Magazine Mercoledì 3 febbraio 2016

Per noi milanesi Riva Trigoso è una vera tana

Il gruppo degli adolescenti milanesi mentre pratica yoga sulla spiaggia
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Magazine - Mi hanno già invitato diverse volte, Monica e Paola. Con il loro gruppo di amici, hanno trovato a Riva Trigoso, in Liguria, quello che inutilmente vanno cercando per le strade di Milano. Trascorrono qui le feste comandate, i weekend e parte delle vacanze estive. Da subito mi ha stupito questo loro vivere in comunità, anche se ognuno ha una sua casa in affitto o di proprietà. Si incontrano la sera per cenare insieme, anche in più di venti, unendo i tavoli appena fuori dall’uscio delle loro abitazioni, che si affacciano sul mare e sulla passeggiata. Chi arriva il venerdì sera da Milano a tarda ora, sa che troverà un piatto caldo a attenderlo a casa di Giorgio, che ha scelto di vivere qui tutto l’anno. Stanno quasi tutti a Riva Ponente, nella parte più antica, a ridosso della battigia.

Un gruppo che si è formato poco alla volta, con il passaparola. Appena si libera un appartamento convincono altri amici ad entrare a far parte del clan. Riva è una piccola oasi lontana dal traffico dove il tempo si dilata e l'aria è respirabile. Un po’ isolata, rispetto ad altre cittadine liguri, nessuno passa di qui per caso, è in gran parte pedonale e conserva ancora alcune tradizioni antiche. È possibile acquistare il pesce direttamente dalle barche dei pescatori, così come fermarsi ad ascoltare gli anziani che raccontano storie d’altri tempi, in piazzetta Ghio.

E i bambini, vogliamo scherzare? Godono di una libertà impossibile per i parametri milanesi, hanno gli amici e le amiche del cuore a portata di mano, basta girare l’angolo e bussare al portone, posto che sia chiuso. E poi girano a piedi nudi, imparano a misurarsi con la natura, e con il cambiare delle stagioni.

I cantieri navali tengono a freno quel tipo di turismo che va alla ricerca del luogo pittoresco e incontaminato a tutti i costi. Inoltre rendono il paese vero, perché molti residenti ci lavorano. «L'unica nota dolente è che spesso vengono varate navi militari», mi dicono spesso le mie ospiti. Paola è un’artista e Monica un’avvocata, in due hanno messo al mondo quattro figli, che qui a Riva hanno trovato la pacchia.

Oltre alla gang di umani, c’è quella dei cani: Ziggy, Emi, Fram, Giasone, Charlie, Annie, Nanà e Maya, l'ultima arrivata. Girano liberi, come i bambini. Se si allontanano, sanno sempre ritrovare la strada di casa.

Come dicevo, l'aperitivo e la cena costituiscono la principale occasione di ritrovo, però spesso armati di scarpe da trekking si inerpicano per i sentieri verso punta Manara e Sestri Levante o punta Baffe e Moneglia, inforcano la bicicletta o si danno appuntamento al campo da tennis. D’estate, le nuotate sono protagoniste, oppure le gite in canoa lungo la costa. Magari fanno tutti insieme yoga sulla spiaggia, anche i bambini. E poi i tornei di carte, in questo periodo si stanno allenando a cirulla per sfidare le nonnine rivane, che nelle giornate calde si sistemano con il loro tavolo da gioco sotto il pitosforo più grande.

Poi c’è chi dorme, per recuperare la stanchezza accumulata a Milano, tra casa e lavoro, chi trova finalmente il tempo per leggere o per fare bricolage e, magari, partecipare al mercatino dell'artigianato che si svolge nei weekend estivi. Nicola, che fa il grafico, ha fondato un canale web amatoriale che si chiama Telerivadolceriva e che racconta la vita della cittadina, i dintorni e tante altre cose. Ogni tanto, anche d'inverno, Monica tira fuori un banchetto sulla passeggiata e espone i suoi pesci, degli oggetti multicolori e multiformi, costruiti con residui e materiali di scarto che trova sulla battigia. Lo fa forse per entrare in contatto con il passato, quando davvero c'era tanta gente che viveva così. E a me questa cosa piace molto, è divertente e dà da pensare.

