Magazine Mercoledì 22 giugno 2016

«Non ho mai avuto storie. Sono gay?»

Ragazzo
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Magazine - Salve dottore,

le scrivo perché ho disperatamente bisogno di parlarle e questo caso non le sarà nuovo da come ho potuto scorrere, e il fatto che lei non risponda con le solite due righe di frasi scontate fa sì che io sia qui a scrivere.
Ho 17 anni e non ho mai avuto relazioni perché non ne ho mai sentito il bisogno,
Mi son sempre sentito diverso per questo, magari i miei coetanei ci pensavano o per lo meno avevano la ragazza, mentre a me non interessava. Non ci ho mai fatto tanto caso ma poi ho iniziato a farmi domande, del perché io non volessi. La risposta pensavo di averla trovata nel fatto che non era ancora arrivato il momento, che non avevo trovato la ragazza giusta che mi piacesse.

La verità dottore è che non mi piace quasi nessuna, solo pochissime per cui ho anche provato delle cotte, anche se provo più attrazione soprattutto a livello sessuale per le donne adulte.

Ma arrivando un po’ al punto della situazione mi è successo anche di provare attrazione fisica per alcuni ragazzi e uomini più grandi e proprio desiderio sessuale (finito poi con la masturbazione).
Non ci avevo mai dato tanto peso, ma poi un giorno mi son messo a pensare, e se fossi gay?

Questo spiegherebbe gran parte delle cose, del perché non ho avuto relazioni, del perché non mi piacciono la maggior parte delle ragazze come un normale eterosessuale.
Mi è crollato tutto, ho fatto ricerche e ho scoperto del doc omosessuale ed era quasi spaventoso leggere di come la descrizione rispecchiasse la mia reale situazione, poi però pensavo che fosse inutile tentare di autoconvincermi, che se provo attrazione non esiste nessun doc ma è quello, e cioè che son gay o al massimo bisessuale.

Ma il fatto è che nei rari momenti lucidi io mi sento perfettamente etero, non credo di riuscire ad amare un uomo, e considero quelle occasioni come delle eccezioni non so, non so nemmeno io come definirle, io mi immagino di avere una famiglia un giorno con moglie e figli, poi però mi ricrolla tutto.
Ho paura di essere qualcosa che non sono, oppure paura di autoconvincermi perché non so accettare la realtà, insomma non ci capisco più niente e sto impazzendo.
La prego mi dia un parere, grazie per il tempo dedicatomi, aspetto con ansia

Marco

Buongiorno Marco,

premesso che essere gay non dovrebbe terrorizzare nessuno e premesso che lei è in ansia proprio perche assalito da questo dubbio, le dirò subito che, basandomi su quello che lei scrive, mi sento molto propenso ad escludere che lei lo sia.
Vediamo se riesco a spiegarle perché.

Intanto lei ha 17 anni, un età in cui vi è una grande variabilità di comportamenti, i quali, più propriamente, sono da definire come esplorativi, piuttosto che definitivi. Una fascia d' età nella quale, per altro, non vi è , per tutti la stessa intensità a mettere in atto le proprie pulsioni sessuali e neppure sono uguali per tutti, le conoscenze e le capacità di incominciare ad avere e a gestire le relazioni affettive e sessuali.

Inoltre lei è arrivato all'ipotesi gay, soltanto in seguito ad un ragionamento. Ed in particolare su di un ragionamento basato su di una serie di pseudo-logiche.

Dall’utilizzo delle estremizzazioni (ma davvero crede che a tutti gli uomini piacciano tutte ovvero qualsiasi, donna al gioco degli opposti . Una pseudo logica (di derivazione manichea) che porta a dire che: se non è giorno pieno allora è notte piena. E come avrà notato, non è molto convincente, specie in situazioni multideterminate. (Nota: la matematica binaria usa solo due simboli opposti: O-I, cioe o SI o NO, ma tra un bite OOOOOOOO e UN IIIIIIII ha idea di quante combinazioni di O e I ci sono?).
Infine, lasciata la matematica e tornando alla psicologia umana, resta da dire che molti problemi sulla propria identità sessuale, spesso sono soltanto uno specchietto per le allodole. Uno stratagemma inconscio, per nascondere, a se stessi, altre difficoltà personali. Un brutto pregiudizio, che fa del sesso, il capro espiatorio di altri problemi, più esistenziali, sulla propria identità in generale.

Un inganno che evidenzia solo la nostra difficoltà alla comprensione di quale deve o può essere, il nostro ruolo, nelle relazioni. E dunque la nostra difficoltà a gestire le relazioni tra noi e gli altri. Una difficoltà a capire il nostro posto nel mondo, anche, ma non solo, dal punto di vista delle relazioni sessuali. Ora noterà come, dalla difficoltà alla colpa vi sia un salto logico ma, tant' è, per alcuni il passo è breve, cosi come è breve il passo da colpa a colpa mia . E se è colpa mia...allora non vado bene e se non vado bene... sarò gay. Non credo proprio!

Questo per dire che le componenti che determinano il proprio comportamento sessuale sono molteplici e dipendono, anche, da aspetti non necessariamente sessuali. Può dipendere dal tipo di educazione, dalle modalità di relazione vissute in famiglia e da aspetti più o meno idealistici, provenienti dalla cultura a cui si è esposti.

Questo vuol dire che si può avere un orientamento sessuale (nel suo caso più probabilmente etero) ma avere delle difficoltà nel metterlo pienamente in atto, a causa di inibizioni non sessuali, ma relazionali e/o di scarsa fiducia in se stessi. In effetti la invito a notare, anzi, credo che lei lo abbia già notato, girando su internet, come vi siano cosi tante persone che, per dare un senso alle loro insicurezze, personali e affettivo relazionali, non trovano niente di meglio che dubitare della propria identità sessuale. Come se gay fosse sinonimo di c'è qualcosa in me che non va.

Scorciatoia non solo stupida ma anche fuorviante rispetto al vero problema che, presumibilmente nasce da una insicurezza non necessariamente legata all' orientamento o all' identità, esclusivamente sessuale .

E penso che sia proprio questa sua generale non fiducia in se che potrebbe spiegare, meglio dell' ipotesi gay , tutti i suoi dubbi.

Così come sarebbe una buona spiegazione dei suoi tanti dubbi, l'avere un carattere introverso, portato cioè, alla scarsa intraprendenza relazionale e maggiormente dedito al ripiegamento di se stessi. E cosi, avendo una scarsa energia per il fare sì rischia di dedicare tempo ed energie a ragionamenti, più o meno logici, che rischiano di alimentare il suo stato di incertezza e di confusione.

E, giusto per essere chiari, essere un introverso è piuttosto normale.
Se non si esagera.

Saluti
Dott. Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Genova

di Marco Ventura

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