Magazine Lunedì 6 giugno 2016

Notti in bianco, baci a colazione: le suggestioni di Matteo Bussola

Magazine - Tempo fa entrando nella suggestiva pasticceria di via Garibaldi a Genova, rimasi incantato dalla bellezza che ogni vetrina, ogni espositore, ciascun pasticcino, confetto, cioccolatino emanavano.

Quando il titolare uscì dal laboratorio con un cabaret di paste buone solo a guardarle - erano un trionfo di pastafrolla con una fiamma di cioccolato con chissà quali segreti al suo interno – chiesi, con la timidezza che il negozio esige, come si chiamassero.

Il titolare, con eleganza nobiliare, disse quasi senza guardare: «Suggestioni…» lasciando in fondo i tre puntini, come fossero essenziali per raccontare nel modo migliore quello che sarebbe stato confezionato con cura in una magnifica carta da zucchero blu. Le avrei immaginate prima ancora di assaggiarle.

In quella parola c’era l’orgoglio dell’artigiano, l’amore di un artista che non vende dolci ma li affida, quasi si dovesse dimostrare di meritarli come il biglietto d’oro della fabbrica di Willy Wonka, e tutta la poesia che quel misto di uova, zucchero, cioccolata e latte contenevano.

In questi giorni, incontrando il libro realizzato da Matteo Bussola, Notti in Bianco, baci a Colazione (ed Einaudi, 170pp 17 euro - Acquista su Ibs) – ho trovato in quella definizione il modo migliore per raccontare quel che contiene. Suggestioni…

La genesi del libro, uscito da pochi giorni e già in vetta tra le novità, merita a sua volta un racconto da tramandare. Matteo è un disegnatore, un marito, il padre di tre figlie che ha trovato un modo magnifico, forse il migliore possibile, di raccontarsi attraverso Facebook.

Per molti (sono oltre 30.000) la sua pagina è diventata un momento di incontro imperdibile, spazio di confronto educato. Una finestra aperta sulla sua vita e che tanto assomiglia alla nostra.

Una vita fatta di sacrifici, di difficoltà, ma soprattutto, della meraviglia che sa cogliere solo chi – innamorato come un poeta – la sa guardare dalla giusta prospettiva.

In un momento nel quale i social network sono ricettacolo del peggio che l’umano sentire possa produrre – odio per il gusto di odiare, falsa informazione ed etica a gettone – trovare un angolo di poesia fa brillare quell’angolo come una rosa in una discarica.

Come nella migliore tradizione di chi è cresciuto sgranando le canzoni di De André, i post del Bussola sono i fiori nati dal letame di cui narra il poeta.

Ogni giorno i suoi racconti sono appuntamenti che chi scorre l’homepage di fb non perde. Brani letti e inoltrati da migliaia di naviganti ad altrettanti amici, amanti, colleghi. Bei momenti da condividere.

Matteo giorno dopo giorno, grazie al passaparola, è diventato un fenomeno virale anomalo perché originale e denso di poesia.

Nel suo diario di viaggio – diviso in quattro come le stagioni – non si trovano iperboli o immagini costruite per raccogliere consensi, ma tantissimo e sincero amore – per questo prezioso - per quello che lo circonda: per la compagna di una vita, Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice di Dylan Dog, per il suo mestiere di artigiano – è tra i disegnatori di Adam Wild edito da Bonelli – e per le sue tre figlie: Melania, Virginia e Ginevra.

Amore per il mondo intorno al suo. Scorrendo le pagine incontriamo persone meschine raccontate per quello che sono ma anche eroi che abitano dietro al bancone di un bar, in una sala medica o al lato di una strada; incontriamo Paola e le sue tre figlie e scopriamo come, e con quale forza, attraverso le parole di Matteo impariamo qualcosa che magari abbiamo solo dimenticato.

Ritroviamo quello che ci occorre per essere quelli che vorremmo essere. I momenti di gioia vera, e quel pensiero felice ci permette di volare come in Peter Pan.

Il piacere di aspettare la primavera, la scoperta di quanto sia bello quando lavoro e passione si incontrano, di quanto diventare genitori ci cambi e ci debba cambiare, e di quanto sia bello abbracciare una rivoluzione fatta di battiti che saltano per la scoperta di nuove paure, di notti in bianco e momenti di gioia disperata.

Il suo mondo è la provincia veneta, un mondo raccontato con una prosa capace, propria di chi sa scegliere ogni parola con cura, che quando hai finito di leggere non c’è una sola parola che sia fuori posto, e da dialoghi – le figlie hanno l’età giusta per mostrare angoli inattesi – che fanno sorridere e commuovono. Mai lasciano indifferenti.

Cosa aspettarsi dal libro di Matteo Bussola? Niente di più di quello che il suo lavoro e la sua passione offrono. Lui, disegnatore, ha scritto un libro fatto di pagine che andrebbero incorniciate. Quadri fatti di parole.

Un libro da leggere, a brani o per intero, da far viaggiare come una bella storia, da conservare come un bel ricordo.

Suggestioni… appunto.

di Francesco Cascione

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