Magazine Mercoledì 7 ottobre 2015

«Mi eccitano i porno gay. Sono omosessuale?»

Adolescente Pc
© Shutterstock

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Magazine - Salve,

ho 18 anni e fin'ora ho avuto diversi rapporti sessuali con ragazze (compreso il sesso). Però gironzolando su Internet ho visto un porno gay e mi sono eccitato da morire (in confronto a un porno normale). Il punto è: sono gay? Perchè dopo questo episodio, che mi ha turbato, ho cominciato a pormi questa domanda e mi sta ossessionando. I rapporti sessuali che ho con la mia ragazza mi fanno impazzire (vengo subito, daje n'altro problema). Tornando alla questione gay o non gay volevo chiedere se è normale che a questa età e dopo svariati atti sessuali etero si pensi di essere gay?

Michele

Buongiorno Michele,
risponderò subito alla sua domanda perché è talmente semplice che non serve girarci intorno. Lei mi chiede se «è normale che a questa età e dopo svariati atti sessuali etero si pensa di essere gay?». Beh, si! È normale! (ovviamente "normale " vuol dire che non è contro la legge, che capita a molte persone e non è segno di particolari problemi o patologia.)

Ora, tolto di mezzo questo dubbio, spero che lei sia più tranquillo e quindi più serenamente disposto ad analizzare il perche lei, insieme a molti altri, ha questi pensieri e di conseguenza questi interrogativi.

In effetti è altrettanto "normale" che molti si preoccupino dei propri pensieri senza rendersi conto che la curiosità è la base dell'evoluzione e della sopravvivenza, e che pensare è una delle più alte funzioni di un cervello sano.
Dunque perché preoccuparsi di pensare qualcosa? (Le assicuro che se bastasse pensarlo saremmo tutti più ricchi) E sopratutto perché la nostra testa pensa anche cose strane o inutili?

In realtà non vi è un unico motivo per pensare cose alternative ma, piuttosto è il risultato di una serie di dinamiche mentali (tutte segno di un buon funzionamento del cervello) e di una cultura sociale che si è espansa e si è evoluta troppo rapidamente.

Questa accelerazione e sovrabbondanza di stimoli ci fornisce cosi tante indicazioni che, talvolta, anziché aiutarci a capire, creano confusione e quindi ansia.

Capisco che il sesso e la sessualità siano ancora un argomento molto delicato, ma molte dinamiche del pensiero sessuale sono simili alle dinamiche che sperimentiamo in molti altri campi. Dunque, noi pensiamo di fare molte più cose di quelle che poi mettiamo in atto e la nostra capacità di esplorare il mondo con la nostra mente è una funzione superiore. È esperienza quotidiana, che poi, noi mica facciamo realmente tutto quello abbiamo pensato .

E neppure è detto che ci piaccia, veramente, fare quello che abbiamo pensato di fare, nelle nostre fantasie. (E che magari ci ha eccitato nel pensarlo). Resta il fatto che sia la curiosità sia la fantasia sono due ottime cose che non ci obbligano a fare. Né sono inevitabilmente il segnale che, sotto sotto, vogliamo davvero ciò che abbiamo pensato.

Cosi come il pensare o fantasticare, anche l'eccitazione che ne consegue è molto più effimera e distante dal reale interesse e piacere a vivere, davvero, ciò che abbiamo solo pensato.

Dunque perché preoccuparsi? Forse il problema sta da un'altra parte. Forse il problema non sta nella paura di essere gay, bensi nel timore di non essere un vero uomo! (Nel senso di vero maschio). E qui le cose si complicano. L' insicurezza sulla sua identità viene amplificata, in parte, della sua giovane età, che la pone in un periodo di transizione, ed in parte, perché la riflessione sul concetto e la definizione di: "vero uomo" o " vera donna" (o "vero" gay? "vero" trans? "vero" ecc...) non sono chiare a nessuno. Anzi necessiterebbero di un dibattito e di un approfondimento ben più ampio dello spazio di questa rubrica,

Nel frattempo , anziché perdersi nella paura con il suo dubbio (che spero sia superato) di essere gay, credo sarebbe più utile che lei cercasse il modo di aumentare la fiducia in se stesso e ridurre le sue ansie. In particolare le sue ansie da prestazione

Mi riferisco a quel suo accenno alla sua velocità. Problema che sicuramente, concorre nel crearle qualche perplessità sulla sua virilità. Ma anche questo è un aspetto che, se ben affrontato, puo essere risolto. E questo la aiuterebbe ad essere piu contento (e sicuro) di sé e la metterebbe in condizione di fare sesso in maniera più consapevole, serena e gratificante.
Per tutti.

Saluti

Dott Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Genova

di Marco Ventura

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