Magazine Venerdì 15 gennaio 2016

Bologna non c'è più: gli anni di piombo in un noir

Finestra in un muro di mattoni a Bologna
© Shutterstock

Magazine - Con Bologna non c'è più, un'altra indagine di Galeazzo Trebbi (Frilli, 2015, pag 224, 11,90 Euro) ritorna in libreria Massimo Fagnoni, esponente bolognese del vivaio Frilli con il suo Galeazzo Trebbi, investigatore privato di tante qualità.

Per chi non l’avesse già conosciuto, ritengo doveroso spiegare che Trebbi è un ex poliziotto costretto alla pensione anticipata da un grave ferita ma anche un uomo solo, severamente provato nei suoi affetti familiari con la moglie morta di tumore e l’unica figlia chiusa in una clinica, ridotta a un vegetale dagli stupefacenti. Ma tutto questo invece di distruggerlo l’ha temprato come una lama d’acciaio, facendo di lui una persona speciale dotata di acume e di un’impeccabile dirittura morale, ma che sa anche guardare in faccia la realtà. Tutte doti che stavolta dovrà usare fino in fondo quando quasi per caso si troverà immischiato in un’amara vicenda drammatica. Qualcosa di possibile? Forse o forse no in questa Italia dove tutto e tutti sembrano voler cambiare ogni giorno qual piume e al vento. Torna il passato? Beh in Bologna non c'è più si parla di terrorismo. Lo si teme. Un ritorno agli anni della lotta armata? Oppure i motivi che muovono gli animi sono diversi?

Pietro Ricci, personaggio di spicco, se non il vero protagonista della storia è un ottimo educatore bolognese, cinquantenne, è scontento del suo lavoro, perché con uno stipendio da fame, è costretto da anni a gestire pazienti con gravi disturbi psichiatrici. Unica soddisfazione personale è il suo seminario sul terrorismo legato alle Brigate Rosse, dove ha incontrato sia persone interessate all'argomento ma anche altre che si sentono emarginate da un mondo che pare voler solo divorare i propri figli.

Pietro Ricci incrocia Galeazzo Trebbi alla piscina Vandelli dopo una nuotata davanti alla macchinetta del caffè e scambiano tranquillamente due chiacchiere.

Un incontro che sembra quasi il gong in un incontro di pugilato e dà il via alla seconda avventura di Galeazzo Trebbi, costretto stavolta a fare prima emotivamente i conti con il suo passato. Infatti convocato e assunto da una famiglia di grandi industriali bolognesi per rintracciare il loro unico erede, caduto vittima di un perverso giro di droga, Trebbi s’ingegna di tirarlo fuori ma poi, volente o nolente, verrà coinvolto dall’amico commissario Guerra in un’inchiesta a seguito di un’improvvisa serie di attentati politici, che parrebbero legati allo spaventoso recente passato, gli anni di piombo, i crudeli anni ’70, che tanto hanno segnato la storia del nostro paese.

Trebbi infatti deve aiutare Guerra a scoprire cosa sta accadendo a Bologna fra i gruppi della sinistra più marginale e cosa sta per esplodere. Bisogna farlo alla svelta. Darsi da fare e scoprire cosa c’è dietro. Povertà? Emarginazione? Necessità di rivalsa? Quando centinaia di giovani e meno giovani sono costretti a confrontarsi giornalmente con il bisogno e la prevaricazione?

Una storia lunga, complessa, dolorosa, mai scontata. Dove si parla di sentimenti veri, di stati d’animo quali rabbia, odio, ingiustizia ma anche di amore tra persone. Una storia che finisce con il far diventare Trebbi più che un protagonista, un inquieto, confuso e quasi impotente spettatore della tragedia messa in scena da tanti personaggi inquieti e confusi più di lui. Costretto ad accettare tristi e imprevedibili verità e a mettere a tacere il lato più nascosto del suo io.

Quali potrebbero essere i veri moventi di una nuova avventura politica? O meglio di una nuova rivendicazione politica? Ma quali invece sono le reali motivazioni che spingono questi nuovi combattenti armati?

Il romanzo fruga e approfondisce nel tentativo di portare avanti vecchie domande senza risposta legate ai lunghi e sanguinosi anni del terrorismo italiano. Si potrà mai chiarire e chiudere definitivamente con questo passato, oppure no?

di Patrizia Debicke van der Noot

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