Magazine Giovedì 28 luglio 2016

Mi sento abbandonata e soffro. Che fare?

© Shuttestock - Tristezza

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Magazine - Buona sera dottore,
Sono una donna di 45 anni.
In poche parole, non riesco a superare l’abbandono di una persona che per me aveva rappresentato tantissimo nella mia vita e nella mia crescita personale (Ahimè poco vissuta e pure male per una serie di motivi troppo lunghi da scrivere=.

Comunque sia, ho avuto la mia prima esperienza tardi, rispetto all’età media comune, ed in conclusione, è stata anche una grande delusione, per l’inganno da parte del mio ex e per tante altre cose! A casua anche dei valori e dei sentimenti in cui ho sempre creduto, alla fine ho sofferto moltissimo per le mie virtù, o almeno, per quello che pensavo fossero virtù!
Alla mia età, oggi, mi sento fallita, non certo per una mia volontà e se mai quest'ultima ci fosse beh, allora, sono proprio un disastro.

Ritengo di aver agito sempre con molta onestà verso tutti, in amicizia e in amore.
Purtroppo ho avuto poche relazioni e neanche tanto costruttive, fatto sta che avevo riposto ogni fiducia in una carissima persona, anche professionale, con cui poi era nata una bellissima amicizia.

Dopo tanti anni, sono stata abbandonata da questa persona, che prima mi sosteneva, mi dava forza e poi ha deciso, freddamente, di non esserci e di non far parte più della mia vita.

E mi conceda questa affermazione, per far parte della nostra vita, non vuol dire necessariamente che debba essere un grande amore, ma anche chi ci è stato vicino nei momenti più difficili della nostra crescita o sbaglio?

Fatto sta che il suo abbandono mi ha fatto cadere nella depressione più grande di qualsiasi altra delusione che avevo avuto dai miei ex.

Chiedo come è possibile che una persona sia cambiata così di colpo quando lui stesso mi diceva che potevo contare su di lui e poi dirmi che non voleva più esserci. Da parte mia non ha avuto nessun torto, solo la colpa se così si può ritenere di essermi affezionata tanto a lui. Un fatto inevitavibile. Eppure lui sapeva che non pretendevo niente. Ancora oggi a distanza di mesi ne soffro tantissimo nel non sentirlo ne nel non poterlo più vedere.

Nn so come superare quest’esperienza, non volevo cancellarlo perche per me era stato parte integrante della mia vita, seppure in amicizia.
Ok lui è sposato, ma non pretendevo una relazione con lui. Mi conosceva troppo bene sapeva tutto di me.

Mi chiedo come ha potuto escludermi cosi, negarmi quell’appoggio che per me era ad vitale, visto che il mio percorso di vita è stato molto sofferto e lui sa bene per cosa e perché.
Inoltre mi diceva che non mi avrebbe mai abbandonato e poi mi ha messo in condizioni invece di allontanarmi da lui.
Non si può considerare una forma di bene lasciarci da soli e senza conforto, sapendo benissimo anche la mia sensibilità.
Spero che la mia lettera verrà da lei presa in considerazione e nel frattempo sto veramente male.
La saluto cordialmente.

Sara

Buongiorno Sara,
mi spiace che lei stia male ed ancora di più mi spiace che lei si consideri una fallita. Anche se, in verità, non sono del tutto sicuro di capire rispetto a cosa lei valuta il suo fallimento.

Nella sua mail lei cita una serie di motivi, presumo importanti, ma che lei definisce lunghi da spiegare.
Ed invece, chissà, potrebbero essere interessanti da conoscere.
Cosi non mi resta che parlare di quello che lei definisce abbandono: è chiaro che essere abbandonati evoca situazioni struggenti, in genere a carico di persone deboli ed inermi (o di animali in autostrada) ma siamo sicuri che, si possa o si debba o sia adeguato, parlare di abbandono rispetto ad una persona adulta ed autonoma? Forse sì, forse no.
Lei racconta la sua storia dal suo punto di vista, ma sarebbe interessante sapere cosa racconta lui o come interpreta la vostra amicizia la moglie di lui.
E non potrebbe essere che questo senso di abbandono sia il risultato di un suo eccessivo investimento emotivo su di una persona che, forse, voleva ma non poteva essere di cosi tanto riferimento e sostegno?

Chissà, magari tra il primo incontro e l' abbandono , ci sono stati (ma non ci è dato di sapere quali) elementi, discorsi, avvenimenti , circostanze e relazioni, che potrebbero aiutare tutti, a capire meglio l' evoluzione della vostra relazione e magari spiegarne i motivi di questo epilogo. Ma anche questa è soltanto un ipotesi, tra le tante.

Quello che invece risulta chiarissimo è che lei dovrebbe guardare meno al passato e pensare di più al futuro. Al suo futuro. Iniziando a vedersi come una persona che non ha cosi tanto bisogno di essere sostenuta da altri ed incominciando ad avere più stima di sé e delle due virtù. Anche se non tutti saranno in grado di apprezzarle o di capirle Ma cosi va il mondo. E va affrontato a testa alta.

Saluti
Dott. Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach
Genova

di Marco Ventura

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