Magazine Mercoledì 13 luglio 2016

A voi che scegliete la Liguria per le vacanze: ecco qualche consiglio

Con Stefani di Berlino a Ubaghetta, in valle Arroscia (entroterra imperiese)
© Laura Guglielmi

Magazine - Amici che scegliete la Liguria come luogo per le vostre vacanze, torinesi e milanesi che affollate le nostre spiagge d'estate, vi racconto qualcosa di questa regione, così capite meglio se siete arrivati nel posto che fa per voi. Qui potete anche vedere il mondo da un'altra prospettiva. Ma dovrete percorrere i sentieri giusti. Il carattere dei suoi abitanti e la nota avarizia sono simboli di una cultura parsimoniosa in grado di affrontare la crisi di sistema che stiamo vivendo. Innanzitutto chiudete gli occhi e provate a visualizzarla: la Liguria è una striscia di terra strozzata tra il mare e le montagne. E ora che gran parte della costa se la sono portata via i condomini, anche per ospitarvi, è l'entroterra che dovete conoscere. Beh, devo dire che alla Cinque Terre sguazzo in mare volentieri, così come nella baia dei Saraceni, vicino a Varigotti. Scelgo sempre spiagge diverse, per nutrirmi di panorami che ogni volta mi raccontano delle storie inedite. Ma in quel lembo di terra vicino al mare siamo in troppi d'estate. Tutto il Nord-Ovest si riversa in questo spazio striminzito.

Ed è così che, anche a luglio, mi ritrovo spesso con le scarpe da trekking ai piedi. Nei fine settimana una breve scappata al mare, una bella nuotata, e poi via sulle Alpi di Ponente o sugli Appennini di Levante, spesso ospite di amici in qualche posto sperduto. Cammino per ore circondata dal verde, percorro i crinali o raggiungo le vette. Poi la sera ci si ferma nei paesini, a prendere un aperitivo o a fare una cenetta. L'ho già scritto più volte, ora è diventata una droga, ne ho proprio un bisogno fisico e mentale. Lì regna il silenzio.

Si è fortunati se si sta bene nella terra dove si è nati. Tra tutte le difficoltà della mia vita, devo dire che questo è un gran regalo. Sono una grande viaggiatrice, sono volata in tanti continenti, però mi sono accorta da poco quante sono le cose che devo ancora scoprire in Liguria. E ve le consiglio anche a voi. Per altro l'ho percorsa in lungo e in largo, anche per lavoro, da Bocca di Magra a Ventimiglia, credo non ci sia una cittadina sulla costa, dove non mi sia fermata più di una volta. L'entroterra è molto più vasto, ho ancora tantissime posti da esplorare. Vi consiglio il Sentiero degli Alpini, tra il monte Pietravecchia e il Toraggio, a Ponente, oppure le Rocche del Reopasso o il castello della Pietra nel genovesato, o il Parco dell'Aveto. Ho cominciato da poco a percorrerlo per stanare i cavalli selvaggi intorno al lago di Giacopiane e sono anche approdata sul laghetto delle Lame, che solo a pensarci mi ci trasferirei. Mi manca anche tutta la val di Vara in provincia della Spezia, così come il Monte Galero, sopra Albenga. E mille altre cose.

Sia Italo Calvino, che Francesco Biamonti, due scrittori liguri fin nel midollo, privilegiavano l'entroterra rispetto alla costa. In Dal fondo dell'opaco io scrivo, un racconto straordinario, Calvino ha dichiarato con fermezza che si sentiva collocato nelle pieghe più nascoste dell'entroterra ligure, nel fondo delle valli. Da lì veniva ogni fonte d'ispirazione per la sua scrittura. Ve lo ricordate il Barone Rampante che salta da un albero all'altro?

Dicevo l'entroterra ligure e l'Alta Via dei Monti liguri sono diventati una droga per me, ma anche una cura. Invece che rinchiudersi in una palestra, cosa c'è di meglio che fare trekking all'aria aperta, incontrare caprioli, volpi e cinghialetti appena nati, mangiare in una trattoria alla buona e conoscere gente fatta di un'altra pasta. Lassù, trovi persone che hanno scelto delle strade alternative per condurre la propria esperienza di vita. Però in sintonia con la storia di questa terra avara.

A Canate, un paese abbandonato molto vicino a Genova - ci vogliono due ore a piedi per raggiungerlo - ho conosciuto un pastore che ha rimesso in piedi una casa diroccata, e vive lì con il suo gregge. Fino a poco tempo fa non aveva la luce e tutt'ora si lava con l'acqua fresca della fonte, estate e inverno. Dopo la prima volta, ho raggiunto Canate in altre due occasioni, nel giro di tre anni. Non appena mi vede, mi comincia a parlare, come se ci fossimo incontrati il giorno prima. Ha la mente libera, non inquinata dai mille bisogni indotti di cui siamo vittime noi, che veniamo da laggiù, dalla civiltà, come dice lui.

Sempre percorrendo l'Alta Via ho incontrato una famiglia di Bergamo che in vent'anni ha rimesso in piedi quattro case diroccate in un posto che si chiama Cugnobello, un bed & breakfast, vicino a Torriglia, nell'entroterra di Genova, un posto che era dimenticato da dio. E lo è ancora. A volte di inverno sono sepolti dalla neve. Ci vogliono tre chilometri su sterrato per raggiungerli. Anche loro persone indimenticabili.

Nel mio spunto del mercoledì ho spesso parlato di queste persone che hanno fatto scelte alternative, da Paola della trattoria Bain di Neirone ad Adolfo Biolè di Pian della Castagna, nel Parco delle Capanne di Marcarolo, dominato dal magico Monte Tobbio. Anche se lì è Piemonte, Adolfo è genovese.

Qui entra in gioco la decrescita felice. Oppure il Pil della felicità: cosa conta che il Pil aumenti, se i cittadini non hanno una buona qualità della vita? Come dice l’ex presidente dell'Uruguay, l'ormai mitico Pepe Mujica, povero non è colui che possiede poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e di più. E sua nonna era ligure, manco a dirlo. Di Favale di Malvaro in val Fontanabuona. È arrivato fino a lì, non appena ha lasciato la presidenza del suo Paese, per conoscere la terra dei suo avi.

Credo che i liguri portino nel loro dna questo atteggiamento. In una terra avara di risorse. Con poco territorio in pianura. I liguri non sono mai stati degli spreconi. Gran riciclatori, un tempo non buttavano via niente. Tutto quello che avanzava veniva riutilizzato, anche nel cibo, creando ricette speciali, come la cima alla genovese. I liguri, se sapranno guardare alla loro storia, potrebbero essere più capaci di affrontare la crisi economica presente. Quindi quando fate le vacanze qui, cercate di entrare in contatto con queste persone strambe ma piene di risorse, che ormai si incontrano soprattutto nell'entroterra e allora sì che le vostre vacanze saranno davvero speciali.

Buona Liguria a tutti.

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