Concerti Magazine Lunedì 24 marzo 2003

I Candies alla FNAC

Magazine - Di Giovanni Villani

Continua l’intelligente iniziativa degli Incontri alla Fnac di Genova, realizzati ora nel nuovo forum al centro del negozio e, quindi, alla portata dell’attenzione anche della clientela più distratta.
Sabato 22 marzo è toccato alla band lombarda dei “Candies” presentare l’ultimo album “Dense Waves Make Your Eyes Wider” (Suiteside Records in Europa e la californiana Turn Rec. in Nord-America), con una grafica interessante, purtroppo penalizzata dalla sempre (più) insopportabile dittatura del cd e del suo formato.
Trio giovane, ma attivo già dal 1996 (Giulio Calvino, chitarra e voce, Mauro Freddi basso e Marco Pierantoni, batteria) e con una robusta rete di contatti indipendenti in Italia e all’estero (Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada), i “Candies” sono una piacevole sorpresa.
A volte si scopre l’importanza delle case discografiche indies, solo in relazione al declino (inarrestabile?) delle grandi multinazionali del disco.
Sovente accade che abbiano, invece, un ruolo fondamentale nella concessione, alle vere “giovani proposte”, di spazi espressivi e della possibilità di farsi conoscere al di fuori del territorio nazionale.
Cantano in inglese - forse anche per le relazioni col mondo anglosassone oltre che per esigenze espressive - cosa che un paio di decenni or sono era comportamento normale ed ora, al contrario, assai raro.
Seguono una loro via, dimostrando freschezza e aggressività, accattivante ma non respingente e, soprattutto, professionalità, la cui carenza rovina spesso le migliori intenzioni.
I brani sono tiratissimi - con l’eccezione di un paio più riflessivi - e quasi tutti piuttosto brevi, secchi e privi di ghirigori, con un ritmo a mille all’ora che ti fa smuovere le gambe anche se, magari, non ne avevi voglia.
I riferimenti sono, certo in primis, al punk americano, ma la voce di Calvino fa venire alla memoria anche rimembranze inglesi, tipo Johnny Rotten e/o Robert Smith. Qua e là affiora un’eco psichedelica.
Il suono è potente e arrabbiato, ma non greve, elettricissimo, con la chitarra sempre in evidenza e la sezione ritmica a tener bordone.
In definitiva una giovane banda di rock’ n’ roll giovane.

Giovanni Villani

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