Magazine Lunedì 20 giugno 2016

Anna Premoli e L'importanza di chiamarti amore

Ragazza
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Magazine - Con l'Importanza di chiamarti Amore (Newton Compton 2016, 315 pagine, 9,90 Euro - Acquista su Ibs) ancora una volta prendo in mano un romanzo della Premoli, un’altra storia a tinte rosa. Anna Premoli, sa scrivere, sa cosa vogliono da lei i lettori, prevalentemente giovani adulti (direi età media sedici anni, ma non mi meraviglierebbe qualche romantica tardona), lo fa con gusto e moderazione e ha un pubblico affezionatissimo che pende dalle sue labbra.

E io non finirò mai di dire che si merita una medaglia per ogni giovane o meno sottratto ad altri interessi. Leggete, leggete! E ogni nuovo lettore, anche di genere, rappresenta un sassolino per puntellare la scricchiolante letteratura italiana.

L’importanza di chiamarti amore vede come protagonisti Giada Borghi, indipendente e spinosa laureanda sempre al top con i voti agli esami, che poi è la migliore amica di Lavinia, (la protagonista di L’amore non è mai una cosa semplice - Acquista su Ibs, precedente romanzo di Anna Premoli) e Ariberto Castelli, beneducato e conformista suo collega di studi universitari e eh già…di stage in una prestigiosa società di consulenza milanese.

Qualche anticipazione tanto per gradire: come dicevo prima abbiamo già conosciuto Giada in L’amore non è mai una cosa semplice, dove era la migliore amica di Lavinia e ora scopriamo che Anna Premoli ci ha già fatto incontrare anche Ariberto. La trama di questo romanzo infatti parte da dove si chiudeva l’altro. Con la stessa scena narrata stavolta dal punto di vista di Giada che sbalordita, date le sue abitudini, si scopre inaspettatamente attratta dal bocconiano “perfettino” che indossa attillate camicie fatte su misura, dove saltano agli occhi le iniziali ricamate e pullover di cashmere.

Giada è uno spirito ribelle. Da sempre ha problemi di incomprensione con i genitori e contesta la sua famiglia per lo sfoggio di recente ricchezza, soprattutto la madre che considera un’arrampicatrice. Meglio dunque stendere un velo pietoso.

Non va d’accordo quasi con nessuno, soprattutto dell’altro sesso. Subisce a malapena la compagnia di Filippo, suo storico ragazzo dalle superiori ma il filo che li univa è vicino a spezzarsi. Sta passando un periodo di inquietudine anche se continua lo stesso a proseguire senza ripensamenti per la sua strada: con il dichiarato scopo di laurearsi con il massimo dei voti e prima possibile. Tutto il resto può attendere.

Ma ora si ritrova tutti i giorni tra i piedi Ariberto Castelli, quello che per lei è il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste, l’emblema di tutto ciò che non sopporta. E invece sarà che poi gli opposti che si attraggono?

Probabile, perché per arrivare scalfire la corazza di un personaggio tanto particolare e introverso ci poteva riuscire solo qualcuno come Ariberto, che lei chiama malignamente Berta.

Lui, allegro e solare, riesce a tenere testa alla sua continua e confusa ribellione, tentando di non perdere terreno. È bello, intelligente, pieno di humour e pronto a rimbeccare al volo ogni battuta. Insomma non assomiglia certo al classico ragazzo sbagliato che si trova nelle pagine dei libri. Regge eroicamente il colpo davanti ai sofismi, alle insicurezze e ai dubbi di Giada che fa la stronza, spesso è insopportabile e non vorrebbe legarsi seriamente con lui.

Ragazzi giovani, appena usciti dall’università, abbastanza realistici nella loro modo di affrontare diversità, paure, ribellioni, interessi, ricerca di un posto nella vita. Ridono, scherzano prendendosi in giro e bisticciando tra loro continuamente.

La scrittura è scorrevole e gradevolmente frizzante. Anna Premoli, con il suo gettonatissimo Ti prego lasciati odiare, passata dal self publishing alla Newton Compton, passaggio che gli è valso la qualificazione e poi la corona del Bancarella, è una scrittrice che ha saputo farsi spazio nella letteratura romance italiana.

Consigliato a tutte le adolescenti cresciute e a coloro che adolescenti non sono più ma preferiscono non crescere.

di Patrizia Debicke van der Noot

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