Magazine Giovedì 7 gennaio 2016

«Sono cattolico, ma ho paura di essere bisessuale»

Giovane che prega
© Shutterstock

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Magazine - Salve Dottore,

vorrei raccontarle la mia esperienza personale. Sono un ragazzo di 18 anni, premetto di nn essere mai stato fidanzato fino a quando 6 mesi fa mi sono innamorato della mia migliore amica. Una ragazza che conoscevo solo da un anno e mezzo. Anche lei si é innamorata di me, è il primo amore ricambiato ed è nato tutto spontaneamente.

Io la amo con tutto il mio cuore e vorrei sottolineare che sono cristiano quindi il sesso prima del matrimonio non lo faremo.
Però sono molto attratto da lei e anche se, secondo il nostro credo, non dovremmo fare certe cose, a volte ci masturbiamo. Io mi masturbo anche da solo, ma il punto é che nn sempre penso a lei, ma vedo anche video porno gay.

Premetto che da bambino, a 12 anni, ho avuto rapporti di masturbazione e sesso orale, con mio cugino, che mi appagavano molto e se ci ripenso e non avessi una fidanzata, lo rifarei. Ora abbiamo smesso, ma ne sono arrapato, se ci penso.
Inoltre non mi stimo molto, non ho un bel fisico e quando vedo bei ragazzi, aitanti o comunque belli fantastico, vorrei avere un rapporto di sesso orale (non anale) e masturbazione reciproca.
Tutto questo mi fa soffrire molto per diversi motivi:

  1. sono cristiano e dovrei non masturbarmi.
  2. sento di tradire la mia fidanzata.
  3. io non sento di amare i ragazzi, però ci faccio fantasie sessuali.
  4. amo la mia ragazza tantissimo e anche da bambino ho amato ragazzine,

Non sono effemminato. Sono sensibile. Però da piccolo piccolo, giocavo con le bambole e mi piaceva mettermi la gonna di mia madre e cose del genere.
Ora non lo rifarei, però tutto questo mi fa paura perché io non voglio essere gay o comunque bisessuale. Secondo lei, trovando la forza (nel Signore), per smettere di guardare porno gay e amando completamente la mia ragazza, potrebbe passarmi questa voglia di ragazzi con cui masturbarmi o con cui fare sesso orale?

A.

Buongiorno A.,

la ringrazio per aver scritto,ma devo ricordarle che i miei campi sono la psicologia e la sessuologia. Mentre lei mi pone delle domande che riguardano la sua Religione e la sua Fede, che non sono ambiti di mia competenza.

Quindi mi limiterò solo a fare alcune riflessioni che non riguardano gli aspetti religiosi. Intanto vorrei ricordarle che l'Amore ed il Sesso non sono sinonimi e spesso seguono due strade diverse. Ed anche se sarebbe molto bello, che coincidessero, ciò accade molto più facilmente nelle favole che non nella realtà.

Dunque lei, che ama la sua ragazza, ma che è attratto anche da altri aspetti erotici, non sarebbe certo un'eccezione. Così come non sono strane alcune divagazioni sul fronte omosessuale che, nella popolazione, specie in età adolescenziale, sono più frequenti di quanto non si creda e che già da tempo non sono considerate, malattie (vedi DSM5).

E sa perché insisto su questa linea di non preoccupazione?
Perché, lei, nella sua storia, che sembra imperniata sui comportamenti sessuali, introduce un altro aspetto forse ancora più importante: la scarsa stima di se stesso. E questo, al di là degli aspetti erotici, affettivi e relazionali, (ed anche di quelli religiosi) è un fatto che richiede una maggiore attenzione.
Perché è intorno all'idea che abbiamo di noi stessi e del posto che riteniamo di avere, nel mondo, che ruota tutto il resto.

Inoltre lei parla di non accettazione e di paura rispetto al pensiero di poter essere gay o bisessuale. Credo che, con queste parole, lei, in sostanza, voglia dire che, sentendosi poco sicuro di sé, lei sperimenta una forte ansia (che diventa dubbio e timore) di essere diverso. (Anche se sarebbe interessante sapere: diverso, da cosa? o meglio, diverso da chi?) Diverso e dunque sbagliato?

Queste sono premesse che non aiutano ad affrontare compiutamente, la vita.
Ecco, io penso che intraprendere un percorso per capire le fasi del suo sviluppo e per migliorare la fiducia in se stesso, sarebbe, per lei, la cosa migliore per permetterle di vivere al meglio la sua vita, le sue relazioni affettive e la sua componente sessuale.

Ovviamente, sulle tematiche presenti nel suo racconto, avrei ancora molte altre cose da dire, ma preferisco terminare con una frase, non mia, ma che credo lei sappia riconoscere: siamo qui per comprendere, chi siamo noi per giudicare?

Dott. Marco Emilio Ventura
Psicologo - Psicoterapeuta - Sessuologo
Genova

di Marco Ventura

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