Magazine Martedì 1 dicembre 2015

Tra tradimenti e lauree, la Posta del Cuore

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Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Care lettrici e cari lettori,
c'è un po' di posta arretrata, quinsdi oggi vi infliggo ben due mail.

Gentile Antonella,
ho un problema, ero l'amante di un uomo sposato che a sua volta mi ha tradito con un altra donna. Io quando l'ho scoperto sono stata e sto ancora molto male. Lui diceva di amarmi e invece mi ha tradito. Quando mi sono accorta del tradimento gliel'ho detto, e lui ha cominciato ad insultarmi mi ha persino sputato in faccia. Ora voglio vendicarmi dicendo alla moglie che la tradisce. Quali parole posso usare? E come potrebbe reagire sempre la moglie?

Grazie del consiglio,

Dani
Buongiorno Dani,
è passata una settimana da quando ho ricevuto la sua mail e spero si sia calmata. Se no, si calmi adesso. La moglie tradita non merita un colpo basso, visto che ne avrà già abbastanza di un marito traditore multiplo. Trovi un altro mezzo,

Antonella

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Salve Antonella,

le racconto la mia storia. Terminato il liceo classico, non avevo le idee chiare riguardo la scelta dell'università, ma poiché non avevo molte alternative nella zona in cui vivo, mi sono ritrovata a frequentare la facoltà di giurisprudenza. Ci sono rimasta un anno e mezzo e senza grandi risultati, così ho preso la decisione di iscrivermi alla facoltà di lettere con indirizzo lettere moderne. Ora, se devo essere sincera, pur riuscendo a prendere buoni voti al liceo, non ho mai avuto grandissima passione per le materie umanistiche. Oggi posso dirle che, quando per via di un esame di letteratura mi tocca leggere brani e testi poetici estratti da opere famose e importanti, non la trovo una cosa del tutto noiosa e sgradevole.

Molte volte mi sono interrogata su me stessa, sulle mie aspirazioni e inclinazioni, per cercare di capire se mi trovassi davvero nel posto giusto.
Spesso mi ritrovo, anche inconsapevolmente, a stilare delle vere e proprie critiche riguardo film o libri e questa è una cosa che, in verità, è mia sorella che mi porta a osservare. Ricordo che alle medie la mia professoressa di letteratura mi diceva che quando scrivevo un tema facevo molta attenzione alla forma, ai costrutti, alla grammatica in generale, nonché alla punteggiatura, per cui, mettendo insieme questo parere e quello di chi mi sta intorno ora, sono giunta alla conclusione che, forse, e dico forse, il settore dell'editoria potrebbe fare al caso mio.

Sono incline alla lettura,è vero. Mi piace passare il mio tempo libero leggendo romanzi e soprattutto fanfiction che trovo in rete e questo mi ha portata a riflettere su me stessa e le mie inclinazioni. Molti capiscono quello che vorrebbero fare da grandi già intorno ai 13/14 anni. Ora le chiedo, è possibile capire a 26 anni compiuti, a 7 esami da una laurea in lettere moderne, ciò che si vorrebbe diventare? Da un po' di tempo penso che mi piacerebbe molto poter lavorare nella redazione di una casa editrice come correttrice di bozze, oppure mi piacerebbe curare la scelta degli aspetti formali di un romanzo prossimo alle stampe, insomma, tutto ciò che riguarda la pubblicazione di un libro in generale. Ma ho dei dubbi su me stessa.

Mi sto chiedendo se non sia solo un'idea che mi sono messa in testa ora, una specie di finta giustificazione alla situazione in cui mi trovo, che non è delle più felici. Attualmente mi sento persa e confusa su molti aspetti della mia vita. Ho solo un'amica che vedo solo nel week end perché studia lontano da casa,e tuttavia non mi sento in pace neppure con lei, perché a volte ho l'impressione che io per lei sia solo un diversivo e che non tenga veramente a me.

Non so, forse sono state le esperienze passate a rendermi diffidente, ma credo che c'entri anche la situazione familiare. Ultimamente ho dei contrasti con mia madre riguardo l'università, lei continua a ricordarmi il peso delle tasse universitarie e le spese per i testi d'esame e io mi sento persa più che mai, soprattutto quando mi dice che la scuola non serve a niente, che quello che studio io non serve a niente.

Ho curiosato un pò in internet per informarmi sui vari corsi universitari e i master relativi all'ambiente dell'editoria e devo dire che ho fatto scoperte molto interessanti. Il problema è che costa tutto molto, per non parlare del fatto che molti di questi corsi si tengono a centinaia di km da casa. Io sono legata alla mia famiglia e l'idea di lasciarla per andare a vivere da sola o ritrovarmi a condividere la casa con altri studenti un po' mi spaventa, però credo che la vita sia rischiare e tentare di superare i propri limiti e le proprie paure.

Ho considerato anche l'idea di terminare gli studi e prendermi poi un anno per cercare di mettere da parte la somma che mi servirebbe per conseguire ulteriori titoli di studio e spesso questa idea si alterna a quella di studiare e lavorare contemporaneamente, oppure ad un'altra idea ancora che è quella di mollare lettere per iniziare dei nuovi e più specifici corsi. Sono molto confusa e giorno dopo giorno, anche se mi ripeto oggi studierò tanto e mi concentrerò solo sullo studio, mi ritrovo a rimuginare su tutta quanta la mia situazione. Vorrei riuscire a trovare qualcosa che mi dia la giusta spinta per proseguire serenamente, ma non so proprio come fare.

Lorelai Gilmore
Cara Lorelai,
certo, è possibile trovare la propria strada alla sua età. Benché, a giudicare proprio dall'uso della punteggiatura, da un errore ortografico che ho corretto e dalla scarsa capacità di sintesi, credo dovrà faticare parecchio per raggiungere l'obiettivo. Che può essere un bene, spesso la tenacia ha la meglio su tante altre doti. Tuttavia le suggerisco di dare questi sette esami in fretta, cercare di frequentare i corsi collegati all'editoria in estate oppure sfruttarla per lavorare, risparmiare e iscriversi in autunno. Oggi la laurea è necessaria ed è indispensabile per lavorare in campo culturale.
Coraggio, resista e si laurei,
Antonella

di Antonella Viale

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