Mostre Magazine Mercoledì 3 agosto 2016

Massimo Sacchetti, la mostra al Castello Gamba

di
Castello Gamba

Magazine - Venerdì 5 agosto alle ore 18.00 presso il Castello Gamba di Châtillon (Ao) si inaugura la mostra personale dell'artista valdostano Massimo Sacchetti, Latitudine 45,7 | Longitudine 7,6.

«Sono particolarmente lieta di presentare un’esposizione – dichiara l’Assessore all’Istruzione e Cultura, Emily Rini – che ha come protagonista un artista valdostano conosciuto e apprezzato anche in Italia e all’estero, le cui opere arricchiranno nel corso dei prossimi mesi il percorso museale del Castello Gamba. Si tratta di un progetto espositivo originale nato da una ricerca espressiva che abbraccia efficacemente tutte le tecniche artistiche e che sottolinea il forte legame che ha l’arte con il territorio della nostra Valle e con la Natura».

Il progetto espositivo, curato da Sacchetti stesso in collaborazione con l’architetto Emmanuele Auxilia, si articola sui tre piani dell’edificio intorno ad un nucleo di circa 50 opere, che coprono le tappe più significative della sua produzione artistica.

Protagonista delle opere di Sacchetti è la Natura, quasi un omaggio alla Valle d’Aosta, attraverso i suoi paesaggi, colti nel mutare delle stagioni, che spingono l’osservatore a riflettere sulla bellezza dei luoghi del cuore e della memoria, spesso solamente evocati da tratti, linee e simboli, sospesi tra astrattismo e simbolismo.

Ad accogliere il visitatore in atrio l’installazione Invisibile 2011 che presenta due capotti di aghi di pino e Silenziosa è la lumaca una delle 4 installazioni presenti in mostra, quasi un trionfo di chiocciole in delicati vasi di vetro. Gli spazi espositivi presentano un percorso in cui si alternano dipinti e accurati disegni fatti a penna biro nera, installazioni e sculture che rivelano lo sforzo di tradurre attraverso un nuovo linguaggio la rappresentazione della natura morta.

In occasione di questa esposizione temporanea sarà presentato in anteprima al Castello Gamba il video in 3D Io sono mio padre. La struttura narrativa del lavoro si basa su due principi visivi: la dilatazione spazio/temporale e la contemplazione.

La dilatazione ha il compito di creare un progressivo ampliamento dello sguardo, mentre la contemplazione crea una costante relazione tra i personaggi. Il video racconta dell'assenza della parola e fa dell'essere umano un elemento del paesaggio, al pari degli animali e degli elementi naturali quali la neve, il ghiaccio, i boschi, i ruscelli, in una visione poetica quasi trascendente della Natura.

Massimo Sacchetti, nasce, vive e lavora Aosta. Docente presso il Liceo artistico di Aosta, collabora da anni con numerosi istituti d’arte e design. Utilizza tutte le tecniche: il disegno, la pittura, la scultura, la grafica per giungere alla fotografia e alla videografica in 3D. Gli ultimi due decenni sono segnati da numerosi collaborazioni in spazi espositivi di rilievo internazionale quali il Lathi Art Tadai Museum, in Finlandia, l’Art Ville de Meysieu, Lyon, il MACRO Museo di Arte contemporanea Roma e La Triennale di Milano.

Potrebbe interessarti anche: , Ad Ascona la mostra tematica Arte e Perturbante , Biennale di Venezia 2017: Viva arte Viva. Da Roberto Cuoghi a Damien Hirst , Lucca Comics 2016: Da Zerocalcare a Gipi, fino ai Cosplay , Siena, Santa Maria della Scala nelle foto di Pacini , Botto&Bruno: Society you're a crazy breed alla Fondazione Merz