Magazine Venerdì 14 marzo 2003

La posta del cuore

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Magazine - Ho conosciuto "P" in chat 3 anni fa e da allora la mia vita è cambiata. Subito dalle prime battute abbiamo trovato un certo feeling, così, prima scambiandoci l'e-mail poi il numero di telefono, un bel giorno decidiamo di incontrarci.

L'incontro è stato per entrambi molto speciale, e da lì abbiamo capito che fra noi non era nata solo una semplice amicizia. Per circa due mesi ci siamo frequentati, poi io per mia immaturità gli ho chiesto di non cercarmi più e lui, con rammarico, ha accettato questa mia decisione.

Passai i nove mesi che seguirono a pensare continuamente a lui, continuavo a volergli molto bene, a volte gli mandavo degli sms o gli scrivevo alcune lettere per accertarmi che stesse bene ma alle quali lui non rispondeva. Poi, un giorno, proprio quando meno me l'aspettavo mi telefonò e restammo quasi un'ora al telefono. Io in quel periodo ero fidanzata da poco e la sua telefonata mi paralizzò la voce, le gambe... il cuore! Passarono solo poche settimane e decidemmo di rivederci.

Questo secondo incontro avvenne in un'atmosfera così magica e romantica che capii di essere ancora innamorata di lui. Lasciai il mio ragazzo attuale e finalmente coronai il mio sogno d'amore con "P". Le cose andavano benissimo fra di noi quando un bel giorno lui mi disse che voleva conoscere la mia famiglia. Io gli risposi che avevo bisogno di un po' di tempo e che, seppur cosa assai semplice e banale, per me era un problema parlare ai miei genitori della mia storia con lui.

Ovviamente lui aveva il bisogno di "ufficializzare" la nostra storia e il mio rifiuto lo vedeva come una prova di non amore verso di lui, cosa che assolutamente non era vera. Così un anno fa mi ha lasciata.

Sono rimasta veramente sola in tutti i sensi ad affrontare i miei problemi, avevo appena cambiato lavoro e lasciare la quotidianità che avevo mi fece malissimo, non poterlo vedere e nemmeno sentire mi fece impazzire e, dopo mesi in balia del mio dolore, presi in mano la mia dignità e il mio orgoglio e da allora decisi di non cercarlo più. Trascorsi l'estate con le mie amiche e il ricordo di "P" ora era quasi svanito, così che iniziai a provare una simpatia per un mio collega di lavoro.

Prima di Natale, però, il mio ex si è rifatto vivo, ma io gli ho sempre ripetuto che non volevo rimettermi con lui, che volevo stare da sola per capire meglio cosa voglio, fino a domenica scorsa quando, dopo un bellissimo pomeriggio passato insieme, mi sono decisa a riprovarci. Purtroppo quello che ora provo per lui non è lo stesso sentimento dell'anno scorso, lui invece è più innamorato. Io gli voglio molto bene, ma quando rivedo "S", il ragazzo che lavora con me, non capisco davvero più nulla. "S" fisicamente e caratterialmente mi piace molto, mi piacerebbe poter uscire con lui, insomma, conoscerlo meglio per capire in fondo cosa voglio veramente.

Da una parte però non voglio far soffrire il mio ragazzo, anche se è a conoscenza del mio interessamento per il mio collega. Dice che col tempo questa "cotta" mi passerà, perché lui sarà al mio fianco, ma io non posso negare a me stessa che a volte vorrei che a baciarmi fosse l'altro... forse anche solo per capire se ero, se sono e se sarò innamorata del mio ragazzo.

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Scusa, fatina pasticciona, che vuoi sapere da me? Anzi, vuoi davvero una risposta? Se hai scritto per chiarirti le idee, benissimo, ma questo chiarimento poteva rimanere tra te e l’adorata tastiera. Niente di personale, sia chiaro, ti immagino molto giovane e penso che tu stia facendo gli stessi esperimenti che fa ogni giovane di ogni sesso nella speranza di diventare grande prima o poi. Ma non mi raccontare che non vuoi fare soffrire nessuno, è pura ipocrisia. Nel tuo testo ho contato sei «io» e tredici «mio», questo non è il segnale di una personalità particolarmente aperta e altruista. Senza contare che, con la confusione che hai fatto, non ho neppure capito se il tuo ultimo ragazzo sia P. o quello precedente.

Lascia in pace il povero P, indegno persino di essere presentato alla famiglia –perché, poi? non lo spieghi- se ne farà una ragione. Nel frattempo c’è S che aspetta. Potrai giocare ancora un po’ e quando, finalmente, sarai abbastanza sicura di te e della tua capacità di seduzione, forse capirai quello che cerchi davvero.

Con un po’ di fortuna riuscirai a trovarlo, con molta fatica e altruismo riuscirai anche a tenerlo accanto a te. Ciao, Antonella



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di Daniela Carucci

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Io sono Li Di Andrea Segre Drammatico Italia, Francia, 2011 Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia, una piccola città-isola della laguna veneta per... Guarda la scheda del film