Magazine Mercoledì 20 luglio 2016

Nudismo in spiaggia: è vero che agli italiani non piace?

Nudisti
© Shutterstock

Magazine - Oggi sarò impopolare, forse. Però voglio raccontarvi che cosa penso su un modo del tutto italiano di relazionarsi con il proprio corpo. E dato che siamo in piena estate, quale occasione migliore. Mi sono sdraiata al sole in diverse spiagge europee. E ho trovato molta più naturalezza nel modo di comportarsi delle persone. I croati sono in maggioranza di cultura cattolica, proprio come gli italiani. Però tanti sono i posti dove i nudisti possono starsene in pace tra di loro. Trovi, anche in qualche angolo nascosto, uomini e donne che, con la massima nonchalance, fanno il bagno nudi.

Mentre tante bambine italiane indossano i due pezzi o il costume intero, è molto facile incontrare papà croati al mare con le loro bimbe senza costume. Devo dire che quando ero piccola io, fino a che non mi sono spuntate le tette, mamma e papà mi facevano indossare solo il pezzo di sotto. Come succedeva alla maggior parte delle mie coetanee.

A pensarci bene, ha senso tenere le piccole per ore al mare con il costume umido addosso, l'intero poi? Capisco il pezzo di sotto, ma tutta l'armatura a quale scopo? Lo so che sono loro che, spesso, chiedono di indossarlo, ma questo desiderio spunta fuori perché qualcuno glielo trasmette. Cioè, un modo tutto italiano di convivere con il corpo.

I francesi hanno molte cose in comune con noi, però hanno meno inibizioni e pudori. Eccomi a Cap d'Ail, in Costa Azzurra, a pochi chilometri dalla frontiera. Una bella spiaggia di sassi lindi che cuociono al sole. Una pozza d'acqua fresca che viene fuori dalla roccia, ghiacciata. Un piccolo paradiso, anche perché, come in paradiso, sono tutti nudi. Nonni con i nipoti. Anziani con i testicoli che niente possono contro la forza di gravità, così come le anziane con i loro seni un tempo prosperosi. Non si vergognano, non ci fanno caso, tanto lo sanno che prima o poi tutti arriviamo a quel punto. Giovani con corpi belli e sodi, oppure con chili di troppo, tutti insieme a fare il bagno e a prendere il sole. Ho diciotto anni. Sono con due amici italiani, di Sanremo come me, una ragazza e un ragazzo che non si tolgono il costume. Lei solo il pezzo di sopra. Io vorrei spogliarmi, tanto chi mi nota, se son tutti nudi. Lo faccio, ma mi allontano da loro, perché stanno guardandosi intorno freneticamente e criticando tutti quelli che non hanno i numeri e le taglie giuste. E non sopporto i loro discorsi.

Mi sdraio su un masso e sto bene: è la prima volta che faccio una cosa simile, ma mi sento a mio agio. Dopo una mezz'oretta un tipo ben poco attraente si avvicina e, con accento napoletano, mi chiede in francese, se ho l'accendino. Glielo do, si accende la sigaretta e comincia ad attaccare bottone: «Ma che bella ragazza», e le solite cose. Chiaramente lui il costume lo indossa. E con i miei due amici, è l'unico di tutta la spiaggia. Gli dico a voce alta che, se non è in grado di rispettare le usanze francesi, se ne vada immediatamente aldilà della frontiera. Scappa subito.

Germania, Monaco, anni Ottanta. La metro scorre veloce all'aperto, le rotaie attraversano un parco ben tenuto, con alberi maestosi che ti viene voglia di abbracciarli tutti da quanto son belli. Un gruppo di giovani nudi sale ad una fermata. Il treno va in leggera salita ed ecco che attraversa un vorticoso fiumiciattolo con tanti ragazzi senza costume che si lasciano trasportare dalla corrente. La fermata successiva il gruppo esce e si tuffa nell'acqua. La gente nel vagone non muove un baffo, ognuno continua a fare quello che fa, legge o guarda fuori dal finestrino.

Germania, Hiddensee, 1990, l'anno dopo la caduta del muro. Sono a Berlino da due mesi. Una coppia di amici ci invita per un viaggio sul Mar Baltico, nell'ex Germania est. La frontiera non c'è più da alcuni mesi. Il mio compagno ed io affittiamo la bici per percorrere tutta l'isola. Poi raggiungiamo gli amici su una spiaggia, mentre stanno praticando Tai Chi nudi sulla sabbia. Ci vedono e si rivestono immediatamente. Hanno abitato in Italia per anni e non vogliono farci sentire in imbarazzo. Lo sanno che la maggior parte degli italiani mai e poi mai si spoglierebbe al mare. In tutto il bagnasciuga persone nude. Cesare ed io ci guardiamo negli occhi e capiamo al volo cos'è che dobbiamo fare. Ci spogliamo, ci togliamo il costume e facciamo il bagno.

Ora vi racconto un aneddoto del tutto sanremese: “L'estate scorsa in una villa s'era cominciato a fare privatamente del nudismo. Ma dall'alto della collina si dominava il giardino; i curiosi incominciavano ad essere troppo numerosi; qualche lamentela sorse e la polizia impose le classiche mutandine e il reggiseno”. Ho tratto queste parole da un articolo di un certo Bruno Zuculin, scritto sulla rivista “Sanremo, arte sport e turismo”, del 5 aprile 1933. Sapete di chi era quella villa? Apparteneva ad una scrittrice francese, dai capelli bianchi, che ospitava spesso generi, nuore e uno sciame di nipotini.

Non ne abbiamo fatti molti di passi avanti negli ultimi ottant'anni, a parte un breve periodo negli anni Settanta. Sono milioni i naturisti che non vengono in Italia per questa ragione, e la Francia li accoglie tutti fregandosi la mani. Pare che un milione e mezzo di francesi lo pratichi. Ci perdiamo ogni anno una bella fetta di mercato.

Mi direte, però ogni tanto anche in Italia c'è qualche spiaggia dove ci si spoglia, come a Varigotti. Sì, qualcuna ce n'è, ma sono frequentate in maggior parte da gay rigorosamente maschi. E da qualche famigliola tedesca che non ne vuole sapere di mettersi il costume addosso. Io spesso vado in quelle spiaggette anche se non mi spoglio, perché sono le più appartate e difficili da raggiungere, quindi meno affollate. Da poco ne ho scoperta una tra Imperia e San Lorenzo al Mare in Liguria.

Non è che mi dispiaccia condividere la battigia con uomini gay – chi mi segue lo sa benissimo quante cose ho scritto a sostegno della questione omosessuale – però così mi sembrano dei ghetti.

Un'ultima cosa prima di lasciarvi: che ne dite di quei cartelli negli spogliatoi della piscine, anche milanesi, dopo si vieta di spogliarsi sotto la doccia? Con il bagno schiuma che si appiccica al costume? Tanto siamo tutte donne e tutte più o meno uguali nella nostra diversità. E sarà la stessa cosa negli spogliatoi degli uomini. Ok, è per i bambini, ma perché allora quelli tedeschi crescono sani pur vedendo mamma e papà e gli altri uomini e donne nudi sotto la doccia in piscina?

Ah, dimenticavo, provate le meravigliose terme romane di Baden Baden, però se non volete spogliarvi dovete rinunciarci. Perché lì si può entrare solo come mamma e papà ci han fatto. Tanto per ricordare a chi se ne fosse dimenticato o non lo avesse mai saputo che gli antichi romani alle terme ci entravano nudi come vermi. Ed erano una grande civiltà. O no?

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