Magazine Lunedì 11 luglio 2016

Fabio Volo? Ecco perché È tutta vita mi è piaciuto

Fabio Volo
© www.facebook.com/fabiovolo

Magazine - Fabio Volo un fenomeno in assoluto, beneficato dagli dei che gli hanno concesso il tocco di Mida? O non sarà un Peter Pan cresciuto, con in tasca la bacchetta magica? Oppure i suoi veri jolly sono pazienza, educazione e volontà? Per lui un successo a tutto tondo. E, senza fargli regalo, assolutamente meritato.

La biografia ufficiale recita che Fabio Volo, nome di famiglia Fabio Bonetti, è nato nel 1972. Quindi a oggi ha appena compiuto 44 anni ma, a buon titolo, può essere considerato ancora una specie di enfant prodige.

Percorso mediatico tutto in salita, si fa le ossa come cabarettista e cantante, pare che i suoi vecchi dischi siano niente male, poi conduttore radiofonico per la mitica Rai 2, deejay, televisione, bravo attore, sceneggiatore e scrittore (e vende tanto). Restare sulla cresta dell’onda da più di quindici anni vorrà pure dir qualcosa.

Io che leggo, faccio critica dei libri altrui e, barcamenandomi, scrivo i miei, sono sempre molto curiosa. Non mi tiro mai indietro davanti a una nuova esperienza. Stavolta la mia nuova esperienza è tuffarmi nel fenomeno Fabio Volo. Non essendo sempre in Italia, ho limitato accesso ai canali televisivi. Finora avevo visto e sentito Fabio Volo solo in un paio di puntate di Che tempo fa. Misurato, tranquillo, non sbagliava tono, spiritoso senza esagerazione e sempre sorridente. Francamente era riuscito a stuzzicarmi.

Tanto per cominciare ho letto il suo ultimo libro: È tutta vita. Facile, gradevole, senza smancerie e oibò niente atmosfera nuvoletta rosa, tanto per capirsi. E niente di niente roba tipo i contorti Sfumature a gogò. Una storia di affetti e di responsabilità che bisogna accettare e condividere in cui non ci sono drammi o reali contrasti familiari. Descritta con sottile umorismo in cui traspare palpabile l’esperienza autobiografica diretta di chi si è fatto le ossa sul campo. Domina invece il senso dell’amicizia, una storia assolutamente normale insomma, senza i toni accesi di un romanzo? Troppe circostanze prevedibili? Nessun tocco di genio? O forse sì? Perché Volo, avvalendosi di una scrittura leggera, si addentra e sviscera il tema delle difficoltà nella vita di coppia.

Piacerà anche per questo? Magari chi lo legge, vuole proprio riscoprire questa bella normalità e specchiarcisi. Fabio Volo non fa o scrive gossip ma la gente continua a comprare i suoi libri e leggerli. Cosa che in Italia non è poco e fa riflettere. Trama cinematografica? Ma certo, È tutta vita sarebbe adattissimo per cavarci un soggetto e mi ha fatto subito pensare a certi indimenticabili film francesi. I francesi sono dei maghi nel descrivere i rapporti di coppia. Un uomo, una donna e una storia tra loro assolutamente normale: poi un legame serio, un figlio che arriva e rivoluzionando uno stile di vita, rischia di mandare a gambe all’aria tutto. E invece…

In un certo senso questo libro rappresenta anche la vera storia di alcune giovani coppie al giorno d’oggi. Ma spesso giovani coppie che tanto giovani non sono più. Ci si sposa tardi, si fanno i figli tardi. Si cresce e si matura più tardi. E questo vuol dire che sì, l’aspettativa media di vita è cambiata, che l’orologio umano sembra voler spostare le sue lancette sempre più avanti, però l’equilibrio biologico di una donna non riesce a tenere il passo. Ahi! E allora? E allora come in È tutta vita si fa un figlio e poi bisogna accollarsi il mare di responsabilità che comporta. E quando si è scelto di vivere con qualcuno, bisogna decidere se dovrà essere un progetto per sempre.

Margherita Oggero, grande scrittrice e cervello fino, spiega che ormai sei un ragazzo fino a cinquant’anni e oltre, però a sessantuno quando qualcuno ti falcia sulle strisce pedonali, il giorno dopo la cronaca recita puntualmente: automobilista investe e uccide un’anziano in via… Eh già. Quindi ragazzi miei siete tutti avvisati: limite massimo cinquantanove.

Ma, come mio solito ho divagato. Torniamo al fenomeno Fabio Volo. La sua attuale vita privata è fatta di una bella compagna che viene dall’Islanda. Giovane - ha poco più di trent’anni - Johanna Hauksdottir, incontrata a New York dove lavorava come istruttrice di pilates, e che gli ha già dato due figli, Sebastian nato a novembre del 2013 e Gabriele nato ad agosto del 2015. Vivono in Italia a Milano, fanno puntate negli Stati Uniti e in Islanda, dove pare che Fabio Volo, complici la pace e la serenità di una minuscola casetta (di legno immagino) abbia addirittura scritto il suo ultimo libro.

Per quest’anno: cinema, televisione e altro. Tanto se ho ben capito, compreso, accompagnare i bambini all’asilo. Appuntamento dunque al prossimo libro nel 2017?

di Patrizia Debicke van der Noot

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