Magazine Venerdì 23 settembre 2016

Angelo che sei il mio custode, il nuovo noir di Giorgia Lepore

Monte Sant'Angelo
© Shuttestock

Magazine - Per l’inconfondibile penna di Giorgia Lepore e pubblicato da Sabot Age, con Angelo che sei il mio custode (E/O - Sabot Age, 2016, p.246, 16,50 Euro - Acquista su Ibs) il ritorno dell’ispettore Gregorio Esposito, detto Gerri, che abbiamo già incontrato mesi fa in I figli sono pezzi di cuore.

Abbandonato a cinque anni perché ammalato dalla madre di etnia rom in una salumeria di Napoli, Gerri è stato allevato in “collegio” da don Mimì, un bravo prete di strada e da una santa donna, Adelina una specie di suora laica, che gli hanno regalato un nuovo nome e un futuro. Ma il loro sincero affetto e la nuova identità non sono mai riusciti a fargli superare completamente il trauma della sua strana storia e del sentirsi diverso. E ancora oggi, dopo aver fatto carriera nella polizia, continua a vivere in una specie limbo rifuggendo da ogni stabile rapporto affettivo. Unici pilastri e punti fermi della sua vita Claudia Marinetti e il marito, l’amico e superiore che lo tratta come un figlio. Una figura paterna indispensabile, addirittura vitale per un giovane spesso ribelle, indisciplinato e sfegatato tombeur de femmes.

Introverso e quasi asociale, Gerry Esposito ha rischiato la morte per mano di un serial killer di ragazzine durante una maledetta indagine che gli è costata anche una sospensione dal servizio, rientrata in parte solo in virtù dei buoni uffici di Marinetti, suo nume tutelare e, a distanza di mesi dopo essere uscito dal coma, aver superato un lungo ricovero in ospedale e la successiva sfibrante convalescenza, è finalmente tornato al lavoro nella terza sezione della Squadra Mobile di Bari.

Lo scheletro smembrato di un bambino viene ritrovato sul Gargano, vicino a una grotta proprio mentre Marinetti e i suoi stanno indagando sulla denuncia di scomparsa di un minore a Giovinazzo. Potrebbe trattarsi di un pedofilo? Visto che lo scheletro ritrovato e il bambino rapito, sembrano collegati, arriva, chiamata da Roma, una specialista del ramo, la dottoressa Giovanna Aquarica, vecchio amore universitario di Marinetti.

Mentre stanno lavorando sui due casi, a Bitonto, poco lontano da Bari, scompare un altro bambino. Anche stavolta non ci sono tracce da seguire, finché, un bel giorno, uno strano personaggio, un ingegnere appassionato di archeologia, arriva in questura e fornisce preziose informazioni che portano a un antico e famoso posto del Gargano: il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. In questo sacro luogo che sembra scendere nelle viscere della terra si venera l’Arcangelo Michele, che acquisirà un ruolo chiave nella vicenda. Gerri Esposito dovrà calarsi sottoterra proprio nel giorno della festa del santo, imboccare sotterranei rami pericolosi, sconosciuti e inaccessibili al pubblico e scoprire una strana statua che pare molto antica, e una pittura con un serpente avvolto a un albero. C’è ancora speranza di salvare un bambino, ma ogni mossa falsa può costare la vita come scoprirà Gerri Esposito a sue spese.

Ancora una volta la vita sentimentale dell’ispettore Esposito imboccherà tortuosi e complicati sentieri. I suoi rapporti con l’altro sesso lo rendono duro e fragilissimo allo stesso tempo. Ha la rottura facile, poi però si scopre spaventosamente solo e non riesce mai a staccarsi completamente. Le informazioni sulla sua infanzia, portate da Giovanna Aquarica con l’intento di scardinare le porte chiuse della sua memoria, lo metteranno di nuovo di fronte a due strade: l’indagine in corso da portare fino in fondo e la sua, personale, sul suo passato.

Un protagonista che intriga, un uomo bambino sempre lacerato dai dubbi su se stesso e gli altri, una specie di apolide in cerca di una identità che lo faccia sentire a casa? Un personaggio ancora immaturo ma interessante che ha davanti a sé ancora largo spazio per crescere.

Un altro noir di Giorgia Lepore delicato e coinvolgente come il suo protagonista speciale e difficile da dimenticare. Alla prossima avventura di Gerri Esposito, il Johnnie Depp napoletano. Da leggere.

di Patrizia Debicke van der Noot

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