Magazine Mercoledì 27 aprile 2016

«Lui è l'uomo ideale, ma non mi coccola. Lo lascio?»

Coppia
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Magazine - Buongiorno,

ho 26 anni e il mio ragazzo 29, stiamo insieme da due anni e da sei mesi siamo andati a convivere. Fin da subito tra noi c'è stata una grande intesa, soprattutto abbiamo molte passioni in comune, inizialmente come immagino la maggior parte delle storie lui era molto affettuoso con me, mano a mano che il tempo passava lo è stato sempre meno.

Inizialmente io vedendo questo distacco mi sono avvicinata ancora di più, e questa cosa era pesante per lui, e avendolo capito ho iniziato ad adeguarmi al suo modo di essere, lui mi ama ed è una persona veramente buona, rispettosa, educata, forse un po’ l’ uomo ideale, l’ unica cosa che manca sono i gesti d’affetto: Il ti amo, la coccola, la carezza…

Da quando conviviamo, per fare un esempio, non ci siamo mai stesi abbracciati a guardare un film, ma sempre io da un lato e lui dal altro del divano.
Inizialmente pensavo mi andasse bene così. Anche se da sempre un po’ queste cose mi mancavano ce ne erano tante altre che compensavano il tutto.

Fino a quando 4 mesi fa gliene ho parlato, lui sembrava aver capito e per qualche settimana mi ha dato le attenzioni che per me sono comunque importanti. Poi è tornato tutto uguale fino a quando la settimana scorsa ho deciso di ripresentare il problema, lui per l’ennesima volta mi ha detto ok ed effettivamente come l’altra volta aveva cambiato alcuni atteggiamenti. Il problema è che adesso i suoi atteggiamenti non mi facevano sentire come prima.

Mi ha detto delle cose molto dolci e non mi sono arrivate, questa cosa mi ha mandata in crisi, tanto da farmi stare male a livello di stomaco.
Gli ho parlato di questa cosa e lui ci è rimasto malissimo, mi ha detto che vorrebbe tanto dirmi che ce la farà a darmi ciò che voglio, ma che non ne ha la certezza.
Tutto questo mi ha fatto mettere in dubbio l'amore che ho per lui, lo amo ancora? Ho solo paura? Tutto questo sentirmi così svuotata passerà?
Sarebbe utile una pausa o mi allontanerebbe definitivamente da lui? In certi momenti penso che il rapporto sia finito, in altri so che lui mi ama, che dimostra il suo amore in altri modi, ma se a me mancano davvero questi gestì fino a portarmi a questo punto cosa posso farci?

Non cerco le sensazioni dei primi mesi ma quei gesti spontanei d’affetto che a parere mio sono normali. Io così ho sofferto in silenzio perché,anche se lui lo dimostra in altri modi,senza questi non mi sentivo amata. Ora sono veramente in crisi e non so che fare. Inoltre nel mezzo di questa crisi mi ha chiesto di uscire un ragazzo molto interessante, ma ho rifiutato perché penso che uscire con un altro durante una crisi sia troppo facile e che ti distragga da capire ciò che vuoi, a questo ragazzo però non posso negare che ci penso Oora mi ritrovo in una situazione che mi ha molto destabilizzata.

Buongiorno Masina,

spero che nella storia della sua relazione ci sia qualche elemento in più di quello che lri scrive perché, altrimenti, sarebbe decisamente riduttivo decidere le sorti di un rapporto soltanto sulla quantità dei gesti affettuosi ricevuti a fronte di un tutto il resto che (sembra?) andare più che bene.
Ma questo lei scrive e su questo rispondo, visto che potrebbe essere un ottimo spunto per alcune riflessioni più generali.

La prima riflessione riguarda cosa riteniamo, ognuno dal proprio punto di vista, importante in un rapporto. In particolare se tutto è importante o se ci sono cose più importanti di altre.

Ovvero, se vogliamo vivere assieme ad una persona quanto possiamo tollerarne i difetti? Questo perché lei cita una serie di qualità del suo compagno che sembrerebbero molto positive ed un unico difetto . E mi auguro per lei che sia davvero un enorme difetto
Perché, sia chiaro, gli uomini perfetti non esistono. Nè esistono le donne perfette.

O meglio esistono soltanto nella nostra testa (oppure su Facebook o nelle favole, dove vissero felici per tutta la vita ) E noi abbiamo una testa davvero fantastica dove si può immaginare che possano coesistere, nella stessa persona, aspetti opposti ( un po‘ come poter pensare, scrivere e desiderare che i Krapfen alla crema facciano anche dimagrire).

Ok si può pensare, dire, scrivere e desiderare, ma è davvero infantile lagnarsi se , poi, nella realtà, ciò non accade .
Dunque da dove ci proviene questa esigenza di (illusoria) perfezione? Che evidentemente non porta sempre alla felicità se, come recita un proverbio: la perfezione è la tentazione del diavolo . Cosi sarebbe interessante capire quanto c'è di diabolico nella nostra smania di avere tutto e di averlo proprio nel momento in cui lo desideriamo.

E nella persona che vogliamo accanto. E già che ci siamo, come mai pensiamo di averne diritto? Ovvero come mai è quasi automatico volere cose, persone, azioni,sentimenti senza pensare, neppure per un attimo, che in una relazione non si può chiedere soltanto, senza offrire qualcosa in cambio (a meno di non essere dei neonati o di essere in una situazione di estremo pericolo).

Tornando alla sua storia,lei non è una neonata da accudire senza alcuna contropartita e neppure è così in pericolo da dover essere salvata a prescindere. Lei è abbastanza grande e libera da poter scegliere autonomamente quello che vuole per sé stessa e credo che nessuno possa scegliere per lei. Dunque se lei sente che non ha senso stare con il suo compagno e se di sente affascinata dal nuovo non sarò certo io a dirle cosa deve fare.

Mi permetto solo di farle notare che questo modo di fare seguendo ciò che si sente vale anche per gli altri. Altri che, a loro volta, sono altrettanto liberi di fare le loro scelte ed anche di cambiare idea, a seconda di quello che sentono sia meglio. Che sia meglio per loro e non per lei. E questo, di per sè, non è grave, ma mette un forte dubbio sul fatto che una relazione (ed una società) possa o debba essere, stabile, longeva e serena.
Vede? Questo è un altro punto interessante: noi esseri umani siamo sempre in bilico tra la voglia di fare quello che ci sentiamo sul momento e l' esigenza di avere una relazione sicura e stabile per il futuro. Insomma ci piace tantissimo sentirci liberi e unici ma poi temiamo di rimanere soli ed indifesi.
Sono problemi che l'umanità ha da sempre e dunque non provo neppure a tentare qui una soluzione.

Anzi, per l'esattezza, ognuno dovrà trovare la sua soluzione ed il proprio equilibrio.
Ma, se ci guardiamo intorno non è che sia così tanto facile.
Detto questo credo che dovrà parlare ancora con il suo compagno per trovare un nuovo equilibrio tra di voi , ma sopratutto, dovrà parlare con sé stessa e trovare un equilibrio tra le sue diverse esigenze. E non è detto che sarà una cosa facile.

Saluti
Dott. Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach
Genova

di Marco Ventura

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