Magazine Lunedì 15 agosto 2016

Fumetti: Brendon e Morgan Lost insieme in 128 pagine a colori

Una striscia del fumetto La Mappa delle stelle

Magazine - La Mappa delle Stelle è il tredicesimo speciale di Brendon, il personaggio di Claudio Chiaverotti nato nel 1998. Torna in edicola, dopo due anni sabbatici, il cavaliere di ventura della Nuova Inghilterra. Brendon è stato un fumetto importante per una generazione; quella troppo giovane per apprezzare il Dylan Dog delle origini, ma che proprio attraverso Dylan ha imparato a conoscere la penna, la passione e la capacità di Chiaverotti di raccontare storie in cui dominava il nero sul bianco.

Personaggio solitario come i cavalieri dei western, eroe dannato che riconosce l’amore – Anja è una delle donne più intense tra i bonelliani - solo quando lo ha perso per sempre. Amore e rimpianto camminano accanto all’eroe a cavallo di Falstaf come fossero i pards che accompagnano Tex.

Brendon si pose, come il Napoleone raccontato da Manzoni, a cavallo di due secoli. Con la sua malinconia e inquietudine incarna le paure per il nuovo millennio attraverso il racconto di un mondo che non solo smette di andare avanti, ma che inizia a tornare indietro, a un medioevo sospeso tra il fantasy dark e la follia di Mad Max. Un mondo post apocalittico nel quale, come per Roland, il cavaliere di Stephen King, tutto è andato a rotoli.

Attraverso Brendon, il suo autore raccontava di un mondo nato dalle ceneri del vecchio e che con il vecchio non ha mai saputo fare i conti. Uno stato di lutto senza elaborazione che Brendon non si limita a lambire, lo abita direttamente. Le storie di Brendon, raccontate con cadenza bimestrale, univano avventura e inquietudine attraverso un mondo costruito a sua immagine.

Il suo ritorno – lo speciale in edicola è il primo albo a colori della serie - risponde alla voglia del suo autore di tornare alla Nuova Inghilterra, invitando i vecchi lettori a bere whiskey rinforzato assieme ai nuovi, quelli magari troppo giovani per Brendon, ma che hanno raccolto il testimone lasciato alla nuova creatura di Claudio: Morgan Lost.

L’albo che riunisce i due figli di carta e china di Chiaverotti è la seconda buona notizia. In quasi un anno di vita editoriale Morgan Lost ha lasciato alle spalle più entusiasmo che perplessità. Un personaggio per certi versi più completo del suo fratello maggiore e che ha saputo conquistare per forza delle storie e per scelta cromatica. Se l’inquietudine di Brendon era di chi, affrontando l’ignoto, lo teme ma ne è esaltato perché è l’Avventura al centro della scena, quella di Morgan è invece alienazione per un mondo nel quale domina la follia.

Se nella Nuova Inghilterra è il senso opprimente del sole del deserto a dominare, per Morgan il mondo è buio e freddo; buio dell’anima. Morgan è un cacciatore di serial killer che sente affinità con quelle anime nere. L’unione tra i due mondi era una sfida che solo chi ha passato giorni e notti a raccontarne le gesta dei due eroi poteva raccogliere. Il crossover – l’incontro tra due testate – in Bonelli è sempre stato trattato con parsimonia e resta tutt’oggi un terreno accidentato. Lo è perché i lettori sentono un legame esclusivo con il propri personaggi – che corrono il rischio di uscire diluiti dal confronto - e perché è un’operazione che, per farla bene, richiede pazienza da orologiaio e equilibrio di un alchimista. Una sfida che Claudio si è divertito a raccogliere e che, letto l’albo, ha vinto.

La premessa doverosa è che Brendon, da buon fratello maggiore, è stato messo al servizio del nuovo arrivato e la narrazione risulta più vicina a Morgan che al cavaliere di ventura, ma questa scelta narrativa non è una debolezza anzi, è un elemento importante nella costruzione dell’albo. L’ucronia di Brendon incontra la distopia di Morgan e il risultato è un albo che scorre rapido con il suo carico di ansie e adrenalina. Buono il ritmo, buoni i disegni, fatta bene la caratterizzazione dei protagonisti.

I due personaggi si somigliano – sono fratelli di penna – eppure restano l’uno sul confine dell’altro, soli ad affrontare ciascuno i mostri dell’altro. Un’anomalia astronomica mette i due mondi sulla stessa sintonia, la membrana che li divide si lacera e come un setaccio lascia che il peggio di un mondo confluisca nell’altro.

Se i due protagonisti provano – ciascuno dal suo lato – a comprendere e agire, sono proprio i villains a salire al ruolo di protagonisti; così come malinconia e inquietudine sono le qualità di Brendon, follia e nemici dal grande carisma sono la grande qualità che emergono in Morgan Lost. I Coniugi Rabbit e il Dottor Splatter sanno tenere il palcoscenico in modo egregio tanto da confermarsi amatissimi per il pubblico di Morgan.

Non mi stupirei se tali personaggi – a modo loro già parte di un universo alternativo – avessero la forza per ritagliarsi uno spazio in uno spin off nel quale, da comprimari, venissero promossi a protagonisti. Il risultato è un albo ben confezionato; l’incontro tra i due lascia incantanti per intensità ed equilibrio, disegnato da Freghieri, noto per il suo Dylan Dog dai tratti gentili e già ammirato in Sandman, il numero 3 di Morgan Lost, già elevato a cult, e che vede il suo tratto valorizzato ulteriormente dalla capacità dei coloristi dell’Arancia Studio. Molto infatti si può dire della scelta cromatica: colpisce e non appare invasiva, ma è parte integrande della storia.

L’albo infatti è a colori, ma in modo nuovo, seguendo quel sentiero di colorazione magistralmente tracciati da Orfani. Se il colore che invade il mondo di Brendon dona un nuovo spessore al cavaliere di ventura, grigi e rosso restano padroni in Morgan Lost. I due mondi combinano così l’incontro tra colori e sfumature di rosso e nero per un risultato che va letto per essere compreso e goduto appieno.

Se l’obiettivo di Chiaverotti era creare un punto di incontro tra i suoi personaggi, con La Mappa delle Stelle anche questo obiettivo può dirsi raggiunto. Morgan Lost mostra le qualità ammirate nella serie mensile, mentre Brendon torna decisamente aggiornato e pronto a una nuova veste – si parla di una nuova uniforme, una nuova arma – per nuove avventure tra la Nuova Inghilterra e Sammarcand.

di Francesco Cascione

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