Quelli che il kung fu - Magazine

Cinema Magazine Sabato 12 aprile 2003

Quelli che il kung fu

Magazine - Il mio interesse per il calcio? Praticamente nullo. Non vado allo stadio, non mi occupo di calciomercato e non conosco il nome dell'ultima fidanzata di Bobo Vieri. Eppure Leggi l'articolo mi è piaciuto.
Sarà che i cartoni animati giapponesi hanno segnato gran parte della mia infanzia (e Leggi l'articolo deve molto al mitico Holly e Benji), ma il film mi ha colpita per la sua grande originalità.
Regista, sceneggiatore e attore protagonista di quello che è ormai diventato un vero cult-movie è , grande conoscitore delle tecniche del film d'azione e già famosissimo a Hong Kong.
Nonostante le scarse risorse economiche a sua disposizione, il regista ha deciso ugualmente di dedicarsi alla cura degli effetti speciali. Il risultato gli ha dato ragione.

Il kung fu applicato al calcio: questa l'idea rivoluzionaria che ha portato Leggi l'articolo ad essere apprezzato anche in Occidente. La storia è quella di Fong, calciatore fallito che per caso conosce Sing (Stephen Chow), squattrinato operatore ecologico. Il ragazzo ha imparato la tecnica del kung fu presso i monaci shaolin e il suo sogno è quello di diffondere tra le persone comuni questa utile arte marziale. Lo farà mediante il calcio. Fong e Sing vanno alla ricerca degli altri allievi shaolin e insieme formeranno una squadra di calcio davvero particolare.
Spettacolari mosse di kung fu fanno sì che il pallone, lanciato con forza sovrumana verso l'avversario, si trasformi in una palla di fuoco capace di stendere a terra qualsiasi portiere. E se un calciatore shaolin tira un colpo ben assestato alla palla contro un muro di pietra, questo andrà in frantumi.
Numerose sono poi le citazioni cinematografiche: c'è una scena alla Matrix e un portiere che assomiglia a Bruce Lee come una goccia d'acqua. La sua divisa è identica al "pigiama" giallo che Lee indossò nel famoso film L'ultimo combattimento di Chen, uscito postumo nel 1978.

Una nota dolente c'è, e non ha permesso a noi Italiani di godere appieno del film: il doppiaggio è stato infatti affidato ad alcuni calciatori nostrani, che magari sono bravi con il pallone ma che di certo non si sono rivelati all'altezza del compito loro affidato.
Le voci di Marco Delvecchio, di Sinisa Mihajlovic, di Angelo Peruzzi e di altri sportivi di tutto rispetto hanno rischiato di trasformare la pellicola in un cortometraggio amatoriale. Per la serie Questo lo doppiavo anch'io. Per non parlare poi della voce narrante: la scelta è caduta su uno che con il calcio non c'entra proprio niente: Carlo Vanzina.
Ma la sala di doppiaggio italiana ha voluto esagerare. Sentirete così i cinesi parlare in un improbabile dialetto napoletano, romano e toscano.

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