Magazine Mercoledì 16 marzo 2016

Trekking urbano a Torino, inizia una nuova avventura

Un pupazzo di neve che domina il panorama di Torino
© Laura Guglielmi
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Magazine - Udite udite! Mentelocale aprirà a breve una sezione del sito dedicata a Torino, ai suoi eventi, ai teatri, ai tanti festival, alle mille mostre, una città viva culturalmente, lo dicono in tanti. Sono anni che riceviamo mail di lettori che ci chiedono: perché non anche Torino? Dopo Genova, la Liguria e Milano, non potevamo che approdare qui. Un progetto che avevamo in mente da tanto tempo. Così diventeremo ancor di più un sito di riferimento per tutto il Nord-Ovest.

Nel frattempo, ci stiamo scaldando i muscoli. Così sono andata a fare un sopralluogo nel capoluogo piemontese. E ho portato a casa tante belle cose, incontri conviviali e di lavoro.

Ma oggi voglio parlare soprattutto di itinerari urbani. Conosco la città molto bene, ma era da un po' che non ci andavo. Ho passato qui il primo weekend di marzo. Per fare una ripasso, mi sono dedicata ad attraversare Torino in lungo e in largo, lasciando da parte i percorsi consueti. Ho avuto anche una gran fortuna, ha nevicato la notte di venerdì, solo una spruzzata di neve. Combinazione, proprio oggi, mentre abbiamo pubblicato questo articolo sta nevicando di nuovo a più non posso sui tetti, sulle strade e sulle colline della città. Vi piace il pupazzetto di neve in apertura? È simpatico, fa tenerezza e domina la città, guardando negli occhi i lettori. La sua foto rimarrà per sempre negli archivi di mentelocale. Così come le migliaia di eventi di cui abbiamo parlato in quasi 16 anni di vita. Gli spettacoli e i film o i concerti potete ritrovarli ancora tutti lì, nella pancia del sito, siamo un po' una memoria storica.

Sono due i percorsi urbani dove vi voglio accompagnare, la fotogallery può aiutare a visualizzarli. Il primo comincia da piazza Vittorio Veneto, attraversa il ponte Vittorio Emanuele I sul Po, e giunge alla chiesa della Gran Madre. Si può fare una piccola sosta iniziale al Gran Bar per un sushi o un panino, o semplicemente per un caffè, che poi non si incontrano più posti aperti.

A qualche centinaio di metri, salendo verso destra, si arriva alla chiesa di Santa Maria al Monte e al convento dei frati Cappuccini. Lì di fronte un panorama mozzafiato di Torino, dove spiccano la Mole e il nuovo grattacielo firmato da Renzo Piano.

Poi cercando il parco della Rimembranza, finiamo al convitto Principessa Felicita di Savoia, da vedere anche per le ville che si incontrano lungo la strada qui in collina. L'importante è non avere una meta precisa, sentirsi dei veri flâneur. Ed è così che, invece di arrivare al Parco che stiamo cercando, senza l'aiuto di google map ma improvvisando, approdiamo invece al Parco di Villa Genero. Sguazzando nella neve che qui è caduta in quantità, ci arrampichiamo fin sul cucuzzolo dove c'è un tempietto purtroppo abbandonato. Che bello sarebbe potersi sedere al tavolino in primavera o in estate in questo punto magico, in mezzo a questi alberi strepitosi. E chiedere una birra o un tè, forse un panino. Sogni da Nord Europa. Invece questo tempietto è stato oggetto di riti satanici e di atti vandalici.

Scendendo di nuovo verso il Po, ci imbattiamo nella villa della Regina, con il parco e la vigna. La neve sta coccolando le viti. Da wikipedia apprendo una storia curiosa: è stata costruita da Maurizio di Savoia, uomo di cultura, che rinunciò alla porpora cardinalizia per sposarsi nel 1642 con la nipote Ludovica Maria di Savoia. Una moglie di 13 anni, mentre lui era vicino ai 50. Anche in Italia un tempo c'erano le spose bambine.

Di nuovo alla Gran Madre, scendiamo sull'argine destro del Po - un tuffo nel verde con l'acqua che scorre a valle mentre comincia a fare buio - per sbucare sul ponte Regina Margherita. Lo attraversiamo e raggiungiamo il Campus Luigi Einaudi, la nuova università inaugurata meno di tre anni fa, su progetto dello studio Foster&Partners.

Ed eccoci ora su un nuovo ponticello, sotto scorre la Dora Riparia. Mi soffermo a pensare, guardando l'acqua scura, ormai è buio. Mi dico che domani il nostro trekking urbano partirà sempre dalla Gran Madre e seguirà l'argine, fino alla confluenza con la Dora Riparia. Per andare a vedere dove questo affluente si tuffa nel Po. Ed è così che raggiungiamo l'enoteca Depepe, in via Cagliari 3, per bere un buon bicchiere di vino, e poi andare al ristorante con amici.

Domenica il tempo è più soleggiato e, partendo sempre dal ponte Vittorio Emanuele I, verso valle, arriviamo fino alla confluenza con la Doria Riparia e al Parco Colletta. Sul percorso troviamo tanti alberi, una vista stupenda sulla collina di Superga, anatre che sguazzano felici insieme alla nutrie, il monumento a Fausto Coppi e tanti torinesi che si scaldano le ossa, camminano, corrono, vanno in bici.

Quanto avrei voluto proseguire, ma era tardi, fino al Parco della Confluenza. Ma torneremo presto. Per non andare più via. L'app mi dice che abbiamo fatto 17 chilometri sabato e 13 domenica.

Auguro a voi lettori e a noi di mentelocale di fare tanta strada insieme, anche a Torino. Noi, come si vede, di energia ne abbiamo tanta. Per camminar pensando o per pensar camminando, scrivendo, fotografando, informandovi.

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