Magazine Lunedì 29 febbraio 2016

Regalo a mia figlia un computer così non ci penso più

Marco Candida

Di seguito vi proponiamo un estratto del libro di Marco Candida La notte della Donna Nera. Dimmi chi sono i tuoi nemici (edizioni Il foglio Letterario, 215 pp, 2016 ).

Magazine - Secondo nemico: la figlia

Con i genitori che si ritrova, è persin ovvio che prima o poi Selene sbandasse. È sempre stata una bambina brava. Studiosa. Educata. Comprensiva. Fino alla fine del Liceo né io né Elma abbiamo potuto lamentarci. Anzi, magari è stato proprio perché abbiamo avuto una figlia d’oro che ci siamo fatti i nostri porci comodi.

Le famiglie sono una strana cosa. Se i genitori sono in gamba, sono i figli a fare i loro porci comodi. Hai un genitore magistrato? E il figlio si dedica alla pittura o alla musica. Se ne frega del suo futuro. Fa volontariato. Poi, arrivato a trentacinque anni, ha bisogno lui di volontariato. Qualcuno che si occupi di lui. Se, invece, i figli sono in gamba, i genitori combinano casini. Si separano. Hanno amanti. Si sputtanano i risparmi facendo investimenti sbagliati. Rare sono quelle famiglie composte da tre o quattro persone rette. E di solito sono famiglie di geometri e ingegneri.

Selene ci ha fatto fare i nostri porci comodi per anni. Mettere su famiglia presuppone requisiti di base ben definiti. Oh sì. L’egoismo. Il sadismo. La mania del sesso. Elma e io questi requisiti li avevamo. Certo. La famiglia. I figli. Che cosa sono se non autopunizioni? Famiglia e figli danno una regolata. Senza famiglia, chissà cosa saremmo. Chi già altruista, chi già
brava persona difficilmente mette su famiglia. Criminali e poco di buono hanno moglie e figli. Le persone più insopportabili e inadatte hanno moglie e figli. Preti e santi una famiglia non l’hanno. Si mette su famiglia per le ragioni più schifose. Per darsi una regolata. Per fare qualcosa d’importante. O per caso: la ragione più insulsa. Persino per la carriera. Per avere la scusa buona di fare qualsiasi scempio dell’avversario; bisogna pensare alla pagnotta da portare a casa a moglie e figli. Poi lo stratagemma funziona pure. Questi egoisti, sadici e maniaci riescono a metterla a posto, la testa. Smettono con i vizi, persino. Non si può essere egoisti con i figli. Né cattivi. Non gli si può fumare in faccia. Né ci si può ubriacare. Bisogna educarli. Farli diventare persone rette. Questo, vogliamo.

Se gli insegniamo qualcosa di sporco, lo facciamo per farli diventare scaltri. Non per farli diventare cattivi. Nessuno, credo, vuole un figlio cattivo. Scaltro. Non cattivo. Un figlio ti cambia. Non c’è dubbio. Anche il sesso. Non lo puoi più fare. C’è il figlio. Per me e Elma questo è stato un problema. Ne abbiamo fatto così tanto… Solo che la famiglia funziona come antidoto al lato oscuro della nostra personalità solo per un po’. Poi il lato oscuro
ritorna. Arrivano i tradimenti. Le cose fatte di nascosto. I rapporti si logorano. E poi è il turno dei figli. Si mettono loro a dare problemi.

Che cosa abbiamo fatto per Selene, Elma e io? Se mi sforzo di pensarci bene, in tutti gli anni che ci siamo occupati di lei, quello che abbiamo fatto è stato… be’, regalarle l’Amiga. Questo abbiamo fatto. È un particolare che mi spezza il cuore, se ci penso. L’Amiga. Il computer. Ecco, cosa abbiamo fatto. Amiga in spagnolo significa Amica. Gliene abbiamo
comprata una. Perché Selene è figlia unica, ed era anche un po’ chiusa. Mi spezza il cuore pensarci. Come quelle famiglie dove ci sono tre televisori. C’è Sky. C’è il computer. Si diventa esperti di film. Ci si appassiona di musica. O di letteratura. O fumetti. Solitudine. Solo solitudine. Nostra figlia era sola. Chiusa. Così una bambina brava... E bellissima. Ma chiusa.
Timida. Perciò le abbiamo comprato l’Amiga. Questo gioco di significati tra amica e amiga mi fa venire i brividi. Davvero.

Selene è stata una bambina timida almeno fino a diciotto anni.

di Marco Candida

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