Magazine Lunedì 17 marzo 2003

Quando la legge alza un muro: la Bossi‑Fini nel libro di Alessandra Ballerini e Alessandro Benna

Magazine - “Ero straniero e non mi avete accolto” (Mt. 25,43). Con questa citazione evangelica inizia il libro Il muro invisibile. Immigrazione e Legge Bossi-Fini. Un piccolo testo ricco di considerazioni sulla legge 795-B, quella appunto meglio conosciuta come la Bossi-Fini, dai nomi dei due ideatori, diventata operativa a settembre dello scorso anno.

Dopo alcuni mesi dalla sua attuazione Alessandra Ballerini, giovane avvocato di Genova, e il giornalista Alessandro Benna hanno cercato di chiarire non solo agli addetti ai lavori come districarsi nell’utilizzo di questa legge che, fin dalla sua semplice lettura, comporta alcune difficoltà. Infatti il testo della Bossi-Fini non sostituisce, come si crede, la vecchia legislazione in materia di immigrazione (la legge Turco-Napolitano), bensì si limita a integrare o abrogarne alcune norme.

I due autori sottolineano come già in fase di lettura la “nuova” legge risulti in un certo senso illeggibile. Un breve esempio: “a) all’articolo 13-bis, comma 1, lettera i-bis), dopo le parole: “organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, sono inserite le seguenti: “delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni […]”. Tutto il testo della legge procede con questa struttura. Con il risultato che chi dovrà utilizzare la nuova legge dovrà tenere sotto mano anche la vecchia e procedere a un lavoro di addizione o sottrazione continua. Come dicono gli autori “uno sforzo che sarebbe titanico per fini giuristi, figuriamoci per i reali destinatari della legge, vale a dire gli stranieri”.

Il libro mette in luce i molti limiti della nuova legislazione: dall’obbligo del rilievo delle impronte, al soggiorno vincolato direttamente con l’attività lavorativa. “Il muro invisibile” che in poco tempo si verrà a creare sarà quello formato da tutti i cavilli e le difficoltà di applicazione della legge che, secondo gli autori, oltre a non risolvere il problema dell’immigrazione “regolare”, alimenterà facilmente la clandestinità. Il libro può quindi essere un valido strumento per quanti, anche in ambiti diversi, dovranno utilizzare la legge 795-B per regolarizzare gli stranieri.

Ballerini e Benna manifestano chiaramente le loro perplessità ed esprimono chiari giudizi contrari. Legge innovativa o legge razziale? Erri de Luca nell’introduzione del libro si chiede: “Ma tutte queste miserabili e losche misure di ostacolo, di contenimento: sono servite? Servono, serviranno ad arginare l’alta marea dei migratori? È così ovvio che no, che nessuna legge, per quanto infame sia, può mettere i cancelli alla storia e alla geografia”. A una storia che, secondo gli autori, si ripete, a volte anche solo in piccole sfumature. Ed è per questo che in appendice troviamo Il Manifesto della razza, datato 5 agosto 1938.

di Gabriele Di Totto

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