Magazine Mercoledì 20 luglio 2016

I suoceri chiedono soldi, ma per i figli non ci sono

© Suocera - Shutterstock

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Magazine - Buongiorno,
ho 43 anni e sono sposata da 5 dopo 8 anni di fidanzamento.
Non abbiamo figli.
Mio marito è il primo di 6 fratelli ed ha 41 anni. I miei suoceri si sono sempre curati poco dei figli; pur essendo giovani (60 lei e 64 lui) non si rendono in nessun modo disponibili.
Dicono di non potere.
I figli sono abituati a non chiedere nulla.
Mio suocero spende tutto per sé, quindi mia suocera, che non ha mai lavorato, rimane a carico di tre figli, compreso mio marito.
Fuma e pretende visite a pagamento e mio marito, cede.
Lui conosce il mio punto di vista: suo padre deve farsi carico della moglie.
Abbiamo spesso discussioni.
Mio marito mi risponde che si tratta pur sempre di sua madre.
Lei si piange sempre addosso, ed io mi avveleno la vita. Non so quanto potrò sopportare.
Di contro, mio marito ha trovato suoceri disponibili e non invadenti.
Cosa posso fare?

Grazie per l'attenzione che vorrà accordarmi.

Buongiorno Altea,
A volte, essere legati alla propria famiglia, si riferisce a situazioni che, purtroppo, nulla hanno a che vedere con gli affetti, ma sono molto più vicini a delle vere e proprie schiavitù.
E temo che questo sia proprio quello che sta capitando a suo marito, e di conseguenza, a lei ed alla vostra vita di coppia.

Per spiegare come mai, a volte, si resti cosi tanto legati, alla famiglia di origine, anche a discapito della propria nuova famiglia, ci sono diverse interpretazioni psicologiche: da quelle che valutano le dinamiche di attaccamento personali, a quelle che considerano gli aspetti ed il peso, delle tradizioni culturali. E spesso le cause derivano da un intreccio di motivazioni diverse.

Resta il fatto che , al di là delle interpretazioni e delle spiegazioni, ciò che conta sono i comportamenti. E quando i comportamenti sono tali da creare disagio o dolore, non importa tanto la comprensione delle cause, quanto l'impegno a modificarli.

Per questo, se la sua situazione è quella che mi ha descritto, credo che lei,ora come ora, debba cercare di convincere suo marito a confrontarsi davanti ad uno psicoterapeuta, esperto di dinamiche di coppia. Una persona terza che possa aiutarvi a trovare un accettabile accordo, tra le esigenze delle due famiglie. Quella d'origine e quella attuale.

Spero che suo marito accetti e troviate un modo per evitare il protrarsi di questa situazione, conflittuale, che non credo possa protrarsi a lungo.
E lo spero sinceramente.

Perche se lei è davvero cosi esasperata e la situazione è davvero cosi sbilanciata, tra voi due e tra le due famiglie, allora è davvero importante che vi affidiate ad una terza persona che vi permetta di trovare un vostro equilibrio. E se questo tentativo fallisse, temo che lei avrà più bisogno di un parere di un avvocato che non di uno psicologo. Anche se, dopo aver deciso cosa fare, su un piano legale, ci sarà bisogno, inevitabilmente, di un supporto psicologico per affrontare e rimettere a posto le cose.

Saluti,

Dott . Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta
Genova

di Marco Ventura

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