La barbarie di Parigi vista dal Lussemburgo - Magazine

La barbarie di Parigi vista dal Lussemburgo

Attualità Magazine Sabato 14 novembre 2015

Solidarietà a Parigi dal mondo
© Facebook/PrayforParis

Magazine - Poche parole per provare a parlare della barbarie della notte scorsa.

Ho seguito in diretta da Clervaux l'orrore di Parigi. Un attacco preparato con cura e bestiale crudeltà. Non dobbiamo sottovalutare l'orrore di questi attacchi mostruosi che possono colpire ovunque ciascuno di noi o i nostri cari. Una guerra perversa, senza nessuna morale umana o religiosa e che vuole solo distruggere.

Ma, come ha detto il presidente francese François Hollande è una guerra. Per dei mostri simili non esiste e non deve esistere nessuna giustificazione o pietà!

La televisione francese continua a far vedere in diretta le immagine registrate da dilettanti e professionisti, molte quasi per caso. Testimonianze scioccanti una dopo l’altra continuano a passare sugli schermi francesi. Tutti i medici sono accorsi spontaneamente o sono stati richiamati negli ospedali parigini.

Otto terroristi sono morti, sette si sono fatti esplodere e uno è stato ucciso dalle forze speciali. I terroristi, giovani tra i venti e trent’anni, indossavano tutti delle cinture esplosive. Attaccano per morire in nome della Jihad. Mentre uccidevano gli spettatori del Bataclan, hanno dichiarato che era colpa di Hollande perché gli aerei francesi attaccavano il Califfato.

I morti finora sono 127, ma i feriti gravissimi più di ottanta. Con lo stato d’urgenza in Francia le frontiere sono praticamente chiuse. Le macchine sono imbottigliate in lunghissime code anche sulle autostrade. Questo vuol dire ore per entrare e uscire dalla Francia.

Più di 700 viaggiatori hanno annullato il loro viaggio in treno nell’Eurotunnel. Gli areoporti funzionano e le ferrovie anche, i controlli molto accurati per chi arriva e per chi deve partire sono minuziosi.

Noi che ripartiamo domani per l’Italia abbiamo deciso di passare dalla Germania via Trier, Mannheim, Karlsrhue ed entrare in Svizzera a Basel (Basilea).

Anche qui in Lussemburgo l’atmosfera è elettrica, la gente è incollata alla televisione. Ieri notte noi siamo andati a dormire alle tre, mentre la televisione francese continuava a trasmettere.