Magazine Giovedì 7 gennaio 2016

Nilou e i giorni meravigliosi dell’Africa

White stork
© shutterstock

Magazine - Nella vita ogni tanto ben venga tornare bambini per un po’ (magari sembra difficile data l’età), ma bisogna provarci a qualunque costo in questo mondo che, giorno dopo giorno, ci regala tristi doni spaventosi. Una bella spinta ce la dà Guido Conti portando in libreria, sempre esaltata dai suoi straordinari disegni, la seconda avventura di Nilou la Sua cicogna che, anche stavolta, riesce a stupire e a toccare il cuore.

Già proprio lei Nilou, la straordinaria protagonista di Il volo felice della cicogna Nilou, la piccola cicogna con il nome di una principessa d’oriente e che, di una principessa, ha la bellezza e l’eleganza. Ve la ricordate?

Questa volta Nilou, il suo giovane compagno Mian e il fraterno amico e faro, il fringuello Hadì, alla ricerca della mamma di Nilou - da lei persa durante una tempesta - sono in Africa e avanzano nella savana e nella sconfinate distese desertiche dove gli uomini si combattono e si uccidono senza pietà e una guerra avanza implacabile.

Una favola per bambini e adulti, alla scoperta delle meraviglie di questo continente, ma dove Nilou, Mian e Hadì incontreranno il pericolo, attaccati e inseguiti dalle perfide iene, perché anche quello è un mondo dove «il più forte vuole mangiare il più debole». E, quante similitudini con le reazioni di noi, cosiddetti esseri umani, si troveranno di fronte l’egoismo di certi abitanti della savana che rifiutano di accogliere e accettare il diverso, come una piccola cicogna nera, Jamila, resa orfana dalla guerra che infuria.

Jamila non sa ancora volare, e allora Nilou, come una nuova mamma, le resterà vicina, proteggendola, nutrendola e facendole da maestra fino a quando sarà in grado di sbrigarsela da sola.

Le pagine di Nilou e i giorni meravigliosi dell’Africa (Rizzoli, 2015, p.84, 14 Euro) divise in capitoli, titolati solo da numeri dipinti in corsivo, corrono veloci tra eventi imprevedibili e straordinari incontri con strani animali, come Badù, il marabù che ammannisce lezioni di filosofia, o con Amir, il giovane principe degli ippopotami, che salverà la piccola Jamila caduta nell’acqua durante il suo primo volo.

E insegnando una realtà dove la guerra degli uomini unisce in una stessa fuga prede e predatori. Già le guerra degli uomini che, secondo il filosofo Badù, è: «Una cosa stupida che solo la razza umana può concepire. Tra noi animali la guerra non esiste perché la guerra nasce solo nel cuore degli uomini. Ḕ lì che s’annida.». «Gli uomini uccidono, si fanno a pezzetti, così, a volte perché vogliono il potere, a volte per arricchirsi, a volte, ed è peggio, con violenza gratuita.» Le iene sempre all’attacco costringeranno Nilou, Mian e Hadì ad attraversare un deserto per raggiungere di nuovo prati verdi e un lago, ma là, la morte in agguato. Difficile scamparla. Ma sì, la salvezza scende dal cielo perché si sa, nelle favole il bene che si è dato, viene sempre reso.

Con un intenso finale a sorpresa, la seconda avventura di Nilou ci prepara alla terza.

di Patrizia Debicke

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