Concerti Magazine Giovedì 13 marzo 2003

E la musica continua

Magazine - Per grazia ricevuta. È la formula con la quale i fedeli accompagnano gli ex-voto, ovvero i “doni” con i quali ringraziano un santo per aver concesso loro una grazia. Una volta mi è capitato di visitare una cappella votiva dove ce ne saranno stati a decine di migliaia: quadretti che rappresentavano lo scampato pericolo (incidenti d’auto, naufragi, malattie), statuine, ceramiche.

è però anche la nuova forma musicale assunta da Giovanni Lindo Ferretti (nella foto) & C., il progetto che nasce sulle ceneri dei disciolti CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti). Rispetto alla formazione che dal 1992 al 2000 ha portato il rock indipendente e di qualità ai vertici delle classifiche italiane manca Massimo Zamboni. Non uno qualunque: il collaboratore e amico di vent’anni, con il quale Ferretti ha condiviso gli esordi berlinesi del “punk filosovietico” dei gloriosi CCCP-Fedeli alla linea e il successo inaspettato del Consorzio. Proprio quel successo è stato, secondo molti, la causa scatenante della rottura, e più in generale della crisi del gruppo (la tesi è sostenuta anche da Gianni Maroccolo e da Francesco Magnelli durante l’ alla fine del 2000).

La scelta del nome non è mai stata casuale, per Ferretti e compagni. La grazia ricevuta è quella di poter vedere ancora questi formidabili musicisti sul palco, domenica 16 marzo, al Politeama Genovese (inizio alle 21). Proprio a Genova i CSI chiusero simbolicamente la loro esperienza, girando al Castello D’Albertis il video di Noi non ci saremo, atto finale (addirittura postumo) del sodalizio. Il concerto di domenica sarà quindi una sorta di ex-voto, con le canzoni del nuovo album, il live Montesole 29 giugno 2001 e del precedente PGR. Con poche concessioni al passato. Perché Ferretti, Magnelli, Maroccolo, Di Marco e Canali non guardano indietro.

Le atmosfere musicali rimandano molto a quelle dei CSI, la vicinanza ai deboli, al senso di colpa con il quale l’occidente guarda al terzo e quarto mondo, ricordano molto l’approccio “pan-islamico” dei CCCP (quando si inneggiava a Gheddafi…), ma si tratta di musica nuova. Difficile, un po’ ostica al primo ascolto, senza la hit canticchiabile, con una miscela ardita di elettronico ed etnico. I concerti del nuovo tour si presentano come veri e propri spettacoli teatrali, lontano dalle folle che stipavano i Palasport ai tempi di Tabula Rasa Elettrificata (era il 1998), lontano da ogni clamore commerciale. I PGR ripartono da zero e rendono grazie, come dopo uno scampato pericolo: quello di far diventare la musica un lavoro, che avesse il sopravvento sulla vita dei singoli componenti.

Il biglietto costa dai 18 ai 25 euro. Prevendita presso il Politeama (010/8393589) e presso Box Office di via Fieschi (010/590195).

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