Magazine Lunedì 3 ottobre 2016

Da quassù la terra è bellissima, spazio e guerra fredda in un fumetto

Da quassù la terra è bellissima

Magazine - Una delle pagine di storia più interessanti dell’ultimo secolo è sicuramente il lungo confronto tra U.S.A. e U.R.S.S. e che ha occupato quasi tutta la seconda metà del Novecento.

La Guerra Fredda è stata una lunga, logorante, sfida tra due lati del mondo; due modi di intendere la politica, la società, il rapporto tra Stato e persone. Un confronto fatto di ostentazione di potere – per molto tempo sono state le due sole potenze ad aver imprigionato l’atomo in una bomba – ma anche di scontri sanguinari ai confini del mondo guardandosi l’un l’altra attraverso il muro eretto nel cuore dell’Europa.

U.S.A. ed U.R.S.S. sono state anche protagoniste della corsa allo spazio, una gara con in palio le stelle, giocata mettendo sul tavolo risorse enormi e uomini straordinari. I cosmonauti sono stati i primi a guardare la Terra da un punto di vista nuovo ed innamorarsi del suo blu, del suo verde ancora ed ancora.

Da quassù la Terra è Bellissima (Ed Bao Pubblishing, 210 pp, 20 euro - Acquista su Ibs) di Toni Bruno parte proprio dalla corsa verso le stelle per raccontare la storia di uomini, ai due lati della Cortina di Ferro, che trovano, ciascuno nell’altro, la forza di mettere da parte il passato per guardare al futuro.

Akim Smirnov è un cosmonauta sovietico ispirato a Jurij Alekseevič Gagarin che, tornato dalla prima missione spaziale intorno alla terra della storia, scopre di soffrire dei mali dovuti ad una forma di stress post traumatico; in suo aiuto, la Grande Madre Russia, chiama il Professor Franklin Jones, uno brillante terapeuta americano che soffre di frequenti attacchi di ansia. Il volume realizzato da Bruno mette al centro dell’azione i due uomini ricostruendo attorno a loro il mondo nel quale si muovono.

Disegni dal grande impatto emotivo, immagini vive e colori che virano al seppia, caldi e capaci di accogliere il lettore mettendolo a suo agio, che realizzano un contesto storico ben delineato, che non ha nulla di autoreferenziale, ma che è completamente al servizio dei due protagonisti.

L’autore vuol raccontare il reciproco percorso verso la guarigione del proprio disturbo; il loro confronto, la reciproca crescita, sono costruiti magistralmente, e senza che una sola tavola risulti eccessiva o fuori luogo.

Sappiamo dove siamo, quando – sono i primi anni ’60 – e mano a mano che il volume scorre abbiamo gli elementi che occorrono che fare nostra la vicenda di Akim e Franklin; conosciamo Akim, il suo mentore, il suo contendente all’occupazione dello Sputnik, la sua famiglia, il suo dramma: se le sue ansie non fossero superabili dovrebbe rinunciare al suo posto nel programma spaziale e tra gli eroi russi, con il risultato di trovarsi nella condizione di non avere più abbastanza risorse per potersi prendersi cura della propria famiglia. Ci sarebbe da analizzare come certi contesti ambiscano a curare le ansie con altre ansie…

Sul fronte americano incontriamo Franklin. Il suo contesto, paradossalmente è molto simile a quello della sua controparte sovietica. La sua ansia gli impedisce di affermarsi mentre la patria è pronta a chiedere il suo arruolamento per quella che sta diventando, in Vietnam, una faccenda molto seria, dalla quale molti suoi concittadini non faranno ritorno.

Personaggio fragile, che comunque trova il coraggio – qualcuno lo chiama paura della Guerra – per aiutare un uomo che non chiede aiuto, verso il quale da subito prova una contraccambiata antipatia, raggiungendolo nell’ultimo dei paesi dove un americano degli anni Sessanta avrebbe passato una sola giornata.

Amici e ansie, il rapporto difficile con la famiglia di origine, accennano a qualcosa che, come lettori, capiremo solo alla fine del viaggio che lo porta dall’altra parte del mondo e ritorno.

Il volume – corposo - scorre bene, ed ogni elemento, ogni indizio, vengono mostrati al momento giusto, con il risultato di rendere la lettura partecipata ed emotivamente stimolante. Da quassù la Terra è Bellissima è indubbiamente una bella prova per stile, presentazione e architettura. Dal formato ai colori, passando per i testi.

Un volume da scoprire pagina per pagina e a cui ci si affeziona praticamente subito; apre con un’immagine dallo spazio che raccoglie una miriade di emozioni, e che sa colpire al momento giusto con la forza necessaria per smuovere qualcosa di profondo.

Un romanzo da grandi, che tocca temi adulti senza mai risultare scomposto e che ha tanto nei disegni quando nei dialoghi uguale forza narrativa. Indubbiamente una bella lettura che giustifica a pieno i complimenti che, appena il volume è uscito, sono arrivati a mezzo facebook a Toni dal suo amico e collega Zerocalcare.

di Francesco Cascione

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