiniano “Figaro qua, Figaro là, sono il factotum della città” e il “Va pensiero” di Verdi). Sono tratti dalla Bohème, capolavoro di Giacomo Puccini. L’opera del compositore toscano torna a Genova dopo sette anni di assenza, martedì 15 aprile alle 20.30. Ovviamente al Teatro Carlo Felice.

Le vicende dell’opera ruotano attorno alla figura di Mimì, giovane sarta innamorata di Rodolfo, poeta squattrinato. Una figura forte, quella di Mimì, che “giustifica” in qualche modo tutti i personaggi sullo sfondo (poeti, artisti, filosofi e le loro ragazze), che sfuggono dall’abbozzo macchiettistico appunto in virtù dei rapporti che intrattengono con lei. Ed è anche una figura tragica: vive una relazione infelice e destinata a finire a causa della gelosia di Rodolfo. Ma, soprattutto, è ammalata di tisi: la scena finale vede infatti tutti gli amici riuniti al suo capezzale.

La Bohème, il cui libretto è tratto da un romanzo autobiografico di Henry Merger (Scènes de le vie de Bohème) racconta una vita fatta di straordinarie passioni, bruciata dal fuoco dell’arte da una parte e da quello della malattia dall’altra. Vita da bohemien, contrappuntata dal sogno della fama e dall’indigenza più sconsolante, eccessiva e orgogliosa fino all’autolesionismo. Rodolfo canta “in povertà mia lieta/scialo da gran signore/rime ed inni d’amore/per sogni e per chimere/e per castelli in aria/l’anima ho milionaria”, salvo poi disperarsi quando capisce che Mimì non può continuare a vivere, malata, nella sua soffitta umida, senza i soldi necessari per curarsi. Emblematica la prima scena: nella notte di Natale, Rodolfo e Marcello, il suo amico pittore, cercano di scaldarsi bruciando le pagine dell’ultima opera del poeta.

L’allestimento dell’opera che sarà presentata a Genova è curato dal Teatro Bellini di Catania. La regia è curata da Lamberto Suggelli, la direzione dell’orchestra è affidata a Roberto Tolomelli.

Repliche il 16, 17, 22, 23, 24, 29 e 30 aprile alle 20.30. Il 26 e 27 aprile alle 15.30.

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