Magazine Mercoledì 4 maggio 2016

Festa della mamma: quali i pregi e i difetti delle italiane?

Quanto tempo dedicano ai figli le mamme italiane?
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LO SPUNTO DI LAURA GUGLIELMI

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Magazine - Sono sconvolta: se scrivi "mamma italiana" su google vengono fuori immagini di massaie, donne scosciate e concorsi di miss. Mentre se digiti "British mother" spuntano visi di donne con i loro bambini o le loro famiglie. Molto rassicurante anche cercare "deutsche mom" o "mère française". Allora, per riprendermi, mi è venuto in mente di chiedere ai miei contatti Facebook una cosa. Secondo voi quali sono i migliori difetti e i migliori pregi della mamme italiane? Generalizzare non ha mai senso, ma ho lanciato lo stesso la provocazione.

Così ecco lo spunto del mercoledì fresco fresco che esce in occasione delle Festa della mamma del prossimo 8 maggio. Buona lettura.

«La totale dedizione delle mamme italiane verso i figli è il nostro principale difetto, ma anche il miglior pregio» – commenta Roberta Richino, 45 anni, mamma a tempo pieno di due belle bambine, dopo aver lavorato per tanti anni. «Le italiane sono senz'altro le meno felici e le meno rispettate – incalza Milena Dozzo, impiegata, ora in pensione, e nonna di tre nipotini, che accudisce - Meno dedizione farebbe bene senz'altro ai figli ma anche alle mamme!» «L'estrema dedizione dipende dalle condizioni sociali e dalle opportunità professionali. Anche dal welfare che un paese è in grado di garantire a una donna/famiglia. Da noi molto molto scarse», ribatte Roberta. «Io ci vivo tutti i giorni in mezzo ad un sacco di mamme – incalza Monica, cinquantenne, mamma di due bambini, - e la maggior parte sono rompicoglioni oppure lavorano troppo e lasciano i figli dalle nonne».

Loredana Galante, artista, anche lei sulla quarantina, non ha bimbi, quindi parla della sua esperienza di figlia: «Pregi di mia madre? Presenza, affidabilità, buon esempio, ospitalità e onestà». Ma i difetti, insisto io? «Hehe, avevo glissato. Direi: paura dei cambiamenti, rigidità, scarsa inclinazione a darsi valore, premiarsi e coccolarsi, senso del dovere portato ai massimi livelli, disponibilità eccessiva. Sono caratteristiche che si trasmettono, e così ti fai un mazzo che non finisce più».

«Difetti due: possessive e manipolatrici. Pregio uno: ti amano incondizionatamente – commenta Kallina Temperini, insegnante - Però debbo dirti che non ho una mamma italiana, e io stessa non mi considero tale». Sono d'accordo con te, incalzo io. Viaggiando le differenze si vedono tra sud e nord Europa! Di dov'è tua mamma? «Inglese. Tanto rilassata quanto mio papà, ed anche la nonna italiana, erano ansiosi: ecco un altro difetto»

«Il concetto di mamma italiana è molto cambiato negli anni – commenta Silvia Currò, traduttrice, 55 anni - Dalla mia mamma che si è dedicata interamente ai figli, si è passati alla mia generazione fatta di mamme che hanno conciliato professione e maternità. La generazione delle 30enni - nel mio condominio ce ne sono ben dieci con bimbi piccoli - sembra considerino la maternità una tappa quasi obbligatoria, ma poi i bambini li allevano i nonni». «Oggi si diventa mamme tardi – spiega Mary Fontana, 42 anni, lavora per una fondazione privata e ha una bimba di 2 anni, - il difetto è che si è troppo giovani per abbandonare carriera e abitudini. Il pregio: la dedizione, essere madri attempate ci rende forse più consapevoli» «Essere mamma oggi è considerato più un limite che una realizzazione – dice Eugenio Massolo, 70 anni, Presidente Accademia Italiana Marina Mercantile, con una figlia di 31 anni - Si è rotta, la relazione maternità/infanzia, sostituita da un indistinto concetto di cure parentali diffuse, di cui la madre non è più elemento indispensabile, ma uno dei tanti possibili attori. Il vero limite sono però ancora le famiglie nucleari, dove su un solo figlio si generano tutte le aspettative. E la tendenza a trattenerlo "dentro" è fortissima».

Non è la famiglia italiana a bloccare il paese, proprio nel modo in cui educa i figli?, ci vado giù duro per far scaldare gli animi. «Non sono d'accordo, non si può generalizzare – mi ribatte Currò - in Italia il concetto di famiglia dal nord al sud è differente, perché prima di tutto è il concetto di donna ad esserlo. Al sud una donna separata ha problemi di integrazione, al nord no, seppure in Italia, purtroppo, la società sia ancora meramente fatta di "coppie". Io per lavoro ho viaggiato molto ed è certo che in Svezia la vita di una madre è più facile, e ciò migliora la qualità del quotidiano». A cosa è dovuta la nostra peggiore qualità della vita, chiedo io? Se non alle famiglie che non educano i bambini a rispettare le regole della collettività? Certo generalizzare è stupido, ma tanti giovani italiani vanno a vivere a Londra e a Berlino, mentre pochi berlinesi o londinesi vengono a vivere in Italia. Qualcosa vorrà dire. «Questo non è un paese per giovani», conclude laconica Silvia.

«Tornando alla madre italiana – dice Federica Titone, 43 anni, addetta alla comunicazione per eventi culturali - resiste un modello di dedizione alla famiglia che è = sacrificio in senso negativo – rinuncia - che si trasforma poi in ricatto verso figli e mariti, attraverso il senso di colpa. Il lato bello della mamma italiana è la capacità di trasmettere affetto e accudimento nei gesti quotidiani e far sentire la casa come tana, rifugio dal mondo».

