Magazine Lunedì 2 novembre 2015

La custode del miele e delle api in una Sardegna da fiaba

Miele - Video: il booktrailer della Custode del Miele e delle Api
© Shutterstock

Magazine - Non mi dispiace scrivere di La custode del miele e delle api (Garzanti, 2015, 360 pagine 16.40 Euro), l’ultimo libro di Cristina Caboni, autrice del bestseller Il sentiero dei profumi.

Premetto che oltre a scrivere, facendo anche critica letteraria degli altri libri, per me leggere è un lavoro, ma se diventa anche piacevole come in questo caso, meglio! Questo romanzo non è il genere letterario che mi si confà maggiormente, la trama evidentemente ha il sapore del miele, naviga anzi sprofonda nel miele, fa entrare i lettori nel magico e funambolico rito che è la vita di un alveare, però il merito all’autrice è di avermi coinvolta nelle vicende semplici ma umane della sua protagonista Angelica Senes, o meglio Anghelicchia, detto alla ruvida maniera sarda. Ma anche Angelica - la tormentata apicultrice itinerante che da anni pare priva di radici - che ha fatto del naturale dono di saper comunicare con le api una professione che le permettere di aiutare i suoi clienti a risolvere i problemi, avrebbe diritto di appartenere a qualcosa e a qualcuno, magari fermarsi, tornare a casa sua e riprendere possesso di un mondo in cui si sentiva protetta e amata. E quel suo mondo si trova a Abbadulche, in un’isola della Sardegna unica e particolare, aspra e dura, eppure infinitamente generosa e dolce. E dove certi miti si tramandano e dettano legge.

Lei, Angelica Senes è una detentrice e protettrice di tradizioni tramandate di donna in donna, una “custode”. Ciò che sa, l’ha imparato da un’anziana prozia, Margherita Senes, che lei chiamava Jaja: una donna saggia, buona, dolce e materna che l’ha curata e cresciuta, quando viveva ancora in Sardegna. Ma in seguito Maria, sua madre, donna assente nella sua infanzia, per lutti, disperazione e lavoro, risposatasi a Roma, l’aveva portata via dall’isola quando ancora adolescente.

L’ambientazione locale è così vividamente descritta che par quasi di poterla toccare con mano e anche se talvolta, unico piccolo neo, il flusso narrativo rallenta e si appesantisce un po’, il buon gusto fa da padrone. L’autrice infatti, utilizzando un linguaggio elegantemente ispirato, narra di profumi, colori e luoghi tipici della sua terra, si serve di accorte sfumature per descrivere i luoghi, i fondali agresti solcati da antichi viottoli sassosi che sbucano di fronte e vecchie case ridipinte di fresco. La città di Abbadulche, rivisitata anche con il magico filtro della memoria, assume le caratteristiche uno scenario fantastico, quasi un piccolo paradiso. I personaggi poi sono ben costruiti e caratterizzati. Angelica è una giovane donna coraggiosa, decisa a darsi da fare e a combattere, ma allo stesso tempo fragile, sensibile, colpita dal dolore del passato e dall’incomprensione delle tante bugie. Una donna che rischia di perdere tutto ma riuscirà a farcela in virtù delle sua ferrea volontà di ricominciare.

Intorno a lei, i più vicini: Margherita, la prozia Jaia, un caso raro di bontà e altruismo, una persona straordinariamente umana e consapevole della realtà, sua madre Maria, un giovane pioppo piegato dal vento che aveva faticosamente percorso la sua strada. E infine Nicola Grimaldi, l’amico d’infanzia, l’amore d’infanzia, un uomo che aveva vissuto vittorie, sconfitte, passioni, e forse per questo sta cercando nuovi valori e sogni.

Comunque, complice un’inaspettata eredità, la vita di Angelica sta per cambiare, dovrà cambiare. I dubbi e i segreti non esistono più. In Sardegna c’è la sua casa che l’aspetta, il suo destino e forse un uomo, il vecchio amico/amore Nicola, che saprà spingere la custode ad accollarsi il duro compito da affrontare.

Una favola direte. Non c’è dubbio perché nelle favole nonostante gli orchi e le streghe i buoni vincono ma, ogni tanto, in questa nostra era imbevuta di cronaca nera e di orrori, si sente il bisogno di rilassarsi, di guardare avanti con occhi positivi e una bella favola non guasta affatto.

Cristina Caboni vive con il marito e i tre figli in provincia di Cagliari, dove si occupa dell'azienda apistica di famiglia. È l'autrice del Sentiero dei profumi, romanzo che ha conquistato la vetta delle classifiche italiane e straniere.

di Patrizia Debicke van der Noot

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