Magazine Martedì 2 febbraio 2016

«Aiuto! Ho l'ansia degli esami. Smetto di studiare?»

Studiare
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Magazine - Cara Antonella,
navigando ho trovato questo bel sito e, ahimè, avrei proprio bisogno di un bel consiglio. Mi sono diplomata due anni fa, liceo classico, massimo dei voti. Da allora, il buio! Ho provato vari test d'ingresso e per mia (s)fortuna sono entrata a medicina. Ovviamente i miei genitori hanno fatto i salti di gioia, data la difficoltà del test e il futuro che questa facoltà assicura. Sono al secondo anno, e la sto vivendo male, ho dato pochi esami, la voglia di studiare è svanita e la cosa peggiore è che non riesco a comunicare con loro, anzi, con mia madre! Per lei o mi laureo, o mi laureo. Io a questo punto credo che il problema non sia la facoltà in sé, ma sono io. Sono una tipa estremamente ansiosa, che la notte prima di un esame sta male fisicamente, con capogiri, sudore freddo e tachicardia e non sono disposta a stare così per altri 4/5anni.
Lo so quanto importante sia lo studio, è quello che ho praticamente sempre fatto, "prima il dovere, poi il piacere" è solito dire mio padre, ma questa forse non sono più io...
Il problema è che non mi vedo proiettata a niente! Need help,

Michela
Cara Michela,
non è che smettendo di studiare, l'ansia guarisca. Saresti ansiosa anche se facessi la gelataia. Capisco che, dopo due anni di tentativi, una persona si senta un filo scoraggiata, specie se prima aveva un rendimento scolastico molto alto. Ma devi fare qualche domanda a te stessa più che a me, visto che (al solito...) non mi dài elementi su cui riflettere. Prova a chiederti quale sia la differenza tra il liceo e l'università. Prova a chiederti quanto ti interessi medicina. Prova a chiederti se in passato tu abbia mai avuto un progetto e quale sia stato e perché tu lo abbia abbandonato. Mi sembra che il tuo problema sia collegato alla relazione con i genitori e mi sembra che il dialogo scarseggi. Invece l'argomento deve essere affrontato e senza dilazionare. Se vorrai, dopo che avrai risposto alle domande e prima di affrontare tua madre, riscrivimi,

ciao,

Antonella

di Antonella Viale

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