Concerti Magazine Mercoledì 12 marzo 2003

Elettronica VS arte (I parte)

Magazine - Con il passare degli anni, svolgendo la mia attività di musicista e ricercatore musicale in vari contesti, mi sono reso conto che non si sono mai dissipati molti preconcetti in merito all’uso di strumentazione elettronica. Questo nonostante l’elettronica sia entrata a far parte, a pieno diritto, della nostra vita quotidiana e di tutte i settori culturali ed artistici del nostro tempo. Dalla fotografia alla pittura, dal cinema all’editoria letteraria, le più moderne tecnologie sono diventate uno standard creativo e produttivo estremamente presente, anche dove non si può parlare propriamente di arte elettronica e permane uno spirito artigianale e tradizionalista del processo creativo.

In particolare, nel settore musicale resta viva l’idea che gli strumenti elettronici abbiano snaturato l’essenza della realizzazione, dell’ispirazione, facilitando e abbreviando soprattutto le fasi di esecuzione di una composizione. Senza contare, inoltre, che l’elettronica ha dato effettivamente modo agli artisti di disporre non solo di nuovi suoni artificiali, ma anche di imitare e ricopiare sonorità già esistenti. Il che, se da un lato rappresenta un’evoluzione delle possibilità di fare musica, dall’altro appiattisce e maschera agli occhi del pubblico la personalità artistica, il virtuosismo, le reali capacità tecniche.
In realtà le problematiche relative al fare musica attraverso l’elettronica sono complesse, ma quello che mi preme evidenziare ora è che l’elettronica non è avulsa da un contesto in qualche modo artigianale. Come tutte le tecnologie e le discipline a base scientifica, anche l’elettronica ha subito evoluzioni e perfezionamenti, adattamenti e mutamenti frutto di esperimenti, di prove, di elaborazioni scaturite dal genio dell’uomo, dell’inventore che inevitabilmente si fa artigiano per costruire nuovi strumenti.

Gli strumenti musicali storicamente sono stati prevalentemente meccanici. Recentemente, nel XX secolo, alla natura meccanica si è affiancata una componente elettrica: quella che ha dato una marcata impronta alla cultura rock, per intenderci. Solo negli ultimi cinquant’anni, poi, lo sviluppo dell’elettronica ha ulteriormente innestato sulla meccanica i prodigi dei circuiti elettrici, consentendo di scoprire un innovativa gamma di possibilità sonore, che va dalla semplice filtratura di suoni già esistenti alla creazione di suoni totalmente inediti.

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