Settembre, ottobre, aprile e maggio sono i mesi più belli. La spiaggia è tutta per loro e per i rivani. Non ci sono le barche ormeggiate in rada che nascondono il profilo dell'orizzonte. Con un po’ di coraggio a Riva è sempre possibile fare il bagno. Il 26 dicembre c'è il cimento invernale: «Quest'anno ci siamo tuffati in 210!», mi raccontano. Riva poi è speciale perché ha una delle poche spiagge libere rimaste. Gli ombrelloni e gli asciugamani sono tutti diversi, niente geometria e monotonia.

Per comprare la torta di riso c’è la gara. Amano la verdura che comprano in paese, la cima genovese, la focaccia e la pizzata ligure, il tipico cappon magro e, come no?, il pesto.

Certo il carattere dei rivani, come di tutti i liguri è più chiuso di quello dei milanesi: «Sono gelosi del loro territorio e un po’ mal disposti verso le novità – mi spiegano Monica e Paola - Manca un po’ di fiducia nei confronti dei turisti o di chi, come noi, viene qui per sentirsi a casa. Non sempre il rapporto è idilliaco, spesso veniamo percepiti come coloro che fanno aumentare i prezzi e come quelli che credono di poter comprare ogni cosa. Ma, chi ci ha dato la possibilità di farci conoscere, ha apprezzato l'amore, l'interesse e il rispetto che nutriamo per questo luogo e per le sue tradizioni».

Non tutti i gestori sono accoglienti allo stesso modo: «Ma alcuni ci riservano sempre un sorriso. Fare la spesa di verdura e prodotti biologici nel negozietto delle Sorelle è una tappa obbligata – continuano - così come nell'ottima pescheria adiacente, gestita prima da Mary e ora da sua nuora Adele. Un ottimo posto è anche la vineria di Fabrizio, situata di fronte al mare alla fine della passeggiata. Anche Luciana della pizzeria Ucantu ci coccola sempre. Vi raccomandiamo le sue acciughe fritte, la pizzata e i dolci fatti in casa. La focaccia migliore si trova in una piccola panetteria a ridosso dei cantieri, nascosta in un vicolo di Riva Levante. La macelleria di Giuliano e Nadia ha carne di qualità e un angolo di gastronomia delizioso.»

«A Riva Ponente i bar che frequentiamo sono il Kiki che organizza dei concerti di musica dal vivo ricercata e di qualità, il Blu bar che ha uno schermo gigante per gli eventi sportivi e brioches fino a tarda mattinata, cosa rara in Liguria, poi il Key West per l'aperitivo e la gentilezza dei proprietari. Infine il Bunker per l'imbattibile posizione sulla spiaggia e la simpatia di Angelo e Sabrina. Fino a pochi mesi fa il fiore all'occhiello di Riva era il negozio-showroom DolceRiva di Massimo Palomba che vendeva borse e cinture di pelle, reperibili solo nei negozi più esclusivi di moda nel mondo. Ora si è trasferito a Sestri Levante.»

Insomma una comunità diversa da quelle formate dai milanesi che vanno a Camogli, Sestri Levante o in altre parti della Liguria: «Alcuni ci definiscono radical chic, però forse la nostra è po’ una comune anni Settanta.»

Per le festa di compleanno si ritrovano sempre anche a Milano. Il viaggio verso Riva Trigoso è un'occasione per stare insieme: hanno inventato il loro blablablaRiva. Chi sta per partire lo comunica a tutti nel gruppo di whatsapp, dicendo quanti posti ha disponibili in auto e non parte senza averli prima esauriti.

L’estate sarà bella, ma d’inverno Riva è davvero tutta per loro, il momento giusto per entrare in contatto con i rivani e trascorrere un po’ di tempo insieme agli abitanti. D'estate invece, in particolare nei weekend di giugno e luglio, la spiaggia e la passeggiata si popolano di visi sconosciuti: «E noi, che ci sentiamo rivani di adozione, storciamo un po’ il naso», concludono le mie amiche. Ormai la frittata è fatta, sono diventati gelosi del territorio anche loro. La Liguritudine è uno stato d’animo che contagia. Inesorabilmente.

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