Teatro Magazine Giovedì 14 dicembre 2000

Intervista a Federica Bonani

Magazine - Domanda: Da dove vieni?
Bonani: Sono torinese. Ho fatto due anni di ingegneria civile pensando che nella vita si potesse essere solo medici o ingegneri. Poi c’è stata una rottura. Ho frequentato una scuola amatoriale di teatro e quindi la scuola del Teatro Stabile di Genova dove mi sono diplomata nel 1999. Ho ventisette anni e … dal momento del diploma ho sempre lavorato.
Il primo ruolo lo avuto allo stabile di Torino. Facevo Ottilia in Le affinità elettive. Poi ho lavorato per la compagnia di Dorelli, a L’amico per tutti un testo americano che è passato anche al Politeama. E quest’estate ero alla Tosse per Gli uccelli.
Domanda: Accidenti che fortuna, o è bravura?
Bonani: Fortuna s,i per il resto non sono io a poter giudicare. Di sicuro mi sono trovata al posto giusto nel momento giusto e questo è il vero perché di tutto.
Domanda: E questo posto e momento giusto quando e dove è stato?
Bonani: E’ successo tutto con la mis en espace di Massimo Mesciulam Nella Pianura normanna c’è un grande libro”. E’ stato nel 1999 al teatro Duse, in quell’occasione qualcuno mi ha visto e ha suggerito il mio nome e così poi sono arrivata allo Stabile di Torino dove ho anche conosciuto Lavia, che ne era il direttore artistico…
Domanda: Veniamo a Dopo la prova.
Bonani: Cosa posso dire? Abbiamo cominciato le prove a ottobre debuttato il primo di dicembre e dopo un avvio un po’ in sordina ora il pubblico sembra essersi passato parola e ogni sera ce n’è un po’ di più. Per il resto sono in programma repliche in tutta Italia. Dopo Genova staremo tre giorni a Massa e dopo Natale andremo ad Arezzo.
Domanda: Ti piace il testo di Bergman?
Bonani: Si molto. Ho appena visto il film e devo dire che come struttura drammatica il film è molto più semplice. E’ fatto di tre sezioni autonome in cui si svolgono i tre dialoghi tra Henrik e Rachel, e Henrik e Anna sia da giovane attrice che ancora piccola. Il testo adattato da Lavia è molto più ricco di interpolazioni. I personaggi sono quasi sempre tutti in scena contemporaneamente e le loro domande e risposte si intersecano in un dialogo allargato. Lavia non ha solo rivisto la struttura ha anche aggiunto materiali suoi legati ad esperienze personali in teatro e nella vita in particolare con i suoi maestri.
Domanda: Come ti senti nei panni di Anna?
Bonani: E’ molto stimolante perché in parte si parla di tematiche che mi riguardano: i problemi legati all’essere una giovane attrice ancora in formazione. E poi c’è il piano del privato dove il passato si incrocia con il presente e come spesso succede in Bergman da situazioni ordinarie si arriva a discutere di grandi temi umani. E comunque ci sono lati del ruolo di Anna che io rileggo attraverso la mia storia personale. Raccontare questa storia significa parlare di qualcosa che non è solo legato al teatro come apparentemente potrebbe sembrare, ma trattare dei rapporti tra verità e finzione che si sovrappongono e si confondono. Il fatto è che sulla scena ogni personaggio ha la sua verità e si crea la sua finzione e in nessun caso queste coincidono con quelle dell’altro.
Domanda: Che cosa provi tornando a Genova da attrice e non più da studentessa?
Bonani: E’ emozionante. Genova è la mia seconda città e ci sono molto legata. Per altro trovo che Torino e Genova si somiglino molto. E poi io qui ho conosciuto persone molto importanti per me , qui ci sono quelli che considero i miei maestri. Per questo tornarci per lavorare mi mette un po’ in soggezione: avverto un senso di responsabilità che da altre parti non provo. E comunque mi piace e tendo a tornare, infatti quest’estate ho fatto il provino alla Tosse perché speravo di lavorare qui.
Domanda:Che tipo di esperienza si fa lavorando con un regista che è anche attore?
Bonani: Devo ammettere che è un po’ strano. Richiede uno sforzo di concentrazione maggiore. Perché quel suo continuo salire e scendere dalla scena, oppure il dare le battute dalla platea mentre io devo rispondere al suo assistente che gli fa da controfigura sulla scena è una continua distrazione da contenere.
Domanda: Ci vai a teatro?
Bonani: Ci andavo, ma ora sono io di scena. Però conto di andare a vedere, quando torno a gennaio, Fotofinisc di Ottobrino e un testo di Paravidino che ha vinto un sacco di premi. Quando frequentavo la scuola avevo l’abbonamento.
Domanda: Progetti futuri?
Bonani: Fino a maggio sono in tournée poi si vedrà non ho progetti. Mi piace il cinema ho fatto due piccole cose una in e una in Tandem e mi sono divertita molto. Per altro credo che il mezzo cambi ma che fare l’attore resti sempre la stessa cosa.

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