Concerti Magazine Martedì 25 marzo 2003

Fossati, un lampo a Genova

Ivano Fossati torna ad esibirsi a Genova, la sua città. Lo farà al Carlo Felice, mercoledì 26 marzo, alle 21. Questo deve essere un pezzo di presentazione del cantautore e della sua musica. Ma forse la cosa migliore è lasciare che il buon Ivano faccia da sé, affidandoci alle sue canzoni. Nell’ultimo album, Il lampo viaggiatore, appare quello che è un vero e proprio manifesto, Io sono un uomo libero, “fra il celeste e il profetico/fra il religioso e il cattolico/fra l'inganno e la promessa/il delirio fanatico/la pace con le armi/il politico e il possibile/il passero e l'azzurro profondo/la voce e lo spirito”. E, ancora, “sono un visionario vedo quello che non c'è/sogno una macchina che/riavvolge il tempo” (La bottega di filosofia).

Del resto parla molto di sé, Fossati, nel suo ultimo lavoro. Lo fa con un atteggiamento solare, con la voglia di scrivere canzoni pensando “più al juke box che al ponderoso concetto di canzone d’autore”. Sono brani luminosi, in un certo modo semplici (ma non certo banali), senza troppe complicazioni concettuali. Il cantautore ritiene che la solarità di questo album sia una sorta di reazione alle condizioni difficili che il mondo sta attraversando.

Ma non si tratta di un disimpegno, per carità. Ecco quello che scrive nella home page del suo : “Sono un pacifista convinto, gandhiano, uno di quelli che oggi vengono sbeffeggiati dal pensiero dominante. Ancora adesso, a cinquant’anni, non riesco a concepire nessuna giustificazione all'idea di guerra. La guerra non è mai, mai giustificabile. Soprattutto quando si pensa di bombardare un popolo oppresso con la scusa di punire l'aggressore. Ma è già un errore fare distinzioni: no alla guerra e basta”. Semplicemente, Fossati ha deciso di recuperare certe atmosfere giocose di canzoni come Panama, o magari come La mia banda suona il rock. C’è un desiderio di tornare a una canzone leggera, sulla scia di un pop vitale targato anni ’60. Eppure l’impegno c’è, e si vede. Una canzone come Pane e coraggio, che affronta il tema dell’immigrazione, non ha nulla da invidiare a Mio fratello che guardi il mondo o a Italiani d’Argentina (canzoni che trovano entrambe posto nella scaletta del concerto). Semmai un lampo di speranza in più.

I biglietti sono esauriti, ma verranno messi a disposizione 200 posti in piedi a 16 euro 15 minuti prima dello spettacolo. Per info chiamare 010 53811

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