Magazine Lunedì 30 novembre 2015

Ayse Kulin e l'ultimo treno per Istanbul

Istanbul
© Shutterstock

Magazine - Nell’ultimo treno per Istambul (Newton Compton, 2015, 336 pagine, 12 Euro) basato per buona su commoventi testimonianze dirette, Ayse Kulin, grande e famosa autrice turca, ci fa rivivere la fantastica epopea di un treno che partito nel 1942 da Parigi per Istambul, con a bordo circa 400 passeggeri ebrei turchi o di altra nazionalità dotati di passaporti falsi, riuscì ad attraversare la Germania, sotto il tallone di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale, permettendo ai viaggiatori di sfuggire alla barbarie nazista e alla morte.

Ciò nondimeno L’ultimo treno per Istambul rappresenta anche un’interessante testimonianza di quell’epoca: si parla di politica internazionale, di alternative di campo ma anche di rapporti affettivi e la Resistenza, nelle sue pagine, assume un carattere diverso e più umano, di solidarietà. La guerra ha messo ogni persona di fronte alla propria realtà, turbando spesso i rapporti di famiglia e di coppia. Ogni scelta poteva essere un rischio. Non è mai facile riuscire a pensare liberamente e saper difendere i propri valori.

Purtroppo qualche volta le traduzioni stentano a ricreare appieno certi dialoghi, le ambientazioni, la mentalità e magari certe atmosfere legate a un mondo che fu. Ciò nonostante questa fiction, un mix tra verità e romanzo, con per scenario Ankara, Parigi, il Cairo e Berlino funziona. Merito soprattutto, io credo, della vera storia dell’audace piano di fuga, portato spavaldamente a termine da un pugno diplomatici turchi ( quando ogni loro atto poteva mettere a rischio la neutralità della Turchia) anche con l’appoggio della resistenza.

La trama, o meglio il filo conduttore, una storia d’amore e coraggio che tiene il lettore con il fiato sospeso fino alla fine, prende il via ad Ankara negli anni ‘30 .

Selva, una bella ragazza dai lunghi capelli biondi, figlia minore dell’ultimo pascià ottomano della Turchia, si innamora ricambiata di Rafo, Rafael Alfandari, un giovane ebreo, suo amico da anni e decide di sposarlo. Ma quando la sua famiglia li scopre, scoppia lo scandalo: questo matrimonio non s’ha da fare. E benché Rafael sia un giovane brillante, con un fulgido avvenire davanti a sé, tutto rema contro la loro unione. Gli usi e costumi della religione musulmana dettano legge anche nella famiglia di Selva, massima esponente dell’alta società turca, che si dichiara moderna e che ha fatto educare i propri figli in Occidente. Ma Selva si ribella.

Il suo matrimonio, celebrato quasi di nascosto a Istambul e solo in presenza dei testimoni, otterrà solo il consenso della madre. E subito dopo lei e Rafael dovranno partire per Parigi.

Mala seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca della capitale francese li costringeranno a trasferirsi a Marsiglia, ancora zona franca. Però il governo di Vichy incombe e i nazisti dilagano.

Dal 1942 la sorte dei due protagonisti - la famiglia è cresciuta, Selva ha avuto un bambino - è nelle mani di Tarik diplomatico, secondo segretario a Parigi, amico della sorella di Selva, sposata con un Alto funzionario degli Affari Esteri della Turchia. Tarik provvederà con ogni mezzo a proteggerli e sarà proprio lui, con l’aiuto della resistenza, a mettere in piedi il coraggioso progetto di noleggiare un treno che, seguendo un itinerario azzardato che passerà addirittura da Berlino, dovrà partire verso la Turchia, l’ultimo treno per Istambul.

Sappiamo che la storia del treno per Istanbul non fu l’unico caso di intervento di turchi e diplomatici turchi in Europa e altrove durante l’era di Hitler a favore di ebrei connazionali e altri perseguitati dai tedeschi, per salvarli dall’orrore della Shoah.

A Rodi, occupata dai nazisti, Selahattin Ülkümen, console della Turchia, riuscì a impedire la deportazione di sessantasette ebrei, quarantadue concittadini e venticinque italiani.

Nata nel 1941, Ayse Kulin è una delle autrici più amate della Turchia, e i suoi libri hanno venduto in patria più di dieci milioni di copie. Nel 2011, l’edizione turca della rivista «Forbes » l’ha definita la scrittrice più influente in tutto il Paese. Oltre ad aver firmato diversi bestseller internazionali, ha lavorato come produttrice e autrice cinematografica e televisiva. L’ultimo treno per Istanbul è il suo primo libro pubblicato in Italia. Ayse Kulin ha quattro figlie e vive a Istanbul. Nel 2008 per L’ultimo treno per Istambul ha ricevuto il premio del Consiglio europeo delle comunità ebraiche (ECJC)

di Patrizia Debicke van der Noot

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