Magazine Lunedì 3 marzo 2003

Benedetti critici!

È difficile che i critici letterari facciano parlare di sé. Non è così per Carla Benedetti che con il suo saggio Pasolini contro Calvino, uscito nel 1998 presso Bollati Boringhieri, ha suscitato roventi polemiche, rimbalzate su tanti quotidiani e settimanali. La Benedetti è diventata famosa e la sua fotografia è apparsa anche su riviste patinate in quanto studiosa di successo.

Sono passati quattro anni ed ecco che, con la sua nuova raccolta di saggi Il tradimento dei critici, è arrivata la denuncia per lei e per la Bollati Boringhieri -la storica casa editrice torinese- per diffamazione a mezzo stampa. L’ex presidente del Teatro di Roma Walter Pedullà ha chiesto un milione di euro (due miliardi di vecchie lire) perché si sente diffamato dall’ultimo capitolo del libro, “Il caso Martone”, dove la Benedetti, analizzando articoli apparsi su diversi giornali, accusa i giornalisti di connivenza con il potere e Pedullà di essere il responsabile delle dimissioni di Mario Martone che in realtà avrebbe fatto un ottimo lavoro come direttore artistico dello stesso teatro.
Secondo Benedetti, i meccanismi del sottobosco che lei analizza -dalle telefonate per la richiesta di un favore all’autocensura a cui ormai le persone di cultura sarebbero abituate per mantenere le loro posizioni- fanno parte di quel “potere che ognuno conosce e nessuno racconta”. Tutti vittime di leggi invisibili, di consuetudini poco ortodosse, che ormai farebbero così parte dell’ambiente culturale e della critica letteraria e teatrale, che neanche più ci si accorge di un comportamento non certo tra i più trasparenti. Lobby e cordate di potere funzionali a mantenere gli equilibri così come sono, piuttosto che a elaborare progettualità culturale. Tutte opinioni firmate Carla Benedetti che varrebbero un milione di euro, appunto.

La rivista dei libri, guidata da Pietro Corsi, ex direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, ha pubblicato per esprimere solidarietà a Carla Benedetti, al quale hanno aderito scrittori di diverse generazioni, da Nico Orengo a Carlo Lucarelli, da Valerio Evangelisti a Enrico Palandri, da Antonio Moresco a Dario Voltolini, da Giulio Mozzi a Paolo Nori, da Aldo Nove a Pia Pera, da Tiziano Scarpa a Elena Stancanelli. Scorrendo la lista delle adesioni, si incontrano anche la filosofa femminista Adriana Cavarero, Gabriella D’Ina della casa editrice Feltrinelli, il giornalista Rai Flavio Fusi, il teorico del trash Tommaso Labranca, il musicista Carlo Boccadoro, conosciuto dal pubblico genovese. E poi docenti universitari italiani e stranieri. Non si capisce se le adesioni siano aperte a tutti oppure no, tant’è che cliccando sulla Rivista dei libri non si può aderire.
Pietro Corsi, in un editoriale apparso sulla rivista, intitolato La paura del confronto allude ad un clima di intimidazione, una moda in crescita “quella delle cause intentate da singoli individui contro colleghi attivi in vari settori della produzione culturale”.

E dire che Il tradimento dei critici, in quanto a denuncia del clima delle patrie lettere, non si ferma certo al caso Martone, ma scandaglia anche il caso Moresco, lo scrittore che, secondo Benedetti, avrebbe subito un pesante ostracismo da parte dei suoi colleghi critici. La raccolta comincia con un saggio già pubblicato da Feltrinelli, negli atti del convegno Scrivere sul fronte occidentale, che si è tenuto a Milano dopo l’undici settembre e dove l’autrice accusa i suoi colleghi di parlare del nulla: “La letteratura, la critica. Due recinti che in realtà sono uno solo, due schemi vuoti che hanno disciplinato la vita culturale degli ultimi decenni, oggi sempre più insostenibili, insopportabili”.
L’ultimo intervento de Il tradimento dei critici, invece, è a firma di Alfredo Salsano, il direttore editoriale della Bollati Boringhieri, dove si riassumono le decine di interventi polemici usciti sui giornali a seguito della pubblicazione del precedente libro, Pasolini contro Calvino.

Nella foto Carla Benedetti

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