Attualità Magazine Lunedì 14 dicembre 2015

È morto Mario Dondero: una vita alla ricerca della verità

Mario Dondero, a Palazzo Ducale, Genova, nel 2013

La mattina di mercoledì 16 dicembre verrà allestita una camera ardente nella Sala dei Ritratti presso il Palazzo dei Priori, in piazza del Popolo a Fermo, per dare la possibilità a tutti di passare a salutare Mario. Alle 14.30 avrà inizio una cerimonia funebre in cui alcuni degli amici più cari saranno invitati a ricordare Mario. Finita la cerimonia Mario sarà trasferito al cimitero di Fermo per la sepoltura.

Magazine - Oltre mezzo secolo di fotografie: dai temi del lavoro a quelli della politica, fino agli eventi che hanno fatto la storia e ai ritratti di artisti e persone comuni.

Questo era Mario Dondero, uno dei più importanti fotografi italiani del Novecento, morto a Fermo dopo una lunga malattia. Aveva 87 anni. Una vita intensissima, la sua, vissuta all'insegna dell'immagine che trasmette sentimenti e umanità. La sua umanità.

Nato a Milano nel 1928, ma di origini genovesi - era stato nominato Camallo onorario dalla compagnia dei portuali, e di questo titolo andava fierissimo -, ha dedicato la sua esistenza all'immagine, che per lui valeva di più di mille parole.

La politica lo ha guidato in quei teatri di guerra che ha sempre voluto fotografare fedelmente, con le sue immagini in bianco e nero. Come quando fotografò la caduta del Muro di Berlino: lui era lì, per strada, tra le persone, e insieme a loro cambiava il mondo, raccontando poi a noi ciò che aveva visto.

Giovanissimo, era stato partigiano nella Val d'Ossola; poi si era avvicinato al giornalismo, prima come cronista, utilizzando la penna, poi con la sua inseparabile Leica. Da Milano si spostò a Parigi, dove collaborò con con L'Espresso, L'Illustrazione Italiana, Le Monde, Le Nouvel Observateur, Daily Herald.

Proprio a Parigi scattò una delle sue foto più celebri: il gruppo degli scrittori del Nouveau Roman - Alain Robbe-Grillet, Claude Simon, Claude Mauriac, l'editore Jérôme Lindon, Robert Pinget, Samuel Beckett, Nathalie Sarraute, Claude Ollier - nell'ottobre del 1959, davanti alle Éditions de Minuit, a Saint-Germain-de-Prés.

Appassionato di Africa, ha collaborato anche con le riviste Jeune Afrique, Afrique-Asie, Demain l'Afrique; per Il Giorno seguì da Parigi la Guerra d'Algeria. Grande sostenitore di Emergency, ha documentato il lavoro dei volontari in Afghanistan.

Mario Dondero, modello per moltissimi giovani fotografi, aveva lui stesso un fotografo di riferimento: Robert Capa. «Troppa estetica uccide la verità», diceva Dondero. E proprio la sete di verità condivideva con Capa, insieme al talento e alla passione e alla diffidenza nei confronti dell'estetica.

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