Concerti Magazine Martedì 4 febbraio 2003

I Quadra, il jazz parla genovese

Molti musicisti suonano per hobby, ma probabilmente la maggior parte vorrebbe farne un mestiere. L'aspetto professionale del musicista è spesso sottovalutato... Non si pensa ai soldi investiti nell'acquisto d'attrezzature, alle ore dedicate allo studio e allo sviluppo della tecnica per "dialogare" con lo strumento. Molti genitori, inoltre, esortano i propri figli a desistere per fare qualcosa di più serio, piuttosto che perdere tempo con gli strumenti. Insomma, vivere di musica é difficile e impegnativo. Grazie a Giuseppe De Paola (ex Ricchi e Poveri, Francesco Baccini e altri) parliamo del mondo musicale, cercando di capire come sia possibile, stringendo denti, cinghia e bacchette, raggiungere il sogno di molti: vivere suonando.


I Quadra si formano nel 1998 dall'unione di tre musicisti professionisti provenienti ognuno da ambiti diversi e svariate esperienze professionali. Al principio il loro repertorio include esclusivamente covers di grandi musicisti quali Scott Henderson Tribal Tech, Pat Metheny, Chick Corea e altri. Poco dopo la band compone pezzi propri, dove mette a frutto l'esperienza maturata: il risultato è l'omonimo cd Quadra, uscito nel Gennaio 2002, all'interno del quale hanno collaborato musicisti di fama mondiale come Pippo Matino (uno dei migliori bassisti in Europa), il percussionista ligure Marco Fadda (membro della Great Naco Orchestra) e il chitarrista americano Mike Stern, ex membro della mitica band del trombettista Miles Davis.

LINE-UP: Giuseppe De Paola - Batteria; Luca Lamari - Tastiere; Enrico Pinna - Chitarra.
FEATURING: Pippo Matino - Basso elettrico; Marco Fadda - Percussioni; Mike Stern - Chitarra nel brano "Janus".
Sito Web: www.giuseppedepaola.com/quadra.htm


I Quadra procedono in maniera parallela su diversi binari. Il primo, quello di cover-band, vi impegna nell'esecuzione di brani scritti da autori come Pat Metheny, Chick Corea e altri grandi del panorama fusion. Il secondo, più personale, vi permette di suonare pezzi vostri, contaminandoli con atmosfere progressive, sonorità jungle e ritmiche funk. Quale percorso offre maggiori occasioni e soddisfazioni? Perché?
«Il nostro obiettivo centrale è sempre stato suonare esclusivamente la nostra musica, e per un certo periodo è stato così. Il discorso cover invece è dovuto principalmente a due motivi. Il primo è qualitativo: suonare pezzi di altri permette ad un musicista di conoscere più linguaggi, crescendo sotto il profilo musicale; il secondo è "logistico" poiché Pat Metheny è molto più conosciuto dei Quadra... per ora!»

Con che frequenza suonate nei locali cittadini, sia nella veste Quadra che in altre?
«Genova è una piazza estremamente difficile, e non solo per i musicisti professionisti. L'elevata età media, la mancanza di spazi giovanili e tante altre problematiche (non per ultima la mentalità alquanto rigida e poco incline alle novità) rendono difficoltoso mantenere una continuità nello svolgere concerti. Io per esempio suono relativamente poco e ho preferito la qualità, ovvero fare ciò che più mi piace. Sono in ogni modo ottimista, credo nella crescita del "giro" musicale locale».

Per definizione il musicista è colui che suona spesso in giro e vende dischi. Esistono altre risorse, anche più fattibili, che gli permettano di vivere decorosamente?
«Il musicista professionista italiano è costretto a due particolari condizioni: mobilità e diversificazione del proprio operato. Nella nostra categoria il lavoro "fisso" non esiste, se non in rari casi. Per quanto riguarda la diversificazione, un pratico esempio: io suono "live" mediamente in tre situazioni diverse, insegno batteria e percussioni latino-americane, ho pubblicato una serie di metodi didattici per la BMG Ricordi, tengo seminari e clinics di batteria, promuovo il cd dei Quadra ecc.ecc. In questa città non è possibile vivere dignitosamente soltanto suonando, bisogna essere "poliedrici"... e poi fare sempre le stesse cose è noioso!»

Parliamo di te: ho letto nella tua biografia personale che inizi lo studio della batteria a 13 anni. A diciannove vai in tournee con Francesco Baccini; in seguito accompagni i Ricchi e Poveri in giro per l'Europa. Hai avuto molta fortuna oppure si tratta, come dice una giovane cantautrice italiana, della giusta ricompensa?
«Ti darò la solita risposta banale e super inflazionata: occorre un giusto un mix tra lo studio del proprio strumento, frequentare le persone giuste, essere seri ed affidabili. Alla fine di tutto è necessaria una sola cosa: il coraggio di credere in se stessi e di potercela fare. Allora anche la fortuna volgerà a proprio favore, ma bisogna meritarselo. Ciao e grazie per la chiacchierata!»

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