«Le mamme di questa generazione, la mia, per intenderci, sono stanche – racconta Gaia De Pascale, 40anni, con due bambini di 4 e 9 anni, scrittrice e consulente editoriale - Hanno il retaggio dell'iper mamma italiana di un tempo, ma non possono più esserlo e nemmeno lo vogliono, perché la maggior parte di loro lavora. Così pasticciano, caricano i figli di impegni perché stiano al passo con gli altri, sono iperprotettive e danno loro pochissima libertà. Ma mentre li tengono sottochiave scrivono mail, rispondono al telefono, pensano ad altro. Però, anche se con risultati scarsi e approcci maldestri, i figli restano al centro del nucleo famigliare, con i pro e i contro della questione». Un gran casino, insomma. «Esatto - mi risponde Gaia - e senza quel tessuto sociale d'appoggio che forse resiste ancora nelle piccole realtà ma non nelle città» Difficile fare i figli in Italia!

«Migliore pregio: la cucina (forse). Peggiore difetto: la cucina – commenta Cristina Ramella, cinquantenne, con due figli grandi che hanno il papà inglese. Ed è anche il peggior difetto perché così intrappolano i figli?, scherzo io. «Credo ci voglia ben altro per intrappolare i figli – continua Cristina - Ora gli scapoloni d'oro preferiscono rimanere in famiglia perché le mamme fanno tutto». Le mamme italiane vestono i bimbi di tutto punto anche per andare al parco e poi urlano di continuo quando i bimbi giocano all'aperto perché hanno paura di questo e di quello, li asfissiano. Niente di simile in Inghilterra o Germania. O no?, le domando: «Ecco sui bambini piccoli sono d'accordo. L'italiano è più schizzinoso sotto vari aspetti della vita».

«Difetti: iper protettive, ansiose, con l'idea di poter far tutto in 24 ore e quindi tendenzialmente stressate. pregi: coraggiose, generose, instancabili e iperlavoratrici per rispondere alle numerose esigenze della famiglia - spiega Barbara Maffei, mamma trentenne, che sta portando al successo nazionale il suo agriturismo in Lunigiana - Il fatto di mettere in primo piano le esigenze dei figlioli rispetto alle proprie è anche un "difetto" perché alla lunga è deteriorante. Consiglio di coinvolgere i membri del nucleo familiare nella gestione della quotidianità per una più democratica distribuzione delle incombenze. Io sento che devo controllare la mia ansia da mamma iperprotettiva e mollare un po' le corde. Vorrei essere una mamma più anglosassone e cerco di correggermi via via»

«Sono amorevoli ma iperprotettive», commenta Gigi Picetti, animatore culturale. Quindi che figli vengon fuori? «Incasinati» «Femministe con i mariti e maschiliste con i figli - spiega Mario Morales Molfino, padre sessantenne che lavora nel mondo della comunicazione - Un circolo molto vizioso». Carina questa definizione. «Le mamme italiane/latine non insegnano ai figli maschi a: lavare, stirare, alzare la tavoletta del water, rispettare le donne eccetera e poi lamentano il maschilismo egocentrato dei mariti».

«Difetto il senso di colpa? Pregio: saper cucinare bene!», dice Manuela Arata, fondatrice del Festival della Scienza di Genova, in linea con molti altri pareri. «Pregi: affettuose-protettive-rassicuranti-presenti-mediatrici-consolanti-socratiche-severe quanto basta – commenta Annalisa Cattani, 47 anni, mamma, artista e docente universitaria - Difetti: a volte troppo affettuose-protettive-rassicuranti-presenti-mediatrici-consolanti».

Maria Teresa Monteverde, 59 anni proprio oggi (auguri), invece, ha una mamma poco italiana: «È nata nel '25, era un'insegnante di lettere, pianista, nuotatrice instancabile, scalatrice, sciatrice e amante del trekking. Parla varie lingue, è una lettrice cannibale. Ha fondato alla Foce (Genova) il gruppo scout Primo Fuoco femminile dopo la guerra e per il suo viaggio di nozze ha camminato da rifugio a rifugio nelle Dolomiti. Ha avuto tre figli senza essere fatta per essere madre e quasi per forza. Ho un sentimento d'ammirazione e orgoglio per lei, con un certo senso di inferiorità annesso, ma anche la dolorosa coscienza di non ricordarmi carezze o attenzioni». «Una cosa difficile da rimuovere – racconta Geraldina Morlino, 53 anni, senza figli, lavora sul web - è stata la fusione dedizione-amore che mi ha intrappolata a lungo. Ma io ho scelto di imparare ad esserci per qualcun* che si ama, e non dedicarsi a qualcun* che si ama».

«Pregi: le mamme italiane, non dico la mia, ma in generale, sono affettuose, coraggiose, brave in cucina, sempre presenti, spesso allegre, pronte a sacrificarsi e a difendere i figli - conclude Fabrizio Matteini, attore genovese, che si è trasferito a Londra, con suo marito Antonio - Difetti: invadenti, ansiose, possessive, a volte gelose, spesso hanno bisogno di essere riconosciute come unico amore assoluto».

Finisce qui la lunga carrellata di pareri, ho avuto poco spazio per dire la mia, ma meglio così. Meglio che me ne stia zitta :-) Se avete qualcosa da dirmi in merito, scrivetemi pure a laura.guglielmi@mentelocale.it

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