Magazine Venerdì 28 febbraio 2003

Musica in terza di copertina

Magazine - «In un certo senso quello di sabato sarà un ritorno alle origini».
parla della serata che lo vedrà protagonista il 1° marzo al Teatro della Tosse (inizio alle ore 21, ingresso gratuito).
«Salirò sul palco per dialogare con il pubblico, come succede di solito. Ma in più, questa volta, ci saranno delle parti musicali: suonerò assieme ad Arup Kanti Das, un percussionista indiano molto bravo». Un ritorno alle origini, appunto. Un po’ perché il padre dello scrittore è originario di Genova («ma ci ha vissuto poco»), un po’ perché De Carlo, ai tempi dell’Università suonava in un trio blues.

«Non direi che si tratta di uno spettacolo. È più la voglia di coinvolgere la gente in qualcosa di privato, ma che era bello condividere». Le musiche che De Carlo suonerà alla Tosse sono le stesse che ha inciso e inserito come gradito omaggio nella terza di copertina del suo ultimo romanzo, I veri nomi. «Sono musiche nate come improvvisazioni, poi ci ho lavorato mentre scrivevo il libro. Diciamo che il disco e il romanzo hanno avuto una gestazione parallela. Due delle canzoni portano il nome dei personaggi del libro. Però non sono state concepite come una colonna sonora. Quello tra romanzo e musica deve essere un rapporto libero».

La passione per la musica, quella per la fotografia, le esperienze come sceneggiatore, aiuto regista (per Fellini) e regista cinematografico (ha diretto il film tratto dal suo primo romanzo, Treno di panna). De Carlo da sempre cerca vie alternative alla scrittura per esprimersi. «La mia è stata una ricerca. All’inizio mi incuriosivano di più fotografia e cinema, non sono partito per fare il romanziere. Ma poi, quando lo sono diventato, ho sempre cercato di guardarmi attorno: bisogna essere consapevoli che il proprio non è il solo mondo possibile. Inoltre penso che la letteratura abbia bisogno di nutrirsi di altri linguaggi».

Parlando di linguaggi non si può non toccare l’argomento di Internet: «A dire il vero pensavo che lo sviluppo Internet sarebbe stato più veloce: sia nel fiorire di nuovi linguaggi, sia nella diffusione. C’è sempre più gente che va in Rete, ma è un uso un po’ passivo: un po’ come guardare la televisione. C’è poca propensione a interagire con il mezzo. Il potenziale di Internet è enorme, e mette a disposizione canali di informazione liberi, come non ce ne sono in giro, ma non è ancora sfruttato al meglio».

Di sicuro De Carlo mostra di essere molto interessato agli sviluppi del Web. Il suo è uno dei più bei tra quelli degli scrittori italiani. «Ho collaborato direttamente a realizzarlo perché volevo che rappresentasse un percorso attraverso quello che ho fatto e quello che penso. Ho voluto dargli una mia impronta. Certo, non l’ho potuto fare proprio tutto da solo, altrimenti sarebbe venuto ancora diverso da come è». Il consiglio è di farci un giro, ne vale la pena, sia per gli appassionati lettori dei romanzi dello scrittore (citando a caso Due di due, Yucatan, Uccelli da gabbia e da voliera, Di noi tre), sia per chi vuole iniziare a conoscerlo. E, magari, partecipate al forum: «Trovo sia uno strumento davvero importante. Ho anche invitato chi partecipa a inviare i propri scritti, per dare l’occasione a chi scrive e non ha visibilità di far leggere le sue cose. Trovo sia una delle risorse della Rete, una grande possibilità in un mercato editoriale dove pubblicare, per un esordiente, è diventato praticamente impossibile».

di Donald Datti

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